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Avvento
Tagore
Angela Magnoni
 

Scese oscura la sera.

I lavori della giornata erano finiti.

Credevamo che l'ultimo ospite fosse arrivato per la notte.

Tutte le porte del villaggio furono chiuse.

Per˛ s'udý una voce: ‑ Arriva il Re! ‑.

Rispondemmo ridendo: ‑ Ŕ impossibile!

 

Sembr˛ che picchiassero alla porta; pensammo che fosse il vento.

Spegnemmo le lampade e ci coricammo.

Per˛ s'udý una voce: ‑ 2 il messaggero!

Rispondemmo ridendo: ‑ No, Ŕ il vento!

Nel cuore della notte udimmo un rumore.

Nel sonno credemmo che fossero tuoni lontani.

Trem˛ la terra, i muri vacillarono e questo turb˛ il nostro sonno.

Per˛ s'udý una voce: ‑ il rumore del cocchÝo

Rispondemmo nel sonno: ‑ No, Ŕ il tuono! ‑.

 

La notte era ancora profonda quando rull˛ il tamburo.

Una voce grid˛: ‑ Sveglia! Affrettatevi!

Tremando di paura, ci stringemmo le braccia sul cuore.

S'udý allora una voce: ‑ Ecco la bandiera del Re! _

Balzammo in piedi, gridando: ‑ Non c'Ŕ tempo da perdere

 

 

 

‑ Il Re Ŕ venuto!

Ma dove sono, le luci, dove le corone di fiori?

Dov'Ŕ il trono per farlo sedere?

Oh vergogna, tremenda vergogna!

Dov'Ŕ la sala a lui riservata? Dove gli addobbi?

S'udý la voce: ‑ Ŕ ormai inutile il vostro lamento.

Accogliete il Re a mani vuote,

conducetelo nelle vostre camere spoglie.

Aprite le porte! Fate echeggiare le conchiglie!

Nel cuore della notte il Re Ŕ venuto: entra nella nostra casa triste e buia.

Il tuono brontola nel cielo, l'oscuritÓ freme di lampi.

Porta fuori la povera stuoia, stendila sulla soglia di casa; dal cielo viene il tuo Re!