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| Il Giardiniere |
| I. Loew ‑ J. Faizant |
| A cura di Angela Magnoni |
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Noi tutti abbiamo conosciuto giardinieri appassionati del giardino. Ma quello del quale vi parlo li superava tutti. Conosceva ogni fiore, ogni farfalla adatta a ciascuno. E la sera, quando la brezza muoveva dolcemente le foglie delle betulle, il buon giardiniere partecipava alla felicità di ciascuna, in quell'angolo di paradiso. Ma un giorno tutto si guastò: in fondo al giardino il nostro uomo vide alcune chiocciole infelici e scontente. Forse non avevano da mangiare? Subito piantò un ciuffo d'insalata per ogni lumaca. Nulla da fare. Tre di esse si contendevano la stessa lattuga, lasciando marcire le altre. E quando una chiocciola incontrava un'altra, le faceva le corna ed esprimeva il suo disprezzo, sputando una lunga, enorme bava. La pace aveva abbandonato il cuore del buon giardiniere: ‑possibile, proprio nel mio giardino? ‑ si chiedeva. Allora incominciò a parlare ad ogni lumaca. Ma quelle non capiscono la lingua dei giardinieri. E il brav'uomo sospirava: ‑ Se potessi diventare anch'io chiocciola! Parlerei loro nella loro lingua, dolcemente, con calma, e con tanta convinzione che troverebbero la felicità nel mio giardino... Devo continuare? E’ sufficiente dire che c'è una distanza ben maggiore tra Dio e l'uomo di quanta ve ne fosse tra il buon giardiniere e le lumache. E che ciò che è impossibile per gli uomini è possibile per Dio. Ma ci vuole un amore sconvolgente, a mísura di Dio.
(I. LOEW ‑ J. FAIZANT Parabole e Favole, SEI) |