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LEISHMANIOSI CANINA: ARRIVA IL NUOVO "COLLARE"
 
i suggerimenti del vice - presidente dei medici veterinari italiani, Marco Melosi 
 
problemi nei mesi estivi per la puntura del pappatacio infetto. non esiste un vaccino
 

Saranno mesi particolarmente difficili, quelli estivi, per cani e gatti ( 14 milioni quelli esistenti oggi in Italia, complessivamente). Il pericolo, grave, quanto subdolo ed incontrastabile, è rappresentato da un insetto simile alla zanzara, il flebotomo o pappatacio ( da pappa - taci ovvero mangia in silenzio) che può causare gravi danni alla salute di questi animali. La femmina di pappatacio, che si nutre di sangue, pungendo il cane può trasmettere un parassita, la leishmania, capace di provocare la leishmaniosi viscerale, fatale nella sua prognosi.

 

Aree a rischio - Le aree predilette dal pappatacio sono quelle ubicate tra il livello del mare e gli 800 metri d' altezza.  In particolare sono le isole ( Elba, Sardegna, Sicilia) e le regioni costiere ( Basilicata, Calabria, Campania,Liguria, Lazio, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia). A medio rischio, invece, ricordiamo Umbria, Marche, Emilia Romagna orientale. La massima densità nella zona napoletana ( sieropositivo il 40% dei cani e quella catanese, addirittura il 60%).

 

Come si trasmette - Il pappatacio è particolarmente presente nelle zone rurali o nelle aree boscose urbane e periferiche, comunque nella parti umide, ricche di materia organica, più spesso intorno alle abitazioni. Il cane infestato viene punto da un pappatacio, che diviene a sua volta vettore della malattia. I flebotomi infettati pungono a loro volta cani sani e via così. Dal cane all' uomo, la trasmissione è identica, seppur più rara per il particolare supporto difensivo immunologico.

 

Come si sviluppa - Il percorso è legato allo sviluppo del parassita nell' intestino. Dopo 15 giorni l' insetto, con la puntura, sarà in grado di trasmettere il parassita ad altro animale. Il pappatacio è quindi permanentemente infettante. Non sempre si ha comunque la malattia, ma solo là dove l' ospite presenti un' insufficiente difesa immunologica. In caso contrario, rimane nella cute, altrimenti si diffonde a tutto il corpo.

 

Si cura, ma non si guarisce - Tra i primi sintomi, c'è la caduta del pelo, in particolare intorno agli occhi e sul muso. Il cane poi dimagrisce, pur conservando l' appetito. Poi si sviluppano lesioni sul corpo, là dove l' animale si sieda o si sdrai, sopratutto testa e zampe, mentre le unghie sono spesso lunghe ed acuminate. Eventuali terapie devono essere continuate a vita, dando solo effetti transitori, senza riuscire ad e radicare il parassita. Le ricadute si dimostrano frequenti e difficili da trattare: a scadenza più o meno lunga, l' animale è condannato.

 

Arriva il "collare" - In assenza di un vaccino, è disponibile un "collare" a base di deltametrina - spiega Marco Melos, vice - presidente della Associazione nazionale medici veterinari italiani ( ANMVI) - una sostanza che si distribuisce sulla pelle dell' animale ed impedisce la puntura da parte del flebotomo. Si tratta di materiale appartenente alla categoria dei piretroidi di sintesi. Svolge attività in sede locale, non viene cioè assorbita attraverso la cute, ma si deposita nel grasso cutaneo, formando una barriera protettiva nei confronti del pappatacio. Quest' ultimo, infastidito dalla sostanza, non compie il pasto di sangue dall' effetto letale. E' ben tollerata dall' animale e può essere utilizzata anche dalla cagna gravida ed in allattamento e nei cuccioli a partire dalla settima settimana di vita. Risulta invece particolarmente tossica per il gatto.

 

 
CONSIGLI UTILI DI PREVENZIONE
 
 

 Per coloro che risiedono o soggiornano per le vacanze in aree a rischio, è consigliabile:

 

- limitare le passeggiate nelle ore serali del cane.

- farlo dormire in casa durante le ore notturne, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre.

- fare uso di prodotti repellenti ed indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi.

- si suggerisce sempre di far riferimento al medico veterinario per avere consigli utili sulla scelta dei presidi migliori e far controllare  regolarmente
  il cane al fine di verificare che non sia stato infettato.

 
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