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Via libera alla legge sull'Infibulazione che diventa un reato!
di Rosanna Gattuso

    

     Oggi, in Italia, l'infibulazione è un reato che può costare anni di carcere e i medici che la praticano rischiano la cancellazione dall'ordine per un massimo di 10 anni.
     Il Senato ha dato il via libera alla legge che proibisce questa mutilazione genitale femminile che, nei suoi vari aspetti, è una sorta d'iniziazione ereditata dall'Egitto dei grandi faraoni e dai nuba (attuali sudanesi).
     E' una tradizione che stringe in una morsa tutta la fascia dell'Africa Subsahariana. I paesi dove si pratica il maggior numero di mutilazioni sessuali sono il Gibuti e la Somalia, seguiti dall'Etiopia, Sierra Leone, Eritrea, Sudan ed Egitto.
     In Italia, le vittime di queste pratiche sarebbero tra le 30mila e le 50mila. Ogni anno almeno 6 mila bambine di età tra i 4 e i 12 anni sono sottoposte a questo trattamento, soprattutto immigrate di origine somala e nigeriana. Nel mondo le donne che hanno subito una mutilazione genitale si calcola che siano intorno ai 130 milioni.
     Con le nuove regole, chi praticherà l'infibulazione, sarà punito con la reclusione da 4 a 12 anni di carcere. La pena potrà arrivare ai 16 anni di reclusione nel caso in cui la mutilazione viene effettuata su una minorenne e in tutti i casi in cui viene eseguita per fini di lucro.
     La legge italiana prevede anche lo svolgimento di campagne di informazione e una serie di azioni di carattere culturale e formativo dirette alle comunità che ancora praticano le mutilazioni e che sono residenti nel nostro paese; essa, inoltre, colpirà anche quei medici che metteranno in pratica il reato all'estero.
     La senatrice della Margherita Marina Magistrelli afferma: "Un grande passo avanti, uno strumento importante per le tante donne extracomunitarie che vivono in Italia".

( 23 Dicembre 2005 )
Pubblicato sul giornale on line "www.iniziativa.info"