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| Bonolis lascia "Serie A" |
| di Rosanna Gattuso |
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Il conduttore, ospite di Enrico Mentana a "Matrix", spiega il motivo per cui ha lasciato la conduzione del programma. "La traiettoria" - afferma Bonolis - "è rintracciare la serenità, lavorando tutti bene. La scelta di lasciare "Serie A" è un vantaggio per la redazione sportiva, che potrà continuare a fare in modo eccellente la trasmissione, per me che recupererò serenità e anche per l'azienda. Ho fatto appello per cinque volte alla qualità del lavoro della redazione. Ho cambiato idea in 24 ore perché mi sono reso conto della volontà legittima dei giornalisti di avere una propria indipendenza e del loro diritto di avvertirmi come un corpo estraneo. Contesto una sola cosa: me lo potevano dire subito. Sarei stato felicissimo di smettere prima". Ha chiesto poi scusa ad Ettore Rognoni, Direttore di Sport Mediaset dal 2003, dicendo: "L'ho chiamato "er Penombra" scherzando, in chiave romanesca: non era un'offesa. Mi dispiace che si sia risentito. A "Controcampo" mi hanno dato del ricattatore e del camorrista: mi sembra esagerato!".
Bonolis parla poi di
"Serie A" come un matrimonio che non si poteva celebrare: "Ci sono due tipi di
matrimoni: quelli d'amore che possono durare poco ma sono bellissimi, e quelli
di convenienza, che forse durano a lungo, ma possono essere freddi. Io sono un
uomo d'amore e ho preferito un matrimonio d'amore".
Nel comunicato mandato da
Mediaset, subito dopo la richiesta di Bonolis di trasferire lo studio a Roma, si
leggeva: "L'azienda respinge l'ipotesi offensiva di aver subito ricatti e
conferma di aver confidato in totale buona fede che Bonolis potesse condurre
"Serie A" da Roma. Con un semplice spostamento di studio, senza mai aver messo
in discussione le responsabilità della testata giornalistica". Un "semplice"
spostamento che ha messo in rivolta l'intera redazione che non era stata
avvisata. I giornalisti hanno quindi votato all'unanimità un documento che
sancisce la fine della collaborazione col conduttore, affidando al sindacato un
pacchetto di 4 giorni di sciopero. Nella nota della Federazione nazionale della
stampa con l'Associazione stampa romana si legge: "Il Sindacato dei giornalisti
non può accettare che un collaboratore super pagato si permetta di insultare il
lavoro delle redazioni". Chi gode comunque di tutta questa situazione è indubbiamente chi lavora in Rai. Infatti, nonostante il "match" televisivo tra Bonolis e la Redazione sportiva di Mediaset, Pippo Baudo, a Domenica In, ha raggiunto il 28,84% di share, contro il 23,66% per la prima parte di "Serie A" e il 19,67% per la seconda parte in cui Paolo Bonolis ha fatto un monologo in diretta tv.
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| ( 8-11-2005 ) |
| Pubblicato sul giornale on line "www.iniziativa.info" |