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“Vittime” degli Imam!
di Rosanna Gattuso

 

         Diventare una bomba umana non è solo una scelta religiosa o politica, è qualcosa di più! E’ principalmente il risultato di un’abile “manipolazione psicologica” basata su tecniche di comunicazione “persuasiva” che può essere definita un vero e proprio “lavaggio del cervello”.

     Gli Imam spiegano alle loro “vittime”, in arabo classico, chi sono e cosa fanno.

     Chi ascolta, di solito, è qualcuno che non ha affetti o legami forti e finisce per considerare l’Imam come un padre, una persona che ti ascolta e che ti vuole tanto bene.

     La loro teoria fondamentale è quella per cui si nasce per combattere contro i nemici di Allah.
      Chi vuole diffondere questo principio, per convincere i “seguaci”, descrive ciò che avviene dopo la morte. Essi affermano che quando si hanno 120 giorni, nel grembo materno, Dio manda l’addetto alla vita che ti dà tutto quello di cui hai bisogno per vivere bene. Dopo questi giorni, arriva l’addetto alla morte (Isdrael) per toglierti la vita. Dopo i 12 anni, quando avviene la prima polluzione per i maschi e la menarca per le donne, si nasce. A questo punto Dio manda due “addetti” nuovi che non ti lasceranno mai, ma che contemporaneamente non vedrai mai per evitare di corromperli: uno che scrive le cose buone che hai fatto e l’altro quelle cattive. Quando questi ultimi vedono Israel, sigillano i fascicoli e glieli consegnano, in modo da poterli aprire davanti a Dio in un secondo momento.
     L’unico modo per evitare il giudizio di Allah è proprio quello di diventare uno shaid, un testimone di Dio, nonché un kamikaze.
     In paradiso, come all’inferno, vi sono 7 gradini: al -7 dell’inferno vi sono i faraoni, i Presidenti delle Repubbliche, tutte le persone famose, tutti i ricchi, i politici, chi non fa la guerra e chi, sapendo la “verità”, non porta a termine il suo compito; al +7 vanno quelli che pregano, che fanno cose buone e muoiono normalmente. Ma il massimo del piacere, però, è vedere Dio, che si trova oltre il settimo gradino del paradiso.
     In sostanza bisogna passare la propria vita a trascinare all’inferno i nemici di Allah; tutti quelli che si sono ammazzati erano convinti di questo.
     Per il kamikaze, la morte non esiste poiché l’anima esce dal corpo e il dolore che si prova è come una puntura di zanzara.
     Arrivati in paradiso, descritto come un mondo delimitato da fiumi di latte e miele con colline d’oro, ad accoglierli vi sono due delle 72 vergini che ti vengono a consolare e ti riempiono di baci.
     Poi scendono gli angeli vestiti di bianco, molto profumati e ansiosi di vederti che ti accompagnano in paradiso salendo la scala e parlando bene di te gradino dopo gradino. Superato il settimo, Dio ordina agli addetti di mostrare allo shaid il suo posto; da lì potrà vedere i suoi familiari e tutti coloro che piangono mentre lui ride.
     Questa filosofia degli imam, raccontata a persone psicologicamente deboli, alle quali viene vietato il sesso, e viene imposta una dieta ricca di zuccheri ma poverissima di proteine, porta al desiderio sempre più pressante della morte e, quindi, di diventare kamikaze per raggiungere quel meraviglioso paradiso che gli era stato descritto in vita.

 

( 9-11-2006 )
Pubblicato sul giornale on line "www.iniziativa.info"