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IN PENSIONE S'INVECCHIA PRIMA:

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importante studio al CNR di Pisa

 

un gruppo di anziani verrà sottoposto a capillari esami e stimoli, fra un anno il controllo. In caso positivo scenari positivi di cura

 

PISA - Andare in pensione senza aver più alcun interesse alternativo può essere motivo di rapido invecchiamento biologico. Una massima di cultura popolare e di vita, nota fin dall' esperienza dei nostri nonni, che trova ora riscontro scientifico. Topi di laboratorio stimolati con giochi, alimentazione e così via dimostrano un processo involutivo d' apprendimento e di memoria molto più rallentato. Della serie, se il cervello rimane vitale può contrastare la vecchiaia. Questi studi sono stati condotti in passato dall' Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa. Oggi, sempre a Pisa, si fa un ulteriore, importante passo in avanti.

Mille anziani (età superiore a 65 anni) verranno inviati ad un Centro di valutazione clinica del CNR, da parte dei loro medici di famiglia. Ne verranno scelti 160 con disturbi cognitivi e della memoria. Una parte di loro verranno seguiti e controllati sul piano delle indagini cliniche e di laboratorio e sottoposti a specifici percorsi di stimolazione sensoriale. Tra un anno, verranno fatti gli stessi controlli e raffrontati con il cosiddetto gruppo "placebo", l'altro, su cui non sono state fatte particolari iniziative di stimolazione.

C'è grande attesa per questo studio nel campo scientifico internazionale, il primo al mondo, perché se si dovessero riscontrare concrete differenze si aprirebbero scenari importanti: forse la particolare produzione dei neurormoni, ormoni cerebrali, su base della stimolazione sensoriale, consentirebbe ai farmaci di agire meglio sulle connessioni interneuronali, cioè fra le singole cellule nervose.

 
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