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Influenza cos'è e come si diffonde
Articolo a cura di: BenessereVillage.it
 

 

L'influenza è una malattia infettiva causata da virus RNA della famiglia Orthomyxoviridae (i virus influenzali), che colpisce gli uccelli e i mammiferi. I sintomi più comuni della malattia sono brividi, febbre, mal di gola, dolori muscolari, mal di testa, tosse, debolezza/stanchezza e malessere generale.

 Anche se è spesso confusa con altre malattie di tipo influenzale, in particolare il comune raffreddore, l'influenza è una malattia più grave del raffreddore comune ed è causata da un diverso tipo di virus. L'influenza può causare nausea e vomito, in particolare nei bambini, ma questi sintomi sono più comuni nelle gastroenteriti non correlate, che a volte, impropriamente, sono denominate "influenza intestinale". L'influenza può causare occasionalmente una polmonite virale o una batterica.
Tipicamente, l'influenza si trasmette attraverso l'aria attraverso colpi di tosse o starnuti che creano passaggi di aria e liquidi contenenti il virus. L'influenza può anche essere trasmessa per contatto diretto con gli escrementi degli uccelli, con le secrezioni nasali o attraverso il contatto con superfici contaminate. In realtà è l'aria il mezzo che causa la maggior parte delle infezioni. I virus influenzali possono essere inattivati alla luce del sole e da disinfettanti e detergenti. Il virus può essere inattivato dal sapone, quindi lavarsi le mani frequentemente riduce il rischio di infezione.
L'influenza si diffonde in tutto il mondo in epidemie stagionali, causando la morte di un numero di persone che va dai 250.000 ai 500.000 ogni anno, fino ad arrivare ai milioni di morti in alcuni anni pandemia.
Tre pandemie influenzali si sono verificate nel XX secolo e hanno ucciso decine di milioni di persone: ciascuna di queste pandemie ha causato la comparsa di un nuovo ceppo del virus negli esseri umani. Spesso, questi nuovi ceppi appaiono quando un virus già  esistente nelle specie animali attacca l'uomo o quando un ceppo umano già esistente raccoglie nuovi geni da un virus che infetta solitamente uccelli e maiali. Un ceppo aviario, chiamato H5N1, ha sollevato la preoccupazione di una nuova pandemia influenzale, dopo essere emerso in Asia nel 1990, ma non si è evoluto in una forma che si diffonde facilmente tra le persone. Nell'aprile del 2009 un ceppo influenzale nuovo, che si è evoluto mettendo insieme geni umani, suini e aviari, inizialmente chiamato "influenza suina" e noto anche come l'influenza A/H1N1, è emerso in Messico, Stati Uniti e diverse altre nazioni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente l'epidemia una pandemia l'11 giugno del 2009 di livello 6. L' epidemia ha creato tensione, ma in realtà il di mortalità è stato inferiore rispetto ai focolai di influenza comune.
Le vaccinazioni contro l'influenza sono normalmente messe a disposizione di tutte le persone nei paesi sviluppati. Il pollame d'allevamento è spesso vaccinato per evitare che molti animali muoiano  nel caso in cui si manifesti il virus influenzale. Il vaccino umano più comune è il vaccino antinfluenzale trivalente che contiene gli antigeni purificati ed inattivati che agiscono contro i tre ceppi virali. Tipicamente, questo vaccino contiene materiale da due sottotipi di virus dell'influenza A e da un ceppo del virus dell'influenza B. Il vaccino trivalente non comportano rischi di trasmissione della malattia e ha una reattività molto bassa. Un vaccino formulato per un anno può essere inefficace l'anno successivo, dal momento che il virus dell'influenza evolve rapidamente e nuovi ceppi virali sostituiscono rapidamente quelli più vecchi.

 

 

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Siti importanti per la salute:

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Diabete: prevenzione e monitoraggio

 

Il diabete mellito è una malattia metabolica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e a una quantità insufficiente di insulina. 

L’insulina è un ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio di essere utilizzato dalle cellule come fonte indispensabile di energia. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel sangue e non diventa spendibile dalle cellule.

In quello che viene chiamato diabete tipo1, il pancreas non produce insulina ed è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita.  L’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti.

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Le 5 regole d'oro per prevenire l'influenza

 

1. Lavati con cura e spesso le mani con acqua e sapone

2. Copri il naso e la bocca con un fazzoletto quando tossisci o starnutisci e gettalo subito nella spazzatura

3. Se hai dimenticato di lavarti le mani non toccarti occhi, naso o bocca: il virus dell’influenza si trasmette cosi

4. Ricordati di aprire sempre le finestre per cambiare l’aria

5. Se hai febbre, raffreddore, difficoltà respiratoria, tosse e mal di testa resta a casa e chiama il medico di famiglia.

 
 

La causa più comune del diabete tipo 1 è nel proprio sistema immunitario: le cellule del pancreas che producono insulina vengono distrutte dalle cellule stesse che avrebbero il compito di difenderci dalla invasione di organismi estranei.

I sintomi più comuni del diabete di tipo 1 sono

-bisogno intenso di bere;

-bisogno ricorrente di urinare nell’arco della giornata;

-aumento della fame;

-perdita di peso con dimagrimento.

-a questi sintomi fisici se ne possono aggiungere altri quali:

-stanchezza;

-frequenti e immotivati sbalzi di umore;

-disturbi della vista;

-vertigini.

Attualmente il diabete di tipo 1 non è guaribile, ma può essere tenuto sotto controllo per garantire il benessere immediato e per evitare possibili complicanze in futuro, mantenendo il livello di glucosio (glicemia) il più possibile vicino ai valori di normalità (80-120 mg/dl).

Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie.

I sintomi descritti per il diabete di tipo 1 possono essere meno marcati nel diabete di tipo 2. In alcuni casi, può anche verificarsi che non vi siano sintomi precoci e che il diabete di tipo 2 venga diagnosticato diversi anni dopo la sua insorgenza, quando le complicazioni sono già presenti, anche se in forma silente. Per questo un regolare controllo della glicemia, a qualsiasi età, è molto importante. Consente di fare diagnosi precoce nei casi predisposti.

 

 
 
 
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