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Concluso a Milano il 9° congresso europeo sull' ipertensione ---- ESPLODE LA PRESSIONE ALTA DA "CRISI ECONOMICA"-
 

E si scopre, alla fine, anche  l’“ipertensione da impiegato”, poi  quella da autostrada, da poker con un “servito”e persino quella legata all’ansia da prestazione sessuale. Ma la più attuale è la ipertensione da crisi, con l’incubo di non arrivare alla fine del mese o addirittura di dover lasciare il lavoro. «Alla base di tutto c’è lo stress - dicono Giuseppe Mancia, presidente del Congresso della Società Europea dell’Ipertensione - ESH e  Guido Grassi dell’Università Milano - Bicocca, Ospedale San Gerardo di Monza -  ma, a lungo andare, possono creare problemi e bisogna fare in modo, nei limiti del possibile, di evitare situazioni stressanti.

Crisi economica a parte, quando si rischia di più e chi ? «E’ possibile – precisa Grassi, che ha ricevuto  il Folkow Award per le sue ricerche sul sistema simpatico nell’ipertensione- disegnare una carta geografica dell’ipertensione legata allo stress. L’ipertensione sale, con picchi anche notevoli, in particolari soggetti:

- impiegato affaticato e non gratificato

- giocatore di poker con un buon punto in mano

- studente nel momento in cui comincia un esame, soprattutto universitario.

- amante in preda ad ansia da prestazione

- automobilista in autostrada in fase di sorpasso

- tifoso, specie quello davanti alla tv. La sequenza dei calci di rigore è micidiale.

- fumatore. Non tutti sanno che il tabacco fa salire la pressione.

«Lo stress psico-fisico - prosegue Grassi - rientra, assieme ad altri aspetti comportamentali e alle abitudini dietetiche, nel novero dei numerosi fattori che oggi si ritengono coinvolti nell'origine e nel mantenimento dell'ipertensione arteriosa, anche se non direttamente dipendenti dal genotipo individuale. L’interazione tra stress psico-fisico e reattività cardiovascolare è stata frequentemente riportata. Le condizioni che generano stress sono responsabili d’incremento dei valori pressori. Questa osservazione è stata più di recente ribadita. L’effetto, pur decrescendo nel tempo, risulta sempre particolarmente evidente negli emigranti meglio integrati nella cultura locale. Anche lo stress da impegni di lavoro influenza sfavorevolmente il controllo della pressione arteriosa: il lavoro che impone forti richieste e scarsa possibilità decisionale sembrerebbe responsabile di un incremento  particolarmente nel caso in cui la pressione sia misurata sul posto di lavoro. Perciò è stato suggerito che un programma di gestione dello stress sul posto di lavoro possa essere utile per la prevenzione dell’ipertensione. Analogamente, è stato proposto il trattamento dell'ipertensione attraverso tecniche di biofeedback o altre tecniche di gestione dello stress».

« Il loro impiego – sono  sue parole - non ha tuttavia fornito risultati conclusivi.  Nonostante l'allettante ipotesi secondo cui, specie nei Paesi occidentali, fattori psicologici intensi quali non solo stress lavorativo, ma anche più in generale ansia o depressione potevano svolgere un ruolo causale nell'ipertensione arteriosa, da una recente interpretazione dei dati d sembra emergere che questi fattori possano al più contribuire alla malattia coronarica, attraverso meccanismi per lo più indipendenti dall'elevazione pressoria».

«Un ulteriore elemento - conclude - riguarda la relazione  riportata tra ipertensione arteriosa e stress derivante dalla cronica esposizione al rumore ambientale. Esistono, infatti, evidenze a favore di tale relazione in soggetti esposti a rumore sia occupazionale sia aeroportuale, con un rischio relativo rispetto ai soggetti non esposti pari ad un incremento di 1.2 per 5 dB d’intensità di rumore ambientale. Nel loro insieme, queste considerazioni rappresentano un ulteriore elemento di riflessione sull’importanza di un intervento globale, inteso come modificazione complessiva dello stile di vita, ai fini della terapia dell’ipertensione e, più in generale, della prevenzione cardiovascolare».

 
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