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“Il ponte sullo stretto di Messina
non è affatto un'idea geniale!”
di Rosanna Gattuso

    Da molti anni si sta portando avanti un progetto per la realizzazione di un’opera faraonica: il ponte sullo stretto di Messina.
    La reazione a questo progetto è stata: momenti di lotta, manifestazioni di massa, dibattiti pubblici e testimonianze di opposizione che hanno visto un ampio coinvolgimento della popolazione.
    Questa replica è stata giustificata con svariate motivazioni; La principale è economico–finanziaria per l’elevato costo totale, progettazione compresa, che supera i 205 miliardi di euro. Questa somma enorme potrebbe essere utilizzata per risolvere problematiche molto più imminenti e più coincidenti con le reali necessità della gente, ad esempio, per restare nello stesso ambito, per interventi infrastrutturali che interessano la rete ferroviaria e quella stradale o addirittura per incentivare investimenti produttivi utili a rilanciare l’economia isolana.
    Un’ulteriore ragione per la quale sono state fatte numerose manifestazioni contro questa opera è l’elevato impatto ecologico e ambientale per una struttura assolutamente superflua: l’uso di enormi quantitativi di cemento, materiale non smaltibile e la distruzione di ecosistemi originari, rovinerebbero una vera e propria oasi nel Mediterraneo, particolarissima e unica nel suo genere.
    Ma anche le caratteristiche geomorfologiche del territorio dello stretto pongono seri dubbi sulla sicurezza del ponte, a causa di forti venti, faglie aperte e della zona sismica in cui rientra lo stretto (non dimentichiamo che Messina è stata rasa al suolo da un terremoto).
    Per ultimo, ma non in ordine di importanza, bisognerà ricordare l’effettiva perdita di posti di lavoro  nel settore del trasporto già consolidati e attivi sul territorio.
    In definitiva, dietro quell’opera grandiosa e al desiderio di lasciare un segno nella storia da parte di alcuni uomini pubblici, vi sono fin da ora ragioni sufficienti per abbandonare l’idea di un ponte, riorganizzando con maggiore efficienza ed efficacia i trasporti navali ed utilizzando i capitali stanziati per soluzioni alternative più utili alla collettività.

(Maggio 2005)
Pubblicato sul giornale on line "www.iniziativa.info"