È un meccanismo fondamentale per il controllo per la
trascrizione genica nei batteri quello scoperto da
ricercatori del Langone Medical Center della New York
University, che ne danno
ampio resoconto sulla rivista Science.
Il processo si basa sulla cooperazione fisica tra un
ribosoma mobile e una RNA polimerasi (RNAP) che permette
una precisa regolazione della funzionalità
trascrizionale in risposta alle necessità della
traduzione (com’è noto, la trascrizione è il passaggio
dell’informazione genetica dal DNA a una molecola di RNA
complementare mentre la traduzione e il trasferimento di
tale informazione al macchinario molecolare in cui
avviene la sintesi delle proteine).
Secondo il giudizio degli autori, i risultati dello
studio potrebbero portare allo sviluppo di nuovi metodi
per interferire con l’espressione genetica e servire
come nuovo bersaglio terapeutico per le terapie
antimicrobiche.
"La scoperta che il ribosoma attivo controlla il tasso
di trascrizione in ogni gene codificante e in diverse
condizioni di crescita era inaspettata”, ha spiegato
Evgeny Nudler, docente di biochimica del NYU Langone
Medical Center e primo autore dello studio. “Sembra che
il ribosoma non solo segua l’RNAP mentre avviene la
traduzione, ma è in grado di stimolare le RNAP ferme o
in pausa a continuare la loro azione, aiutandole così a
superare gli ostacoli costituiti dalle proteine di
legame del DNA.”
Nel corso dello studio, Nudler e colleghi hanno
dimostrato che la velocità della fase della trascrizione
nota come allungamento è in perfetto accordo con la
rapidità di traduzione in varie condizioni di crescita.
Si è anche osservato come il tasso di trascrizione
dipenda dalla frequenza di utilizzo dei codoni, che
modula la velocità del ribosoma. Infine, gli autori
mostrano come sia la velocità del ribosoma a determinare
la velocità dell’RNAP, dal momento che l’accelerazione o
la decelerazione di un ribosoma dovuta a manipolazione
genetica o chimica porta a corrispondenti cambiamenti
nella velocità dell’RNAP. (fc)

