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I Campi Flegrei
I Campi Flegrei sono un campo vulcanico all’interno del quale, negli ultimi 39.000 anni, sono stati attivi numerosi centri eruttivi differenti. Si hanno tracce di due grandi eruzioni: una detta dell’Ignimbrite Campana (avvenuta 39.000 anni fa) e l’altra detta del Tufo Giallo Napoletano (avvenuta 15.000 anni fa). Esse sono connesse ad altrettanti episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno generato una caldera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Vulcanico Flegreo. Quest'ultimo comprende i Campi Flegrei, la città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida ed Ischia, e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli. Foto da satellite del Distretto Vulcanico Flegreo ( Approfondimento). Le rocce più antiche dell'Ignimbrite Campana sono esposte solo lungo le scarpate che bordano i Campi Flegrei e in una cava ubicata lungo il versante che delimita a nord-est la piana di Quarto, dove sono ben esposti i depositi piroclastici di almeno dieci diverse eruzioni. Solo alcuni dei centri eruttivi che hanno originato tali depositi sono oggi ancora visibili. L'Ignimbrite Campana è il prodotto della maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell'area mediterranea negli ultimi 200.000 anni. Tale eruzione, avvenuta in un centro ubicato nei Campi Flegrei, ha seppellito gran parte della Campania sotto una spessa coltre di tufi. L'eruzione del
Tufo Giallo Napoletano è la seconda per importanza nell'area
campana. Nel corso dell'eruzione furono emesse, da un centro
ubicato nei Campi Flegrei, alcune
decine di km3 di magma che
ricoprirono un'area di circa 1.000 km2. I
depositi connessi con l'eruzione del Tufo Giallo Napoletano si
rinvengono nell'area napoletano-flegrea
e nella Piana Campana fino ai rilievi dell'Appennino. L’eruzione
del Tufo Giallo Napoletano fu accompagnata
dalla formazione di una caldera che determinò lo sprofondamento
di un’area che comprende parte dei Campi
Flegrei e della baia di Pozzuoli. La terza epoca (periodo tra 4.800 e 3.800 anni fa) è stata caratterizzata da 16 eruzioni esplosive e 4 eruzioni effusive, che si sono succedute con una frequenza media di una eruzione ogni 50 anni. Il vulcanismo attivo in questo periodo ha generato numerosi edifici vulcanici, molti dei quali ancora ben conservati ed esposti nei Campi Flegrei. L'ultima eruzione è stata quella del Monte Nuovo nel 1538 dopo un periodo di quiescenza durato circa 3.000 anni ed è tra le eruzioni di minore intensità avvenute ai Campi Flegrei. Il
bradisismo
Perchè avviene. Le deformazioni connesse sono dovute a variazioni chimico-fisiche legate all'evoluzione del sistema vulcanico, che producono un aumento di temperatura e di pressione nelle rocce sovrastanti il serbatoio magmatico. L'aumento di pressione si traduce in una variazione degli sforzi nelle rocce che determina il caratteristico sollevamento del suolo in superficie. |
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