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La Testimonianza di Gilberto Paraschiva su Totò

 

 

Gilberto Paraschiva(GILBERT)è un artista poliedrico, presentatore, cantautore, giornalista, scrittore, poeta. Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1931 vive attualmente a GIARDINI DI NAXOS(Messina). Sarebbe impossibile riassumere la sua vita soltanto in poche righe, chi volesse approfondire la sua conoscenza può leggerla nella sua bellissima autobiografia "MA 'NDO' VAI SE LA BANANA NON CE L'HAI" Ed. Il Pianeta dell'Amore.

Rocambolesca la sua attività come la sua salute, colpito dal male del secolo in due occasioni nel 1985 e nel 1987 è riuscito a superarlo brillantemente grazie alla sua fede, raccontata anche in TV nazionale in una trasmissione di Michele Cucuzza.

Ha vissuto dal 1958 a Napoli, trasferitosi poi a Casalnuovo ed oggi in Sicilia.

Ebbi il piacere di conoscerlo nel 1966 e da allora la nostra collaborazione e la nostra sincera amicizia non ha conosciuto tramonto.

Luciano Somma

 

L’incontro con Totò

 

A Livella recitata da Gilberto Paraschiva e Totò

 

Mi trovavo a Torino il 26 Febbraio 1965, nello stabilimento discografico della FONIT-CETRA per lo stampaggio della canzone vincitrice del Festival di Acerra (“Il Pulcinella d’Oro”) di quell’anno presentato dal collega e amico Enzo Tortora e vinto dalla voce nuova del cantante  partenopeo GINO MONTESI proprio con una canzone da me scritta (musica e parole) “AMMORE FURASTIERO” quando ebbi la graditissima sorpresa di trovarmi faccia a faccia col più caratteristico e simpatico comico che l’Italia abbia mai avuto: il grande TOTO’ che si trovava colà per incidere la sua famosa “’A LIVELLA”.

Siccome già da allora avevo fatto una versione in italiano della stessa ma così soltanto per farla ascoltare nel corso di alcune mie presentazioni nelle piazze del Nord, mi avvicinai al Principe e Gli dissi cosa ne pensasse qualora io la incidessi in lingua anziché in vernacolo.

Mi disse: Come narratore può andare e anche quella voce che vuoi cammuffarti da marchese austro-ungarico  non mi dispiace ma ‘o scupatore è napoletano e napulitano addà resta! Al che io dissi che se avessi fatto io anche la parte dello spazzino sarei stato un grande artista perché il napoletano mio era storpiato e otto anni di permanenza a Napoli non erano stati sufficienti a farmelo imparare in maniera eccellente. Lui, molto magnanimamente mi disse: “Beh, allora se ti vuoi togliere ‘sto sfizio la parte napoletana la farò io! Ed io, Principe, le faccio un regalo: “Ho sentito che lei ha inciso l’intero disco senza sottofondo mentre, nella mia versione, avendo qui il mio pianista  farò eseguire in sordina una canzone che ormai il mondo conosce: “Malafemmena”.  Vai Maestro!

Associando il ricordo dell’incisione della “’A LIVELLA” a quella di “AMMORE ANNASCUSO” ho potuto risalire alla data precisa dell’incontro con Totò che, in caso contrario, non mi sarei mai e poi mai potuto ricordare a distanza di 42 (diconsi quarantadue) anni.

Guardando il retro del disco, riscopro un’altra mia canzone che avevo completamente dimenticato e che, manco a farlo apposta, la parte letteraria era stata scritta da un caro amico di San Felice a Cancello, Gigino Martinisi: “LUNTANO ‘A ‘NA FEMMENA ‘NGRATA”, mai più prevedendo che questa canzone dedicata alla sua donna di allora, dopo 42 anni, potesse essere tranquillamente dedicata alla donna che il 3 Dicembre 2006 ha abbandonato, senza alcun giustificato motivo, me e la sua adorata cagnetta Bijou che per 10 anni aveva cresciuto con amore!

Tornando alla produzione dei dischi “GILBERT RECORD” (Stampaggio FONIT-CETRA) per la cronaca dirò che il disco di quell’occasione era il Quinto da me prodotto. Due anni dopo (1967) produssi l’undicesimo dal titolo “SOLA” e fu in quell’anno che nacque la grande amicizia fra il sottoscritto ed il noto poeta e paroliere LUCIANO SOMMA ma fu anche l’anno, purtroppo, della morte del più grande e simpatico comico che l’Italia abbia mai avuto: il simpatico e generoso Principe ANTONIO DE CURTIS (in arte: TOTO’).

 
 
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