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Regista,
sceneggiatore e attore, Silvestre Stallone torna ad emozionarci con il
personaggio che nel 1976 lo rese famoso.
Come tutti i film di grande successo, Rocky seguì con altri quattro sequel,
sempre più avvincenti, drammatici ed emozionanti.
Tanti avversari e tante emozioni in 31 anni dal primo film, ci hanno ricordato
cos’e’ la tenacia, la caparbietà e la sensibilità di cui “Rocky” era dotato.
Un piccolo riassunto della serie renderà meglio l’idea del suo personaggio.
Rocky (1976): Rocky Balboa è un pugile
Italoamericano di Philadelphia che combatte per pochi dollari nei ring di
periferia. La sua vita cambia improvvisamente quando il campione mondiale dei
pesi massimi Apollo Creed sceglie di combattere proprio contro di lui,
offrendogli l'opportunità di diventare campione. Alla fine del combattimento la
campana ferma la furia Balboa e i giudici danno la vittoria a Creed, ma a Rocky
non sembra importarne più di tanto: la sua unica preoccupazione è abbracciare
Adriana che chiamerà dal ring tramite il famoso grido.
Rocky 2 (1979): Dopo quell’incontro, Rocky e Apollo finiscono entrambi
all'ospedale. Rimasto malconcio al naso e all'occhio sinistro, Rocky accetta i
consigli del suo allenatore Mickey, e annuncia il ritiro dalla boxe. In compenso
sposa Adriana, che poco dopo rimane incinta.
Intanto Creed sfrutta il ritiro di Rocky per allenarsi in previsione di una
rivincita. Nel frattempo Adriana riesce ad avere il figlio ma qualcosa va storto
e lei va in coma, sembra saltare tutto, ma poco prima dell’incontro si sveglia
dal coma e incita il suo campione a vincere. Rocky, carico di energia per la
buona notizia comincia a combattere duramente. Dopo quindici estenuanti riprese
gli soffia il titolo alzandosi poco prima che l'arbitro finisca di contare, con
entrambi i pugili
esausti al tappeto.
Rocky 3 (1982): Dopo la straordinaria vittoria, Rocky è ormai una celebrità e
combatte per la fama. Ad un passo dal ritiro, Rocky incontra il potente Mister
T, un pugile di colore che vuole avere la sua occasione per la cintura dei pesi
massimi. Prima dell’incontro, negli spogliatoi avviene una rissa tra i due e il
povero Mickey, sballottato contro le scale, si sente male. Rocky, spento e col
pensiero fisso sul suo allenatore, va giù al secondo round. Torna negli
spogliatoi ed il vecchio manager gli muore tra le braccia. In suo soccorso
arriva l'ex nemico Apollo Creed. Dopo un severo allenamento nel quale Balboa
imparerà la tecnica "danzante" di Creed, riuscirà a tornare in gran forma e
distruggere Mister T nella rivincita per il titolo.
Rocky 4 (1985): Dopo la sfida lanciata alla boxe professionistica americana dal
pugile russo Ivan Drago, Apollo Creed vuole tornare a combattere per dimostrare
la superiorità degli USA nei confronti dell'URSS (è il periodo della guerra
fredda). Rocky cerca di convincere l’amico, ormai invecchiato, a lasciar
perdere. Ma lo spirito di combattente di Apollo prevale e così l'incontro viene
organizzato. Apollo muore sul ring e Rocky, pur essendo ormai un ex-pugile, lo
vuole vendicare. I manager di Drago decidono di far combattere l'incontro tra i
due a Mosca, il 25 Dicembre. Drago domina l'incontro. Dopo qualche round il
pubblico, prima ostile, inizia a sostenere Rocky per la sua tenacia. Balboa
abbatte il russo e si rivolge al pubblico dicendo: “se io posso cambiare...e voi
potete cambiare...tutto il mondo può cambiare”. Il film termina con Rocky
osannato dai russi che scandiscono a gran voce il suo nome!
Rocky 5 (1990): Dopo l'incredibile vittoria in Russia, Rocky è pronto a
ritirarsi da campione, ma a causa di una difficile situazione economica, torna a
Philadelphia dove riprende a vivere di espedienti. Un giovane pugile, Tommy Gunn,
chiede a Rocky di diventare il suo allenatore. Balboa, trascurando addirittura
il figlio Rocky Jr., dedica anima e corpo al nuovo allievo che vince tutti gli
incontri nonostante l’allenatore, ritenendolo non ancora pronto per il titolo,
frena le sue voglie di successo. Intanto, un manager senza scrupoli, spinge
Tommy sempre più lontano dal suo allenatore. Si rompe definitivamente il
rapporto tra Gunn e Balboa e i due si sfidano per strada e non sul ring. Dopo le
iniziali difficoltà, Rocky stende l'ex allievo.
Stallone, dotato ancora di un fisico straordinario, nonostante un viso solcato
dai segni del tempo (oggi ha 60 anni), ha creduto nella realizzazione di “Rocky
Balboa” nonostante le voci contrarie. L’attore, per dimostrare la sua voglia
interpretativa, ha voluto girare la scena del combattimento in maniera
originale: un misto di HD e 35 mm dove non dà la possibilità allo spettatore di
dubitare della veridicità dei colpi.
Buona visione. |