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Segesta: Tempio Greco
 

Etna
 

Alba etna
 

Etna colata lavica
 

Etna che fuma

 Segesta: Il tempio Greco

Si pensa che il tempio di Segesta, di purissimo stile dorico, non sia mai stato terminato, anche perché non presenta resti della cella e della copertura. Si è allora pensato che potrebbe esser stato costruito per ospitare riti indigeni; o che la cella e la copertura fossero stati costruiti in legno; o, ancora, che la terminazione della costruzione sarebbe stata impedita a causa della guerra contro la rivale Selinunte nel 416 a.C..
Si tratta di un tempio periptero esastilo (ossia con sei colonne sul lato più corto, non scanalate), su una base di 61,15 per 26,25 metri. Sul lato lungo presenta invece quattordici colonne, anch'esse prive di scanalature. Il tempio è stato costruito probabilmente intorno alla seconda metà del V secolo a.C., sulla cima di una collina a ovest della città, fuori dalle sue mura. Per la sua fattura e per il suo attuale stato di conservazione, può considerarsi uno fra i templi più belli dell'antichità.

 

Etna formazione
       

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      San Cataldo


Santa Maria dell'ammiraglio: Martorana

La Martorana: Santa Maria dell'ammiraglio San Cataldo
Martorana e San Cataldo
Palermo

Le tre cupolette rosse della chiesa di San Cataldo situata in piazza Bellini costituiscono uno dei più suggestivi angoli d'oriente di Palermo.
Fondato da Maione da Bari, negli anni in cui era grande ammiraglio di Guglielmo I, e cioè fra il 1154 e il 1160, l'edificio venne successivamente affidato ai Benedettini di Monreale, che lo custodirono fino al 1787.
Nel 1882, dopo varie vicissitudini che videro la chiesa trasformata persino in ufficio postale, venne interamente restaurata da Giuseppe Patricolo e restituita alla rigorosa struttura architettonica originaria.
L'esterno presenta un compatto paramento murario in arenaria addolcito da intagli di arcate cieche e ghiere traforate. In alto s'impongono i profili solenni di tre cupole rosse poste in felice contrasto cromatico con la severa monocromia delle pareti.
L'interno presenta tre corte navate - di cui quella centrale è scandita dalla sequenza ritmica delle tre cupolette - separate da colonne.

  Santa Maria dell'ammiraglio: La Martorana

Palermo: la vucciria

La Chiesa fu eretta verso la metà del XII secolo per volere dell'ammiraglio Giorgio Antiocheno. Nel Quattrocento essa passò al convento benedettino di Eloisa Martorana. A partire dal secolo successivo la Chiesa fu notevolmente rimaneggiata. La pianta della Chiesa è a croce greca cui si aggiunge un atrio con nartece, tipici elementi delle prime basiliche cristiane. La struttura architettonica dell'edificio fortemente influenzata dallo stile bizantino sopravvive ancora nei mosaici conservati. All'interno l'apparato decorativo originale si fonde con le aggiunte di epoca barocca. Alla fine dell'Ottocento la Chiesa venne restaurata da Giuseppe Patricolo. Va messa in evidenza per l'importanza storico artistica la decorazione musiva che riveste la parte superiore delle pareti, le arcate, le volte e la cupola. Si tratta di mosaici bizantini realizzati con tessere d'oro che raffigurano il Cristo Pantocratore al centro della cupola, gli arcangeli, i patriarchi, gli evangelisti e gli apostoli negli spazi delle volte. Sull'arcone principale è rappresentata l'Annunciazione, mentre sugli altri arconi si trovano le scene della Presentazione al Tempio, della Natività e della Dormizione. Infine, si fa menzione del campanile, anch'esso originale, a pianta quadrata e sviluppato in quattro piani di altezza. Esso presenta esternamente una serie di archi sostenuti da colonne angolari nella parte inferiore ed è decorato da tre ordini di bifore.


Palermo: abside cattedrale
 
 
 
 
 
   
Piazza pretoria: fontana e San Giuseppe dei Teatini

Palermo: Cattedrale

Palermo: San Giovanni degli eremiti


Palermo: Cattedrale