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Un farmaco sperimentale attualmente testato su pazienti affetti
da tumore del seno e del polmone ha dimostrato di poter
rappresentare una promettente opzione terapeutica anche per il
glioblastoma, un’aggressiva neoplasia del cervello, e per il tumore
della prostata. È quanto hanno stabilito i ricercatori del
Southwestern
Medical Center dell’Università del Texas a Dallas sulla
base di due studi preclinici.
Gli effetti della molecola, osservati in cellule umane isolate in
vitro nel primo trial e nei roditori nel secondo, sono ritenuti
incoraggianti poiché essa sembra in grado di attaccare non solo la
massa tumorale ma anche le rare cellule staminali che si ritiene
siano responsabili della maggior parte della crescita neoplastica,
come ha avuto modo di sottolineare Jerry Shay, professore di
biologia cellulare e autore
senior
dei due articoli, che appariranno rispettivamente sulla rivista
Clinical Cancer Research e
International Journal of Cancer.
Da tempo gli studi di Shay sono concentrati sui telomeri, brevi
sequenze di DNA che consentono di mantenere il controllo sul numero
di divisioni a cui la cellula va incontro. Si tratta infatti di
“cappucci” protettivi del DNA posti sugli estremi dei cromosomi:
finché i telomeri sono più lunghi di un certo valore minimo, la
cellula può continuare a dividersi.
Ma i telomeri si accorciano a ogni divisione cellulare, e il
processo cessa una volta che la loro lunghezza raggiunge tale
minimo. Nelle cellule cancerose, invece, la telomerasi consente la
ricostituzione dei telomeri: la cellula non riceve mai l’input a
fermare la divisione, diventando così immortale.
Il farmaco utilizzato in questo studio, denominato imetelstat, o
GRN163L, blocca la telomerasi e viene attualmente sperimentato nella
cura del tumore del seno e del polmone, oltre che della leucemia
linfatica cronica.
Nello studio sul glioblastoma, condotto sui topi di laboratorio,
Shay e colleghi hanno riscontrato come imetelstat sia in grado di
bloccare l’azione della telomerasi sulle cellule iniziatrici del
tumore, così come nella massa tumorale, finendo per ucciderle. La
massima efficacia, in particolare, si ottiene combinando la
somministrazione della molecola con la radioterapia e con la
chemioterapia standard.
Nello studio sul cancro della prostata, i ricercatori sono riusciti
invece a isolare tra le cellule di cancro della prostata quelle
iniziatrici, che mostravano una significativa attività delle
telomerasi. Imetelstat ha dimostrato di poterla bloccare,
accorciando notevolmente i telomeri. (fc) |