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Da molti anni si
sta portando avanti un progetto per la realizzazione di un’opera faraonica: il
ponte sullo stretto di Messina. La reazione a questo
progetto è stata: momenti di lotta, manifestazioni di massa, dibattiti pubblici
e testimonianze di opposizione che hanno visto un ampio coinvolgimento della
popolazione. Questa replica è stata giustificata con
svariate motivazioni; La principale è economico–finanziaria per l’elevato costo
totale, progettazione compresa, che supera i 205 miliardi di euro. Questa somma
enorme potrebbe essere utilizzata per risolvere problematiche molto più
imminenti e più coincidenti con le reali necessità della gente, ad esempio, per
restare nello stesso ambito, per interventi infrastrutturali che interessano la
rete ferroviaria e quella stradale o addirittura per incentivare investimenti
produttivi utili a rilanciare l’economia isolana.
Un’ulteriore ragione per la quale sono state fatte numerose manifestazioni
contro questa opera è l’elevato impatto ecologico e ambientale per una struttura
assolutamente superflua: l’uso di enormi quantitativi di cemento, materiale non
smaltibile e la distruzione di ecosistemi originari, rovinerebbero una vera e
propria oasi nel Mediterraneo, particolarissima e unica nel suo
genere. Ma anche le caratteristiche geomorfologiche del
territorio dello stretto pongono seri dubbi sulla sicurezza del ponte, a causa
di forti venti, faglie aperte e della zona sismica in cui rientra lo stretto
(non dimentichiamo che Messina è stata rasa al suolo da un
terremoto). Per ultimo, ma non in ordine di importanza,
bisognerà ricordare l’effettiva perdita di posti di lavoro nel settore del
trasporto già consolidati e attivi sul
territorio. In definitiva, dietro quell’opera grandiosa e
al desiderio di lasciare un segno nella storia da parte di alcuni uomini
pubblici, vi sono fin da ora ragioni sufficienti per abbandonare l’idea di un
ponte, riorganizzando con maggiore efficienza ed efficacia i trasporti navali ed
utilizzando i capitali stanziati per soluzioni alternative più utili alla
collettività.
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