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Nanoparticelle per riparare il midollo spinale

Nel corso do una ricerca, è stato ripristinato il 60 per cento circa della funzionalità degli assoni danneggiati, contro il 18 per cento dei casi trattati con metodi convenzionali

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La riparazione di un danno alla spina dorsale è uno dei più ambiziosi obiettivi della medicina moderna. Un passo in avanti in questa direzione è stato compiuto grazie al una ricerca svolta presso la Purdue University su un gruppo di ratti di laboratorio, in cui è stato sperimentato l'uso di nanosfere iniettate nel flusso sanguigno immediatamente dopo il danno.

Le micelle copolimeriche sintetiche iniettate sono piccole sfere, con diametro di circa 60 nanometri (miliardesimi di metro), ovvero circa 100 volte più piccole di un globulo rosso, che vengono utilizzate per per il rilascio di farmaci all'interno dell'organismo.

La scoperte dell'efficacia del trattamento è avvenuta quasi per caso, nel corso di alcuni studi per la cura dei tumori. I ricercatori della Purdue hanno notato che le stesse micelle potevano essere sfruttate per riparare il danno a carico degli assoni, le fibre che trasmettono gli impulsi elettrici nel midollo spinale.

"Si è trattato di una scoperta molto sorprendente: le micelle sono state utilizzate per 30 anni nella ricerca per veicolare i principi attivi, ma nessuno finora le aveva utilizzate direttamente come farmaci”, ha spiegato Ji-Xin Cheng, professore associato della Weldon School of Biomedical Engineering e del Dipartimento di chimica della Purdue, autore dell'articolo di resoconto pubblicato sulla rivista "Nature Nanotechnology".

Una caratteristica cruciale delle micelle è la combinazione di due tipi di polimeri, il primo idrofobo, a cui è possibile legare i farmaci, e il secondo idrofilo. Le micelle potrebbero essere utilizzate al posto dei convenzionali agenti chimici in grado di sigillare le membrane, tra cui il glicole polietilenico (che in questo caso costituisce lo strato esterno delle micelle). A causa delle loro dimensioni nanoscopiche e dello strato di glicole polietilenico, le micelle non vengono filtrate dai reni o metabolizzate del fegato e possono rimanere nel flusso sanguigno un tempo sufficientemente lungo da raggiungere i tessuti danneggiati.

Grazie all'uso di opportuni coloranti, nel corso della ricerca si è riusciti a tracciare il percorso delle micelle nell'organismo dei ratti, dimostrando come esse siano effettivamente in grado di raggiungere i siti danneggiati.

Per quanto riguarda il recupero funzionale, lo studio ha mostrato che, in un dato tratto di midollo spinale, in assenza di trattamento con le micelle gli assoni riuscivano a recuperare circa il 18 per cento del potenziale d'azione composto, ovvero della capacità di trasmissione del segnale nervoso, contro il 60 per cento di quelli trattati con micelle.

In questo secondo caso, gli animali potevano ripristinare il controllo coordinato di tutte e quattro le zampe, a differenza di quelli trattati con glicole polietilenico convenzionale. (fc)

 
 
 
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