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Gli Angeli di Dio
A cura di Angela Magnoni

 

Angeli

 

Gli Angeli di cui parliamo non sono gli spiriti illuminati della tradizione occultistica, non sono gli spiriti disincarnati delle tradizioni orientali, né tantomeno gli spiriti guida che si manifesterebbero nelle sedute spiritiche. Queste presunte entità spirituali, tanto propagandate dalla Nuova Era, da cui molti attendono sempre nuove rivelazioni, in realtà rientrano solo in due categorie: o sono, nella stragrande maggioranza dei casi, creazioni dinamiche dell’inconscio, quindi mistificazioni inconsapevoli di determinate persone (medium, spiritisti, occultisti, ecc...), o sono, più raramente e più pericolosamente, entità demoniache.

In ogni caso, come si comprende, sono realtà da evitare perché, nell’ipotesi di creazioni inconsce, sono fallaci, nell’ipotesi invece di entità maligne, sono menzognere e malefiche; in entrambi i casi seminano dubbi ed allontanano dalla fede.

 

Prof. Gianfederico Tinti

 
Papa Francesco ha consacrato lo Stato della Cittá del Vaticano a S.Giuseppe e S. Michele Arcangelo
Dalla Parola di Dio

Giacobbe fece un sogno: una scala poggiava sulla Terra, mentre la sua cima raggiungeva il Cielo; ed ecco gli Angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

Genesi 28, 12

Io mando un Angelo davanti a te per proteggerti lungo la via, e per introdurti nel luogo che ho preparato. Davanti a lui comportati con cautela e ubbidisci alla sua voce. Non ribellarti a lui, perché egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui. Ma se ubbidisci fedelmente alla sua voce e fai tutto quello che ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici, l’avversario dei tuoi avversari;  poiché il mio angelo andrà davanti a te…

Esodo 23, 20-23

Si alzò allora il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di livore, e fatti arrestare gli apostoli li fecero gettare nella prigione pubblica. Ma durante la notte un Angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse: “Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita”.

Atti degli Apostoli 5, 17-20

Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco gli si presentò un Angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: “Alzati, in fretta!”. E le catene gli caddero dalle mani.

Atti degli Apostoli 12, 6-7

Un giorno verso le tre del pomeriggio, Cornelio vide chiaramente in visione un Angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: “Cornelio!”. Egli lo guardò e preso da timore disse: “Che c’è, Signore?”. Gli rispose: “Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio”.

Atti degli Apostoli 10, 3-5

Venne un Angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i Santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’Angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei Santi.

Apocalisse 8, 3-4 

Michele, che significa: “Chi è come Dio?” è il campione del primato di Dio, della sua trascendenza e potenza. Michele lotta per ristabilire la giustizia divina; difende il Popolo di Dio dai suoi nemici e soprattutto dal nemico per eccellenza, il diavolo. E San Michele vince perché in Lui è Dio che agisce.

…Il male è vinto, l’accusatore è smascherato, la sua testa schiacciata, perché la salvezza si è compiuta una volta per sempre nel sangue di Cristo. Anche se il diavolo tenta sempre di scalfire il volto dell’Arcangelo e il volto dell’uomo, Dio è più forte; è sua la vittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo. Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli Angeli di Dio, che offrono, per così dire, le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che possono appesantire la nostra vita o trascinarci in basso. Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori.

 

Papa Francesco, 5 luglio 2013

 
 
 
 
Catechesi sugli Angeli

G1OVANNI PAOLO II

DIO, CREATORE DELLE «COSE VISIBILI E INVISIBILI»

L’esistenza degli Angeli, una verità di fede
Una verità così grande da sembrare impossibile
Ti custodiscano in tutti i tuoi passi
L’appellativo Angelo designa l'ufficio, non la natura
Teologia e spiritualità degli Angeli

Don Pietro Cantoni

Il ritorno degli Angeli oggi. Tra devozione e mistificazione

Gli Angeli e i defunti - Don Marcello Stanzione
La custodia angelica secondo San Tommaso d’Aquino
L’origine e la storia del Santuario di Monte Sant’Angelo
Storie Vere

 
Preghiere
Presentazioni in power point

Un vescovo olandese parla degli Angeli

L’intervento di Monsignor De Jong al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione

Don Marcello Stanzione

Il 16 ottobre 2012 il vescovo olandese Mons. Everardus Joannes De Jong, ausiliare e vicario generale di Roermond durante il suo intervento in Vaticano al Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione ha testualmente affermato: “Dobbiamo promuovere la preghiera agli Angeli e agli Arcangeli nella nuova evangelizzazione. Molti Pontefici e Santi hanno praticato questa devozione e l’hanno promossa”. 

 

Osservando la realtà della Chiesa Cattolica attuale, dobbiamo fare una constatazione non troppo rosea per noi esponenti del Clero. Se diamo credibilità alle statistiche dei sociologi della religione (ma i parroci con la loro esperienza sono i migliori sociologi della religione!), l’indice della pratica religiosa cattolica nei paesi industrializzati del ricco Occidente (Europa, Stati Uniti, Canada, Australia) è in progressivo e sembra inevitabile declino.

 

Le cause e le spiegazioni di tale crollo numerico dei cattolici praticanti sono molteplici. Una delle spiegazioni è che certamente senza un forte afflato mistico la religione è in agonia. La scienza teologica che si studia nelle facoltà ovviamente fa bene a basarsi sull’intelletto che è importante, anzi indispensabile, ma attenzione a non cadere nel razionalismo teologico, quello per intenderci, che quando si parla di Angeli fa una scrollatine di spalle per affermare: “Sì, gli Angeli esistono, ne parla la Bibbia e il Catechismo, ma noi non ne sappiamo troppo, in effetti essi sono poco importanti, e quindi a noi non interessano…”.

 

È evidente che è raro trovare dei corsi di teologia delle lezioni sistematiche su Angeli e demoni e questo si riflette anche nella predicazione delle chiese dove raramente si sente parlare degli Spiriti Celesti. La mistica invece, ci fa capire che Dio oltrepassa la nostra comprensione logica perché ovviamente va al di là di essa. La carenza dei mistici porta facilmente un’istituzione religiosa all’assolutismo, al dogmatismo, al giuridismo e all’aridità spirituale. Oggi molte persone battezzate ed educate in qualche modo nella religione cattolica cercano una spiritualità nei gruppi di meditazione buddista, New Age, sofista o altri movimenti religiosi alternativi alla Chiesa Romana.

Anche riguardo all’angelologia ci sono pochissimi autori moderni cattolici, che si occupano di tale tematica, mentre nel passato, non si contavano le opere di spiritualità sugli Angeli. Quando entro in una libreria come per esempio Feltrinelli, o Gulliver Guida, rimango avvilito perché la stragrande maggioranza di testi sugli Angeli è costituita da pubblicazioni acattoliche. Mi chiedo se il problema a monte, è quello della distribuzione delle case editrici cristiane nelle grandi librerie laiche oppure, come prima ho osservato, è proprio la carenza di scrittori cristiani su tali argomenti.

 

Ma chi sono i mistici che hanno avuto rapporti con gli Angeli? Cercherò di offrire una definizione estremamente concisa. Il mistico è un uomo o una donna che è unito a Dio in una maniera vitale e concreta. Cioè una persona che non solo crede intellettualmente che Dio viva in Lui con la sua grazia, ma che di questa presenza divina ne fa un’esperienza quotidiana. In altri termini, il mistico è colui o colei che vive in continua unione con Dio e che di tale unione ne fa, non solo l’esperienza intellettuale, ma un’esperienza esistenziale profonda e quindi come San Paolo anch’egli potrebbe ripetere: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2, 20).

 

Ma anche questa esperienza del Divino, essendo completamente soggettiva e personale, può errare, può essere soggetta a illusioni o a inganni del maligno, diventa quindi necessario che questo stato mistico sia provato con le opere coerenti con la fede cristiana. Se per esempio un cosiddetto mistico mostra di essere più interessato alla sua buona reputazione che alla gloria di Dio e alla diffusione dell’Evangelo, più interessato ai suoi vantaggi personali, magari di natura economica, che a quelli del prossimo, diventa molto difficile credere che egli sia veramente un mistico sincero, anche se attraverso di lui  abbiamo manifestazioni sensoriali (paranormali) che vanno al di là della capacità dei comuni mortali, quali ad esempio profezie, guarigioni, bilocazioni e miracoli di varia natura.

 

Proprio così, anche le profezie e le guarigioni miracolose, non sono una prova definitiva e probante di autentico misticismo. Di una persona che è veramente mistica bisogna che si possa ripetere il giudizio paradossale, ma pur vero,  dato dal poeta cattolico Novalis (1772-1801), capofila del movimento romantico tedesco, sul filosofo Baruc, Spinoza (1632-1677): “Questa è una persona intossicata di Dio”.

 

Siccome gli Angeli, pur essendo secondari rispetto ovviamente alla Santa Trinità, ma essendo i Messaggeri e i Servi Celesti del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ed essendo anche gli Angeli della Regina, sono elementi  che hanno una notevole importanza nella spiritualità cristiana, non possiamo, quindi, non ritrovarli in ogni autentica esperienza mistica.

 

La vita dei Santi, giova ricordarlo, una volta accertata la fondatezza dei fatti e delle testimonianze, anche se legata a determinate contingenze storiche e culturali, è un “luogo teologico” degno di attenzione e di considerazione anche per il culto e il ministero degli Angeli. È importante sottolineare sempre che unico obiettivo degli Angeli è quello di stimolarci ad una più piena ed immediata unione con la Santa Trinità. I Santi non erano nati tali, ma lo divennero gradualmente e non senza notevole fatica.

 

Dalla loro biografia apprendiamo che la loro maturità spirituale è stata spesso influenzata dagli Angeli.

Certamente non vi è cristiano che, nonostante i suoi limiti, non si sforzi di vivere autenticamente la sua fede che, un giorno o l’altro, non abbia sentito in se stesso ed intorno a sé l’influenza benefica degli Angeli come un lampo improvviso che, in un istante, dissipa le tenebre delle spirito, con una gioia interiore che scaccia la tristezza e rasserena il cuore con l’allontanamento provvidenziale di un pericolo imprevisto o con la soluzione insperata di un affare spinoso.

 

In quei momenti si ha la sensazione di essere improvvisamente circondati da un effluvio di luce intensa, di essere sollevati e custoditi da invisibili mani. Sono i Santi Angeli di Dio che compiono la loro benefica missione a vantaggio di creature deboli e limitate come noi. Essi nel relazionarsi all’uomo, unicamente con il permesso di Dio, apportano la condiscendenza benevola di Esseri di natura di gran lunga superiore alla nostra. L’amore di amici veramente fedeli e la devozione e la diligenza degli autentici servitori di Dio che essi onorano in ogni loro pensiero e azione. Eccezionalmente, talvolta gli Angeli, questi nostri discreti amici, si manifestano più chiaramente alla nostra immaginazione attraverso sogni e visioni e addirittura nella vita dei mistici autentici possono prendere un corpo visibile per mostrarsi unicamente ai loro occhi.

 

Termino questo mio articolo con una frase del frate domenicano Sertilanges , che è veramente illuminante sulla relazione tra i mistici e gli Spiriti celesti: “C’è senza dubbio un nesso tra santità ed esistenza angelica, solo che nessuno è mai diventato santo perché ha visto gli Angeli, ma ha visto gli Angeli perché è diventato santo!”. Auguriamoci che le parole di Mons. De Jong sull’importanza di riprendere la preghiera agli Angeli e agli Arcangeli per la nuova evangelizzazione non restino lettera morta!

www.zenit.org, 10 novembre 2012

Don Marcello Stanzione

Chi sono gli Angeli?

Gli Angeli sono creature spirituali che in­cessantemente glorificano Dio e servono i suoi disegni salvifici nei confronti delle altre creatu­re. Essi circondano Cristo, loro Signore, e lo servono soprattutto nel compimento della sua missione di salvezza per tutti gli uomini.

Catechismo della chiesa Cattolica, 29

Il canto degli Angeli

Dio è glorioso. Dio è Luce pura, splendore della verità e dell’amore. Egli è buono. È il vero bene, il bene per eccellenza. Gli Angeli che lo circondano trasmettono in primo luogo semplicemente la gioia per la percezione della gloria di Dio. Il loro canto è un’irradiazione della gioia che li riempie. Nelle loro parole sentiamo, per così dire, qualcosa dei suoni melodiosi del Cielo. Là non è sottesa alcuna domanda sullo scopo, c’è semplicemente il dato di essere colmi della felicità proveniente dalla percezione del puro splendore della verità e dell’amore di Dio.

Benedetto XVI, dall’Omelia della Messa di Mezzanotte, 24 dicembre 2012

Che cosa ha creato Dio?

 

La Sacra Scrittura dice: “In principio Dio creo il Cielo e la Terra” (Gn 1,1). La Chiesa, nella sua Professione di fede, proclama che Dio e il creatore di tutte le cose visibili e invisibili: di tutti gli esseri spirituali e materiali, cioè degli Angeli e del mondo visibile, e in modo particolare dell'uomo.

Compendio del Catechismo della chiesa Cattolica, 59

 

Chi sono gli Angeli?

 

Gli Angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi, contemplando incessantemente Dio a faccia a faccia, lo glorificano, lo servono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza per tutti gli uomini.

Compendio del Catechismo della chiesa Cattolica, 60

 

In che modo gli Angeli sono presenti nella vita della Chiesa?

 

La Chiesa si unisce agli Angeli per adorare Dio, invoca la loro assistenza e di alcuni celebra liturgicamente la memoria.

Compendio del Catechismo della chiesa Cattolica, 61

 

Che cos’è la caduta degli Angeli?

 

Con tale espressione si indica che Satana e gli altri demoni, di cui parlano la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa, da Angeli creati buoni da Dio, si sono trasformati in malvagi, perche, con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno, dando cosi origine all’inferno. Essi tentano di associare l’uomo alla loro ribellione contro Dio; ma Dio afferma in Cristo la sua sicura vittoria sul Maligno.

Compendio del Catechismo della chiesa Cattolica, 74

 

Che cosa s’intende per “Cielo”?

 

Per “Cielo” s’intende lo stato di felicita suprema e definitiva. Quelli che muoiono nella grazia di Dio e non hanno bisogno di ulteriore purificazione sono riuniti attorno a Gesù e a Maria, agli Angeli e ai Santi. Formano cosi la Chiesa del Cielo, dove essi vedono Dio “a faccia a faccia” (1Cor 13, 12), vivono in comunione d’amore con la Santissima Trinità e intercedono per noi.

Compendio del Catechismo della chiesa Cattolica, 209

Oggi, come nei tempi passati,

si discute con maggiore o minore sapienza

su questi esseri spirituali.

Bisogna riconoscere che la confusione a volte è grande,

con il conseguente rischio

di far passare come fede della Chiesa sugli Angeli

ciò che alla fede non appartiene, o, viceversa,

di tralasciare qualche aspetto importante della verità rivelata.

Giovanni Paolo II

 

Vorrei spezzare una lancia in favore degli angeli:

non stanno tra noi e Dio come una barriera;

il raggio di luce che (secondo Dionigi) giunge a noi

dopo aver attraversato tutti i novi cori,

abbraccia tutto il mondo spirituale;

la stessa Trinità è presente in ogni grado,

fino all’ultimo coro angelico.

Il fatto che Dio tratti con noi attraverso dei messaggeri

non è segno di maestà inavvicinabile,

bensì di amore straripante.

La loro felicità è collaborare con Dio

nel distribuire le grazie;

del resto costituirà anche la nostra felicità.

Santa Teresa Benedetta della Croce

(Edith Stein)

Ogni fedele ha al proprio fianco un Angelo

come protettore e pastore,

per condurlo alla vita.

 

San Basilio Magno

Nessuno è mai diventato santo

perché ha visto gli Angeli,

ma ha visto gli Angeli

perché è diventato santo!

 

Antonin Dalmace Sertilanges

Un Angelo liberatore

 

Affascina la Stein (ndr. Santa Teresa Benedetta della Croce) il lavoro dell’Angelo che non va “intralciato”: solo così avverrà una specifica epifania dell’Angelo, come ricorda “la ricorrenza di San Pietro in Vincoli, una ricorrenza a me molto care”, dice la filosofa, “non come mera commemorazione, ma nel senso della liberazione dai ceppi da parte dell’Angelo”. Un Angelo liberatore, dunque, oltre che messaggero e distributore di grazie.

 

Don Marcello Stanzione

San Pio da Pietrelcina e l’Angelo Custode

Un italo-americano residente in California, incaricava spesso il suo Angelo Custode di riferire a Padre Pio ciò che riteneva utile fargli sapere. Un giorno, dopo la confessione, chiese al Padre se sentiva veramente quello che gli diceva tramite l’Angelo. “E che”, rispose Padre Pio, “mi credi sordo?”. E Padre Pio gli ripeté quello che pochi giorni prima gli aveva fatto sapere tramite il suo Angelo.

Padre Lino raccontava…

Stavo pregando il mio Angelo Custode perché intervenisse presso Padre Pio a favore di una signora che stava molto male, ma mi sembrava che le cose non mutassero affatto. “Padre Pio, ho pregato il mio Angelo Custode perché le raccomandasse quella signora”, gli dissi appena lo vidi, “è possibile che non l’abbia fatto?”. “E cosa credi, che sia disobbediente come me e come te?”.

Padre Eusebio raccontava…

Stavo andando a Londra in aereo, contro il consiglio di Padre Pio che non voleva che usassi questo mezzo di trasporto. Mentre sorvolavamo il canale della Manica una violenta tempesta mise l’aereo in pericolo. Tra il terrore generale recitai l’Atto di Dolore e, non sapendo cosa altro fare, mandai a Padre Pio l’Angelo Custode. Tornato a San Giovanni Rotondo andai dal Padre. “Guagliò”, mi disse. “Come stai? È andato tutto bene?”. “Padre ci stavo rimettendo la pelle”. “E allora perché non obbedisci?”. “Ma le ho mandato l’Angelo Custode...”. “E meno male che è arrivato in tempo!”.

Una figlia spirituale di Padre Pio percorreva una strada di campagna che l’avrebbe portata al Convento dei cappuccini dove ad attenderla c’era lo stesso Padre Pio. Era una di quelle giornate invernali, imbiancate dalla neve dove i grossi fiocchi che venivano giù, rendevano ancora più difficile il cammino. Lungo la strada, totalmente innevata, la signora ebbe la certezza che non sarebbe arrivata in tempo all’appuntamento col frate. Piena di fede, incaricò il suo Angelo Custode di avvisare Padre Pio che a causa del maltempo sarebbe arrivata al convento con notevole ritardo. Giunta al convento poté constatare con enorme gioia che il frate l’attendeva dietro ad una finestra, da dove, sorridendo, la salutava.

Una donna era seduta sul piazzale della chiesa dei cappuccini. La Chiesa era chiusa. Era tardi. La donna pregava col pensiero, e ripeteva col cuore: “Padre Pio, aiutami! Angelo mio, va a dire al Padre che mi venga in aiuto, altrimenti mia sorella muore!”. Dalla finestra di sopra, sentì la voce del Padre: “Chi mi chiama a quest’ora? Che cosa c’é?”. La donna disse della malattia della sorella, Padre Pio si recò in bilocazione e guarì la malata.

Un tizio disse a Padre Pio: “Io non posso venire sempre da voi. Il mio stipendio non mi permette spese per viaggi così lunghi”. Padre Pio rispose: “E chi ti ha detto di venire qui? Non hai il tuo Angelo Custode? Gli dici cosa vuoi, lo mandi qua, ed avrai subito la risposta”.

Quando Padre Pio era un giovane sacerdote scriveva al suo confessore dicendo: “la notte ancora al chiudersi degli occhi, vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso. E allietato da questa visione, dormo con un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte aspettando che il piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori”.

Padre Alessio un giorno si avvicinò a Padre Pio con delle lettere in mano per chiedergli delle cose e il Padre gli disse brusco: “Uagliò, non vedi che ho da fare? Lasciami in pace”. Rimase male. Si ritirò in disparte mortificato. Padre Pio se ne accorse e dopo un po’ lo chiamo e gli disse: “Non hai visto tutti quegli Angeli che erano qui intorno? Erano Angeli Custodi dei miei figli spirituali che venivano a portarmi i loro messaggi. Dovevo dare loro le risposte da riferire”.

Un dottore chiese a Padre Pio: “Tanti Angeli sono sempre vicino a lei. Non le danno fastidio?”. “No”, rispose il Padre con semplicità. “Sono così obbedienti”.

Ad una persona disse: “Per la tua mamma pregheremo, perché l’Angelo Custode le faccia compagnia”.

“Si direbbe”, diceva uno dei figli spirituali del Padre, “che Padre Pio ascolti sempre quelli che lo chiamano. Una sera, molti parlavano del Padre appena arrivati a San Giovanni Rotondo. Ingenuamente ricapitolavano le grazie che volevano chiedergli e incaricavano i loro Angeli Custodi di fargliele presenti al più presto. L’indomani, dopo la Messa, Padre Pio li rimproverò giustamente: “Birichini! Neanche la notte mi lasciate tranquillo!”, il sorriso smentiva le parole. Essi si seppero esauditi.

“Ma voi, Padre, sentite quello che l’Angelo vi dice?”, chiese una persona. E Padre Pio: “E cosa credi, che Egli sia disubbidiente come te? Mandami l’Angelo Custode”.

“È inutile che mi scrivi, perché non posso rispondere. Mandami l’Angelo, sempre. Penserò a tutto”.

“L’Angelo mi ha riferito delle frasi che mi hanno fatto comprendere la tua sfiducia”.

“Invoca il tuo Angelo Custode, che ti illuminerà e ti guiderà. Il Signore te lo ha messo vicino appunto per questo. Perciò serviti di lui”.

“E se la missione del nostro Angelo Custode e grande, quella del mio è di certo più grande, dovendomi fare anche da maestro nella spiegazione di altre lingue”.

“Manda l’Angelo Custode che non paga il treno e non consuma le scarpe”.

“Per le persone sole c’é l'Angelo Custode”.

L’Angelo Custode spiegava a padre Pio la lingua francese che Padre Pio non aveva studiato: “Levami, se è possibile, una curiosità. Chi ti ha insegnato il francese? Come mai, mentre prima non ti piaceva, ora ti piace” (Padre Agostino nella lettera del 20 gennaio 1912).

L’Angelo Custode traduceva a Padre Pio anche il greco a lui sconosciuto. “Cosa dirà il tuo Angelo di questa lettera? Se Dio vuole, il tuo Angelo potrebbe fartela comprendere; se no scrivimi”. In calce alla lettera, il parroco di Pietrelcina scrisse questo attestato:

“Pietrelcina, 25 agosto 1919. Attesto io qui sottoscritto sotto la santità del giuramento, che Padre Pio, dopo ricevuta la presente, me ne spiegò letteralmente il contenuto. Interrogato da me come avesse potuto leggerla e spiegarla, non conoscendo neppure l’alfabeto greco, mi rispose: “Lo sapete! L’Angelo Custode mi ha spiegato tutto”.

Dalle lettere di Padre Pio si conosce che il suo Angelo Custode lo svegliava ogni mattina per sciogliere insieme le lodi mattutine al Signore: “La notte ancora al chiudersi degli occhi vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi il Paradiso; ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori”.

Sempre dal suo epistolario si evince che Padre Pio affida all’Angelo Custode il compito di andare a consolare le anime afflitte: “Lo sa il buon Angelo mio custode, a cui tante volte gli ho andato il delicato ufficio di venirvi a consolare”. (Ep 1, p. 394). “Inoltre offrite a gloria di sua divina maestà il riposo che state per prendere e non dimenticate mai l’Angelo Custode che sempre è con voi, non lasciandovi mai, per qualsiasi torto possiate voi fargli. O ineffabile bontà di questo nostro buono Angelo! Quante volte, ahimé, l’ho fatto piangere per non aver voluto assecondare i suoi voleri che erano pur quelli di Dio! Ci liberi questo nostro fedelissimo amico da ulteriori infedeltà” (Ep. II, p. 277).

http://www.padrepio.catholicwebservices.com/Angelo_custode.htm
Gli Angeli secondo San Tommaso d’Aquino

San Tommaso d’Aquino, riguardo alla custodia angelica dei singoli fedeli (La Somma Teologica, I,q.113,a.a.1-8) inizia la sua limpida ed esauriente dimostrazione ricordando la legge generale del creato: nel piano della divina Provvidenza, tutti gli esseri corporei (la creazione materiale e pure l’uomo, composto di materia e di spirito) sono regolati da sostanze spirituali (i puri Spiriti). Agli uomini sono assegnati gli Angeli quali custodi e guide nel conoscere e nell’operare. Questo provvidenziale soccorso, invisibile, è necessario, perché l’uomo, pur avendo iscritta nel cuore la legge naturale, si inganna spesso nell’applicare i principi generali alle azioni particolari. A causa delle passioni che lo spingono al peccato, può, con il suo libero arbitrio, evitare il male solo in parte e, quindi, deviare dal bene. La custodia angelica, tuttavia, non impedisce le libere decisioni della volontà umana, che come può discostarsi dalla legge naturale, così può rifiutare le ispirazioni dell’Angelo. Queste illuminazioni e mozioni angeliche  sono generalmente interiori , invisibili; solo in “casi straordinari per una grazia speciale di Dio”, - afferma San Tommaso - si hanno apparizioni di Angeli. Egli conclude questo primo articolo della “questione sulla custodia angelica”, con una affermazione importante: “che gli uomini periscano, non va imputato alla negligenza degli Angeli, ma alla malizia degli uomini”.

La salvezza, dunque, è sempre nelle nostre mani! Ciascun uomo è custodito da un Angelo particolare?

La risposta è affermativa. L’uomo a differenza delle altre creature, è un individuo particolare: ha un’anima razionale, immortale. La custodia angelica, che rientra nell’esecuzione della Provvidenza Divina a suo riguardo, ha di mira anche l’attività intima, occulta dell’uomo, destinato alla vita eterna. Perciò ciascun uomo è affidato da Dio a un particolare Angelo Custode.

L’Angelo Custode è dato a tutti quanti gli uomini?

Si, egli risponde, perché ogni uomo, nel faticoso cammino della vita verso la patria del Cielo, incontra molti pericoli. Per superarli ha bisogno di una guida, di un sostegno, di un soccorritore. Dio, perciò, affida tutti quanti gli uomini alla custodia degli Angeli.

L’Angelo Custode è assegnato all’uomo fin dalla nascita?

Il Dottore Angelico accenna a due diverse opinioni a questo riguardo. Alcuni ritengono che l’Angelo Custode è donato da Dio ad ogni essere umano fin dal suo nascere, e altri invece dal suo Battesimo. San Tommaso, considerando che l’uomo ha un’anima razionale, afferma che la custodia angelica fino dalla nascita, è un aiuto provvidenziale anche per i bambini, bisognosi di protezione nei pericoli fisici e spirituali. Nella vita prenatale, si può credere che i nascituri siano sotto la custodia dello stesso Angelo della madre, a cui sono ancora uniti. Alla nascita, invece, ricevono un Angelo Custode personale. L’Angelo Custode abbandona talora l’uomo? Si può affermare dell’Angelo Custode quello che si suole dire di Dio, quando permette che l’uomo cada in un pericolo o in una tribolazione, per il suo maggior bene. L’Angelo Custode, che segue il piano della provvidenza, non impedisce talora una colpa o una sofferenza del suo protetto; ma, anche quando è da lui localmente distante (quando è in Cielo presso il trono di Dio), conosce le necessità dell’uomo e istantaneamente può essergli vicino per soccorrerlo.

Don Marcello Stanzione
Gli Angeli

Immaginerai di trovarti fra i Nove Cori degli Angeli che stanno facendo orazione a Dio e cantando quell’inno: “Sanctus Deus, Sanctus Fortis, Sanctus Immortalis, Miserere nobis”, però ripetendolo tu ancora nove volte, farai con essi la loro orazione. All’Angelo Custode ti raccomanderai particolarmente tre volte al giorno: la mattina con l’Angele Dei, la sera con la stessa orazione e durante il giorno quando vai in chiesa a visitare gli altari. Fa conto che dal tuo Angelo devi essere guidato come un cieco, che non vedendo i pericoli della strada si mette del tutto nella provvidenza di quello che per mezzo del bastone lo guida.

San Luigi Gonzaga
L’unione con gli Angeli

L’unione più intima è stretta con gli Angeli, poiché quest’unione deve durare sempre, e per l’eternità. L’unione con la creatura carnale è di un grado ben inferiore, poiché è solo transitoria. Dura solo nel tempo per finire all’ingresso dell’Eternità.

…L’unione dell’anima con l’Angelo è la più forte, poiché non è un’unione passiva, ma un’unione operante e attivissima. C’è in dialogo tra l’uomo e gli Angeli. C’è in’intesa, e questo dialogo...  divengono tali che l’uomo finisce per somigliare all’Angelo e prendere posizione con lui.

Suor Maria Lataste
Messaggeri di Dio

L’esistenza degli Angeli, quali spiriti, rimane sempre avvolta nell’ombra del mistero, ma è molto meno negata di quanto si potrebbe pensare in un mondo materialista come il presente. Parlare di spiriti buoni e cattivi può ancora passare; ma se ai cattivi si dà il nome di diavolo o demonio, il che richiama l’inferno, allora le opinioni divergono maggiormente. Ad ogni modo, c’è una notevole convergenza verso l’Angelo Custode, quando ci si riferisce soprattutto ai bambini. il new age a modo suo non disdegna di considerare queste forze, che per loro potrebbero coincidere con le energie, le quali nell’Universo possono influire sull’esistenza degli esseri umani e addirittura guidarli. La rivelazione ha la virtù della chiarezza per quanto concerne le caratteristiche essenziali degli Angeli. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ne parla compiutamente nello spiegare il Credo. “Dio creò il Cielo, la Terra e l’uomo. Il Cielo sono anche gli Angeli, la cui esistenza è verità di fede. Essi, come dice il nome, sono i messaggeri di Dio, i servitori di Dio, esseri spirituali, immortali, con carattere personale. Di essi, una parte defezionò formando così la schiera degli spiriti maligni, i demoni, nemici di Dio e degli amici di Dio. Cristo è al centro del mondo angelico: lo fu nella vita mortale, lo è nella gloria. Ma essi sono intermediari anche tra noi e Dio. Sono a servizio di Dio, ma anche a nostro servizio: “Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita”. In una parola, essi aiutano l’uomo a fare la volontà di Dio.

Card. Carlo Furno
Il vostro Angelo Custode

Considerate che il vostro Angelo Custode non inclina sempre le vostre tendenze all’agire, benché egli illumini sempre il vostro intendimento. Così non guardate quello che provereste o non, quando si tratta di praticare la virtù; la ragione e l’intendimento vi bastano. Lo spirito che si porta alle cose create non è adatto a ricevere l’impulso dell’Angelo. Gli Angeli sono i nostri pastori; non solamente essi portano a Dio i nostri messaggi, ma ci portano anche quelli di Dio. Essi nutrono le nostre anime delle loro dolci ispirazioni e delle comunicazioni divine; da buoni pastori, essi ci proteggono e ci difendono contro i lupi, ossia contro i demoni. Con le loro segrete ispirazioni, gli Angeli procurano all’anima una conoscenza.

San Giovanni della Croce, Opere spirituali
Gli Angeli, riflesso della Divina Misericordia

…È nella luce dell’Amore misericordioso di Dio che comprendiamo anche la creazione angelica. Il termine custode; infatti, è l’espressione di quella custodia che l’amore di Dio offre a ciascun uomo. In questo senso gli Angeli sono creati per diventare portatori della misericordia di Dio, intesa come sollecitudine paterna e affettuosa del nostro Dio verso tutta la Creazione e, in modo particolare, verso l’uomo, diventato ancor più bisognoso di cure dopo il peccato originale. In quanto custodi, gli Angeli sono intercessori presso Dio, come ci rivela il libro di Tobia (Tb 3, 17), presentando a Lui suppliche in nostro favore.

…Come potremo partecipare pienamente all’Amore Misericordioso di Dio, che ci viene dispensato in primo luogo sacramentalmente dalla Chiesa di Cristo, senza unirci consapevolmente e nell’amore ai Santi e agli Angeli del Cielo?

L’Anno Santo è l’occasione per entrare nella straordinaria comunione di spirito con gli angeli custodi, per essere rialzati quando inciampiamo e cadiamo, per essere consolati quando siamo tristi, per essere fortificati nel combattimento spirituale, per confidare in Gesù misericordioso. il Signore nel Vangelo, a proposito della conversione di un peccatore, ci dice che “C’è gioia davanti agli Angeli di Dio per un solo peccatore che si converte” (Lc 15, 10). Questo ci fa pensare che i nostri Angeli Custodi si danno particolarmente da fare proprio nel ministero della misericordia come via primaria di conversione. La loro sapienza penetra, infatti, nel Cuore misericordioso di Dio, di cui conoscono prima di noi e meglio di noi l’infinita misericordia; essi sono, insieme ai Santi, “radicati e fondati nella cantò, in grado di comprendere quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (cfr. Ef 3, 17-19).

Tratto dall’Omelia del Card. Crescenzio Sepe, 2 ottobre 1999
Il tuo Angelo Custode

San Pio da Pietrelcina

Il tuo Angelo Custode vegli sempre su di te,

sia Egli il tuo condottiero

che ti guidi per l’aspro sentiero della vita;

ti custodisca sempre nella grazia di Gesù,

ti sostenga con le sue mani

affinché tu non dia del piede in qualche sasso;

ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo,

del demonio e della carne.

Come è consolante il pensiero

che vicino a noi sta uno Spirito,

il quale dalla culla alla tomba

non ci lascia mai un istante,

nemmeno quando osiamo di peccare.

E questo Spirito Celeste ci guida,

ci protegge come un amico, un fratello.

Ma è oltremodo consolante

il sapere che quest’Angelo

prega incessantemente per noi,

offre a Dio tutte le buone azioni

e opere che compiamo,

i nostri pensieri,

i nostri desideri, se son puri.

Abbilo sempre davanti agli occhi della mente,

ricordati spesso della presenza di quest’Angelo,

ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia.

Apriti e confida a Lui i tuoi dolori;

abbi continuo timore di offendere

la purezza del suo sguardo.

Sappilo e fissalo bene nella mente.

Egli è così delicato, così sensibile.

A Lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia

e esperimenterai i di Lui benefici effetti.

 

L’Angelo di ottobre

 

Sotto una pioggia battente,

su questa terra umida e odorosa,

in questo scorrere veloce del tempo,

un lasso fugace,

a spiare la natura che si sveste

e scoprirne la bellezza di una ninfa…

 

prima di uscire dal suo grembo,

di questa vita agreste,

a sgranare l’ennesimo rosario

in preghiere e litanie

e speranze di pace,

e a succhiarle ancora un po’ di linfa…

 

come una foglia di ottobre

che si prepara al travaglio

di questa nuova stagione,

in queste rade fronde

che fatico a staccarmi

e non mi lascio cadere…

 

Su questo lungo viale

in mulinelli e vortici di vento

come su un mare in tempesta,

un ristagno autunnale

che intrappola il giallo del sole

e i passi della gente

per il prossimo inverno…

 

tutto tace,

tranne il mio orecchio,

ci sono ancora nuvole sparse

e i primi segni di gelo,

mentre cammino e lascio impronte

in questo pezzo di eterno…

 

mai solo,

con te che custodisci il mio presente,

che difendi e dispensi consigli

e conosci bene il Cielo…

 

un amico fidato

a cui affidare il mio silenzio

e il mio volo…

 

Crescenzo

Per gentile concessione dell’autore.

Invito alla devozione agli Angeli Custodi

 

Siamo devoti e riconoscenti a questi custodi così esimi, sappiamo corrispondere al loro amore, onoriamoli per quanto possiamo e come siamo in dovere di fare… Siamo come fratelli più piccoli, e ci resta da percorrere un cammino lungo e pericoloso, ma non dobbiamo temere nulla perché siamo sotto la protezione di custodi così eccelsi. Essi, che ci guidano nel nostro cammino, non possono essere né vinti né ingannati, e ancor meno possono ingannarci. Sono fedeli, prudenti, e potenti. Perché spaventarci? Basta che li seguiamo e che rimaniamo uniti ad essi e così vivremo all’ombra dell’Onnipotente.

San Bernardo da Chiaravalle

Se abbiamo bisogno di una guida,

quando passiamo da una città ad un’altra,

quanto più l’anima che rompe

i legami della carne

e passa alla vita futura,

avrà bisogno di qualcuno

che le indichi la via.

 

San Giovanni Crisostomo

O tu che ora…

 

O tu che ora gli occhi

hai pieni di pianto

e nel dolore

tieni immerso

il cuore,

non vedi dunque

che ti sta accanto

l’Angelo tuo

che a te donò

il Signore?

 

Ogni lacrima tua

è immenso tesoro,

goccia preziosa,

moneta d’oro

che raccoglie silenzioso

il tuo Custode

per consegnarla

su in alto nel Cielo:

tutto si cambia

in eterna lode

al Creatore nostro

che nel Figlio Santo volle

farsi a noi ancor più vicino.

 

Non piangere dunque

e a Lui consegna

la Croce tua, che al

ricordo della Sua unita,

potrai udire

del Paradiso il canto.

Là ogni promessa

è cosa vera,

là con la Madre Sua

 ora dimora

Colui che a causa

del suo immenso Amore

per noi divenne uomo,

donandoci il suo Corpo

ed il suo Cuore!

 

O tu dolce anima

che gemi sola, perché

sei così triste? Mostrami

il tuo sorriso.

Ti sei forse scordata

che esiste per noi tutti

il Paradiso?

 

D. S.

Per gentile concessione dell’autrice.

Miei sono i Cieli e mia la Terra,

miei sono gli uomini,

i giusti sono miei e miei i peccatori.

Gli Angeli sono miei e la Madre di Dio,

tutte le cose sono mie.

Lo stesso Dio è mio e per me,

poiché Cristo è mio e tutto per me.

 

San Giovanni della Croce

L’amore tra l’Angelo e l’uomo

 

Il loro amore è lontano dall’eguagliare quello di Dio. Gli Angeli amano le creature di un amore immenso, di un amore di verità e di rigenerazione. È un amore intenso che sorge dal cuore del Verbo, perché vedono in esso la dignità delle creature e l’amore che Egli prova per loro; questo amore degli Angeli rappresenta, per cosi dire, la sovrabbondanza dell’amore del Verbo, che gli Angeli raccolgono in sé e trasmettono poi alla creatura nella parte più nobile del suo essere, cioè il cuore. Oh! Se la creatura conoscesse l’immenso amore degli Angeli!...

Il loro amore rende l’anima saggia e prudente: saggia nelle sue opere, che compie con retta intenzione per la più grande gloria di Dio; prudente nel mantenere le virtù che danno vita a tutti gli amori…

 

Santa Maria Maddalena de’ Pazzi

Quando, grazie alla virtù della morte,

l’anima viene estratta

dal suo ammasso di carne

e balza fuori dal velo del corpo

verso la pura, semplice e serena luce,

esulta e trasale nello scorgere

il viso del suo Angelo,

che si prepara ad accompagnarla

alla sua dimora.

 

Tertulliano,

De Anima

L’azione degli Angeli Custodi in Quaresima

 

San Matteo conclude il racconto delle tentazioni del Signore con questo versetto: “Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano” (Mt 4, 11). “Soffermiamoci a contemplare l’intervento degli Angeli nella vita di Gesù per capire meglio il loro compito - la missione angelica - nella vita umana. La tradizione cristiana descrive l’Angelo Custode come un grande amico che Dio ha messo accanto a ogni uomo per accompagnarlo nel suo cammino. E per questo ci invita a conoscerlo, a rivolgerci a lui. La Chiesa, facendoci meditare questi passi della vita di Gesù, ci ricorda che nel tempo di Quaresima - tempo in cui ci riconosciamo peccatori, pieni di miserie, bisognosi di purificazione - c’è posto anche per la gioia. Perché la Quaresima è anche tempo di fortezza e di gaudio. Dobbiamo sentirci pieni di coraggio, perché la grazia del Signore non può mancare: Dio sarà sempre accanto a noi e manderà i suoi Angeli perché siano i nostri compagni di viaggio, i nostri prudenti consiglieri lungo la via, i collaboratori in tutte le nostre imprese” (San Josemaria Ecrivà de Balaguer, È Gesù che passa, 63).

“Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente Angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno” (Giovanni Paolo II, Udienza generale, 6 agosto 1986). A loro è stata affidata la tutela degli uomini. Si legge nella Lettera agli Ebrei: “Non sono essi tutti spiriti incaricarti di un mistero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?” (Eb 1, 14). È dottrina comune che tutti  e singoli gli uomini, battezzati o no, abbiano l’Angelo Custode. La sua missione comincia al momento del concepimento di ogni uomo e continua fino al momento della sua morte. San Giovanni Crisostomo afferma che tutti gli Angeli Custodi parteciperanno al Giudizio universale per “dar diretta testimonianza del ministero che esercitano per ordine di Dio per la salvezza di ogni uomo” (San Giovanni Crisostomo, in Catena aurea, vol. III, p. 238). Negli Atti degli Apostoli troviamo numerosi passi in cui si verificano interventi degli Angeli, e la confidenza con cui erano trattati dai primi cristiani è evidente (Cfr. At 5, 19-20. 8, 26. 10, 3-6). Tale venerazione e fiducia negli Angeli da parte dei nostri fratelli nella fede si evidenzia particolarmente nell’episodio della liberazione di San Pietro dal carcere: “Ed ecco gli si presentò un Angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: “Alzati in fretta!”. E le catene gli caddero dalle mani, e l’Angelo a lui: “Mettiti la cintura e legati i sandali”. E così fece. L’Angelo disse: “Avvolgiti il mantello, e seguimi” (At 12, 7-11). Pietro, ormai libero, s’incamminò verso la casa di Maria, madre di Marco, “dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera. Appena ebbe bussato alla porta esterna, una fanciulla di nome Rode si avvicinò per sentire chi era. Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunziare che fuori c’era Pietro. “Tu vaneggi!” le dissero. Ma essa insisteva che la cosa stava così. E quelli dicevano: “È l’angelo di Pietro” (At 12, 13-17). Questo racconto mostra insieme il grande affetto che i primi cristiani avevano per Pietro e la loro fede semplice e naturale negli Angeli Custodi. “Ammira con quale fiducia trattavano i loro Custodi i primi cristiani - E tu?” (Cfr. San Josemaria Ecrivà de Balaguer, Cammino, 570). Anche noi dobbiamo trattarli con naturalezza e fiducia, e molto spesso ci stupiremo di quanto aiuto ci prestano per vincere nelle lotte contro il maligno. “Siamo molto aiutati dagli Angeli buoni, messaggeri dell’amore di Dio, ai quali, secondo la tradizione della Chiesa, rivolgiamo questa nostra preghiera: “Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi, governa me, perché ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen” (Giovanni Paolo II, loc. cit.).

“…Ed ecco Angeli gli si accostarono e lo servivano”. Gli angeli custodi hanno la missione di aiutare ogni uomo a raggiungere il suo fine soprannaturale. “Ecco, io mando un Angelo davanti a te”, dice il Signore a Mosè, “per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato” (Es 23, 20). E il Catechismo Romano commenta: “Come i genitori scelgono delle guide e dei tutori per i figli che si accingono a viaggiare attraverso regioni insidiose e sentieri pericolosi, così il Padre divino, sul cammino che ci guida alla patria celeste, ha voluto assegnare a ciascuno di noi un Angelo che ci fosse accanto nei pericoli, ci sostenesse nelle difficoltà, ci guidasse tra le insidie, ci proteggesse negli assalti del male, in modo da non smarrirci dal retto cammino, vittime delle trame e degli agguati del nemico” (Il Catechismo romano, p. 4, cap. IX, 4). È pertanto missione degli Angeli Custodi aiutare l’uomo nella lotta contro tutti i pericoli e le tentazioni, e suggerire al suo cuore buone ispirazioni. Sono nostri intercessori, nostri custodi, e ci soccorrono quando li invochiamo. “I Santi intercedono per gli uomini, mentre gli Angeli Custodi non pregano per gli uomini ma agiscono accanto a loro. Se da parte dei Beati si ha un’intercessione, da parte degli Angeli vi sono un’intercessione, e un intervento diretto: sono allo stesso tempo avvocati degli uomini presso Dio e ministri di Dio presso gli uomini” (G. Huber, Mi àngel marcherà delante de ti, Calabra, Madrid 1980, p. 43). L’Angelo Custode può prestarci anche favori materiali, se non in armonia con il nostro o con l’altrui fine soprannaturale. Non facciamoci riguardo a chiedere il loro aiuto nelle piccole necessità materiali quotidiane: trovare parcheggio per l’automobile, non perdere l’autobus, aiutarci al momento di un esame (per il quale abbiamo comunque studiato), e così via. Possono collaborare con noi soprattutto nell’apostolato, nella lotta contro le tentazioni e contro il demonio, e nell’orazione. “Gli Angeli non solo recano le nostre suppliche al Signore, ma portano anche i suoi messaggi alle anime e quindi, come pastori buoni, le pascono con soavi ispirazioni e comunicazioni divine perché Iddio si serve anche di loro. Inoltre essi ci proteggono dai lupi, che sono i demoni” (San Giovanni della Croce, Cantico Spirituale, 2, 3). Dobbiamo trattare l’Angelo Custode come un intimo amico. Egli è sempre all’erta, costantemente disposto a intervenire se glielo chiediamo. È un peccato se, per dimenticanza, per tiepidezza o per ignoranza, non ci sentiamo accompagnati da un amico così fedele, o non gli chiediamo aiuto in tutte le occasioni di bisogno. Non siamo mai soli nella tentazione o nella difficoltà perché il nostro Angelo ci assiste; sarà accanto a noi fino al momento in cui abbandoneremo questo mondo. Alla fine della vita l’Angelo Custode ci accompagnerà davanti al tribunale di Dio, come la Chiesa ricorda nelle orazioni per raccomandare l’anima al momento della morte. “Abbi confidenza col tuo Angelo Custode. - Trattalo come un amico intimo - lo è - ed egli saprà renderti mille servizi nelle faccende abituali di ogni giorno” (San Josemaria Ecrivà de Balaguer, Cammino, 562). Perché l’Angelo Custode ci presti il suo aiuto è necessario fargli conoscere, in qualche maniera, le nostre intenzioni e i nostri desideri. Nonostante la grande perfezione della loro natura, gli Angeli non hanno il potere di Dio né la sua sapienza infinita, e quindi non possono leggere nell’intimo delle coscienze. È sufficiente parlargli mentalmente perché ci capisca, e perché arrivi perfino a dedurre del nostro intimo più di quanto noi stessi siamo capaci di esprimere. Per questo è così importante avere un rapporto di amicizia con l’Angelo Custode. All’Angelo Custode oltre all’amicizia dobbiamo venerazione: perché sta sempre alla presenza di Dio, contemplandolo faccia a faccia, nel momento stesso in cui è insieme a noi. Questa devozione sarà un efficace aiuto nel nostro rapporto con Dio, nel lavoro, nelle relazioni sociali, nelle piccole e grandi contrarietà che si possono presentare lungo la giornata. In questo tempo di Quaresima possiamo avere particolarmente presente la scena commovente dell’Orto di Getsemani, in cui l’Umanità santissima del Signore è confortata da un Angelo del Cielo. “Dobbiamo imparare a trattare gli Angeli. Rivolgiamoci a loro in questo momento. Parla al tuo Angelo Custode e digli che le acque soprannaturali della Quaresima non stanno passando invano sulla tua anima, ma penetrano in profondità, perché il tuo cuore è contrito. Chiedigli di presentare al Signore quella buona volontà che la grazia fa germogliare dalla tua miseria come un giglio che fiorisce nel letame. Sancti Angeli, custodes nostri, defenite nos in proemio, ut non pereamus in tremendo sudicio: Santi Angeli Custodi, difendeteci nella battaglia, affinché non sia decretata la nostra morte nel tremendo giudizio” (San Josemaria Ecrivà de Balaguer, È Gesù che passa, 63). Chiediamo alla Vergine, Regina Angelorum, che ci insegni ad avere un rapporto di confidenza con gli Angeli, particolarmente durante questa Quaresima.

 

Francisco Fernàndez Carvajal, (Segnalazione di Don Marcello Stanzione)

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/3252/93/lang,it/