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Totò, già quarant’anni dalla sua scomparsa.
di Rosanna Gattuso
 

 Il 15 aprile 1967 moriva Totò. Oggi sono infatti 40 anni che il principe Antonio De Curtis, definito da molti il più grande comico italiano di tutti i tempi, usciva per sempre di scena.

I suoi film, apprezzati anche all’estero, ancora oggi registrano un elevato livello di ascolti, nonostante le numerose repliche.

Totò, nomignolo attribuitogli dalla madre, cominciò a recitare nei piccoli teatri di periferia già all’età di 14 anni e oggi la sua figura ha superato ormai da tempo i confini del cinema e del teatro ed è entrata a far parte del costume, del lessico corrente e dell’immaginario di tanti spettatori, anche di quelli che l’hanno conosciuto dopo la sua scomparsa.

Il suo personaggio piace ancora oggi da nord a sud, ad ogni ceto sociale ed a tutte le classi d’età. Il principe De Curtis è sempre presente fra i personaggi celebri dei presepi napoletani; su di lui sono stati scritti fiumi di libri e nel Pantheon delle glorie italiane Totò occupa un posto unico.

Oltre ad aver intrapreso brillantemente la carriera di comico, il genio di Totò era anche compositore di canzoni e grande poeta.

Si cimentò in tutti i generi teatrali per poi passare al cinema (con 97 film interpretati dal 1937 al 1967, visti da oltre 270 milioni di spettatori) e alla tv (con una serie di 9 telefilm diretti da Daniele D’Anza), fino a concludere definitivamente a causa di una cecità che l’aveva colpito e che l’obbligò, nel 1957, a lasciare lo spettacolo.

Totò fu una grande maschera della Commedia dell’Arte e viene spesso accostato ad altri comici di fama internazionale come Buster Keaton e Charlie Chaplin. Fino alla fine della sua carriera, Antonio De Curtis, ha conservato una sua unicità interpretativa che emergeva sia in copioni brillanti che in parti di ampio spessore drammatico.

( 15 Aprile 2007 )
Pubblicato sul giornale on line "www.iniziativa.info"