Er viaggiatore e chi forze s’affaccia
drentro a sto sito, ‘ndo io me confido,
nun creda che ce metto anche la faccia,
che pare seria anche mentre rido.
Io pe nun piagne sparo ‘na fregnaccia,
tiro frecce, ma senza esse Cupido,
me diverto a favve ‘na linguaccia,
anzi un “verzaccio”. Che poi condivido.
Chi scrive sa che recita ‘na parte.
è su la scena, porta er mascherone,
ciò che afferma, sippuro su le carte,
in fonno è solo scritto ner copione.
E, sarvognuno, uso un nome d’arte,
pe evità l’insurti o la priggione.
Il testamento, un atto estremo!!! chi lo fa ha
mille ragioni: qualcuno vuole testimoniare un affetto verso persone
che gli vogliono e gli hanno voluto bene, altri lo fanno per legare
a se, in vita, persone che sono interessate a quello che possono
ottenere con quel semplice scritto, altri lo fanno per semplice
generosità verso chi può avere bisogno. Mille possono essere le
sfaccettature di questo atto che sicuramente ha toccato i sentimenti
di ogni uomo, ed è entrato nella letteratura di ogni epoca. Noi
osiamo dire solo una cosa: un testamento ha un valore intrinseco
vero solo quando è testimonianza di un atto d'amore!!!
Mi pare che in questo mondo siamo tutti una grande famiglia dove c'è
chi campa a sbafo e chi lavora e paga per tutti. Ma la cosa bella è
che quando c'è da pagare dobbiamo farlo sempre per il nostro
bene o per quello dei nostri figli, quando c'è da mangiare lo
fanno sempre per il bene loro e di chi comanda. Ma la colpa non
è certo di chi pensa per se, ma di tutti quelli che bevono come
fosse acqua fresca anche il cianuro per dirla in milanese "i
boccaloni" che aspettano sempre che chi ha saputo rubare meglio,
prima o poi, penserà anche per il loro benessere. Ora la
rottamazione sembra la manna dal cielo per salvare i posti di lavoro
ma può darsi che magari qualcuno pensa più agli affari e a lucrare
qualche euro in più piuttosto che alla fame dei disoccupati? Se
questi soldi li davano a chi ha bisogno può essere che venivano
spesi in base ai bisogni reali? ma così poteva succedere che chi ha
il potere non faceva favori a nessuno dei potenti amici suoi ma solo
ai poveracci che in cambio non poteva dare nulla.....
Le troppe aspettative portano sempre ad amare delusioni, condivido
le parole di GiGi che certamente sono molto realistiche. Obama ha
dimostrato in campagna elettorale di saper sconfiggere tutti i
gruppi di potere democratici e repubblicani e poi ha avuto
l'intelligenza di allearsi con loro. Ma Governare l'America non è
una campagna elettorale noi tifiamo per lui poi vedremo i risultati.
Guardate quella vetrina e vi sfido a non immedesimarvi in quel
manichino... e si, i nostri governanti ci invitano a comprare ma con
quali soldi? ma hanno capito che siamo in mutande o no?
Eccola la tessera del pane o... se preferite: la carta della
povertà!!!
Prima questa carta era uno status simbol dei ricchi ora chi la
esibisce mostra la sua povertà o se preferite la sua finta povertà.
Si perchè questa carta dà diritto a un contributo
dello stato a chi non dichiara nulla al fisco ma chi invece paga le
tasse cosa fà? Be, quello è ricco e allora neppure una lira... anzi
facciamogli pagare le tasse sulla tredicesima che importa.
Ma la crisi prima o poi qualcuno la pagherà!!!
L'importante che non la paga il miliardario ma se
paga il lavoratore il commerciante che fallisce perchè non ha più
clienti a chi interessa?
E' vero caro Gigi gli anni passano ed il nostro fisico fa passi
indietro! Ma noi non siamo più quelli di una volta... quante volte
abbiamo dato la testa al muro e quante cose abbiamo imparato da
questi incidenti quotidiani. Ma la saggezza di oggi ci fa vedere in
modo diverso anche gli acciacchi che ne dici? è meglio la forza
della gioventù o la saggezza di chi è avanti negli anni? viviamo
ogni stagione intensamente e quando toccherà a noi affrontiamo tutto
con serenità, è solo il passaggio a un mondo migliore.
E' nero? finalmente abbiamo capito che la pelle nasconde solo quello
che ci sta dentro. Allora posso dire che da quello che appare,
dentro il vino è buono. E finalmente possiamo far cadere qualche
pregiudizio che questi "uomini bianchi" hanno messo per non fare
governare neri, gialli, donne e tutto ciò che non si identifica con
loro! e la nostra speranza sarà sempre l'ultima a morire, certi che
non moriremo disperati! ciao a tutti Santino
Caro Silvano, non dissentiamo
affatto. Quando dico che si butta quel ch'è vecchio non intendo
il corpo, ma le idee, gli ideali, il vissuto di chi ci precede
nell'aldilà. Solo perchè lo consideriamo vecchio. Ed è una cosa
che lamento, ma in poesia si è sintetici. Gigi.
Caro gigi
è interessante la tua pagina e penso
che ci sentiremo ogni tanto.
Rispondo ora al post "cose romane
viste da Gigi":
poesia in romanesco dal titolo Foa
bella la poesia, e in gran parte ne
condivido il senso però avrei da ridire per ciò che c'è da
buttare:
passi per il corpo, ma ciò che vale
per il corpo non vale per l'anima..... Silvano Montanari
"Ciò che buttiamo"
ciò che buttiamo è solo il corpo
chè divenuto vecchio pe' la morte:
pure se giovincello, ora è alle
corde.
Ma l'Anima, "l'essenza del Divino"
no! Non muore:
fugge dal corpo che non può gestire
per ritornare al Padre, su nel
cielo:
l'Anima è eterna, e no! Non può
morire
Ciao Gigi
i miei più cari saluti....
Silvano Montanari
Un saluto anche a Carlo Catalano che
ha risposto al mio precedente messaggio al quale devo dire:
"non bisogna tenere lutto e
disperarsi per una vita, ma almeno nel momento di raccoglimento
che il giorno dei morti ci ispira penso che sia doveroso non
esaltarsi e darsi a gioia sfrenata: è solamente un sentimento di
rispetto per coloro che più non sono e che in passato sono stati
così importanti per noi. non è un contraddittorio il mio, ciò
che ho scritto, riguarda solo me!.... Silvano Montanari
Sono contento di trovare questo scambio di opinioni sulla morte,
vedo che il tema è sentito e questo mi spinge ad invitare i lettori
a visitare la pagina che Partecipiamo ha voluto dedicare alla morte,
un tema sulla quale fiumi di inchiostro sono stati consumati.
Pienamente d'accordo! ognuno dovrebbe essere
fiero delle proprie tradizioni e cercare di conservarle il più
possibile come cose preziose. Qui è un grosso minestrone e vogliamo
scopiazzare gli altri come fossimo senza patria e personalità. Io
sono fiera di essere italiana e romana e cerco nel mio piccolo di
diffondere il mio dialetto attraverso i miei versi belli o brutti
che siano. Spedisco una mia sui defunti scritta tanto tempo fa. Ciao
e bravo!
Er 2 Novèmmre
Piove. Er prato se ricopre de
mollàccia.
La gente core sverta … poveraccia,
cercannose un riparo dalla lùscia.
Er temporale tòna, er vento
sciùscia...
La pioggerella, contro le vetrate,
pare che canti vecchie ballate,
che Quarcuno da lassù vò dedicà,
a tutti quelli, che invece de ballà
stanno in silenzio... senza più
parlà…
Perchè oramài … già tutto, loro
sanno...
puro si so’ riposti sotto tèra…
ar buio… ner silenzio più profònno.
Paola Durantini
Caro Gigi,
Io,
ancora son di quelli
che credono
che l'Anime dei morti
sono con noi
e non mi va di sbeffeggiarli
se pur con scherzi
e maschere pagane.
Questo,
è un giorno di mestizia e dolore!
per quest'Anime,
c'è bisogno di rispetto:
Non sono streghe e maghi,
Quei che ci han lasciato
sono sempre coloro
Che la vita ci han donato!
Un saluto...Silvano Montanari.
CiaoJ
Proprio perché
sono giorni di dolore e di mestizia
Ti ho letto tante volte, per davvero
e mi son detta: vedi che ha ragione?
non è che lui dipinga tutto nero,
in verità, abitiamo una prigione.
Battaglie, lotte per arrivare dove,
se poi ci ritroviamo punto e a capo,
sempre in attesa di quelle buone nuove
ma con i remi posati nello scafo.
Sarebbe bello se avessimo capito,
che dignità e riscatto son valori,
e non li ottieni, se non muovi un dito,
ma solo se si rema: Sissignori!
Giulia Tatti
I crepuscoli autunnali
a Roma
s'ammantano di malinconia
quando il Tevere
scorrendo
si tinge del rosso che c'è nel cielo
quando le giornate
s'accorciano
e insieme alle foglie
planano
come sospese
fluttuano
in quel nostalgico nulla
e sulla terra umida
s'addormentano
coprendo perfino i sogni
del velo zuccherino
della malinconia
L'ho scritta in due secondi in risposta alla tua, così per il
gusto di farlo, vuole essere solo un modo per ringraziarti per
le belle poesie che hai postato
Tiziana Mignosa
Piove, è vero! Piove una tempesta che mai avevamo visto, ma a che
serve arrendersi. Dobbiamo credere che un giorno tutto può tornare
meglio di prima ma dobbiamo anche ricordarci che ciò dipende solo da
noi, dalla nostra volontà, dalla nostra grinta e soprattutto dalle
scelte libere che sapremo fare! Scelte libere da condizionamenti, da
manipolazioni, condizionate solo dalla nostra intelligenza e dalla
nostra capacità di vedere nelle azioni, negli avvenimenti e non
nelle parole di chi ci conduce il modo giusto per uscire da una
situazione che agli occhi impauriti di tanti sprovveduti appare
irreversibile.
Santino Gattuso
CASTELLI DE CARTA
E’ n castello de carta che s’è sfranto
e crolla tutto sopra ar tavolino,
ma er rumore è più forte de ‘no schianto
e er risurtato è propio ‘n gran casino.
Pe anni c’era parzo sacrosanto
comprà senza avé er becco d’un quatrino.
Er conzumo ostentato come ‘n vanto
pe’ finì spesso ‘n mano a no strozzino.
Mò che le banche perdeno de brutto,
le svanziche so ormai sempre più rare:
chi ce l’aveva se pò mette a lutto
chi nun ce l’ha s’è gia buttato a mare.
Si tornamo ar baratto p’er preciutto
abbasteno du stereo e ‘n cellulare?
Siamo bravi a fregare il prossimo! non hai una
lira ma compri, compri e continui a comprare. Ma poi metti i debiti
dentro una scatola vuota e la vendi e quando chi ha comprato si
accorge cosa c'è dentro la scatola cosa fà? vende ad altri fino a
quando le scadenze non costringono l'ultimo che ha il cerino in mano
a pagare per tutti ma se quello non ha i quattrini che fa? fallisce
e quelli che hanno crediti nei confronti di chi fallisce che fanno?
scoprono di non avere più nulla e falliscono e poi? .... è finito il
gioco chi ha pagato sempre, il poveraccio, continua a pagare! O
perde i soldi in conto corrente o paga le tasse per coprire gli
imbrogli dei furbi che altrimenti falliscono e non restituiscono i
soldi in conto corrente... e i governanti che sapevano bene cosa
stava per succedere che fanno? ti fanno vedere che son bravi... in
fondo ti hanno salvato i soldi che hai nel conto!!! e lì a tagliare
pensioni, stipendi e tutto quello che possono per coprire gli
imbrogli di chi, invece, in questo modo si è arricchito.
Come non pensarci! Il problema
della scuola era quello del grembiule, un solo maestro...magari, se
possibile torniamo... anche alla verga e allora si che avremo i sani
giovani di un tempo... cos'è tutta questa modernità? E se poi c'è
una maestra un pò nevrotica e pazienza, questo ti può fornire la
scuola pubblica (dobbiamo risparmiare) manderai i tuoi figli ai
privati...che ne pensate non è una bella idea? In fondo i soldi non
servono mica per pagare maestre e maestri ... o no?
Santino Gattuso
Questa volta Gigi tocca un tema
delicato e pur estremizzando rende bene il concetto. Ma una
riflessione a caldo voglio farla anch'io; certo le donne di strada
non possono nascondersi e allora, se legge si deve fare, perchè non
allontanarle dalla strada creando loro una vita alternativa e
strappandole a chi le sfrutta non sarà poi così difficile!?!!... che
ne pensate?
Mi piace questa provocazione di
Gigi anche se è un pò forte nei toni! A dir la verità ognuno di noi
ingoia qualcosa, la maggior parte ingoia bocconi amari altri
preferiscono ingoiare ... soprusi che li fanno vivere bene; come si
suol dire per un amore mille pene. Ma il guaio è che noi accusiamo
sempre chi ingoia e mai chi costringe gli altri ad ingoiare!
Impronte digitali.... tanto
rumore per nulla ..... vogliamo farci vedere pronti a risolvere i
problemi o ... vogliamo risolverli !??! se il cittadino vuole fare
la guerra gli diamo la guerra... l'importante è accontentarlo muoia
chi deve morire. Cosa importa se facciamo tante ingiustizie quello
che importa è che i nostri comportamenti accrescano la nostra
immagine, chi deve pagare paghi pure, a noi cosa importa. Strappiamo
ai bambini l'innocenza cosa importa se ciò, poi, li rende uomini
frustrati che cercheranno di farla pagare alla società che li
emargina. Se un Italiano insegna al figlio a rubare gli togliamo il
figlio e lo assegniamo a strutture in grado di farlo crescere meglio
se lo fa un rom, prendiamo le impronte digitali al bambino così,
quando andrà a delinquere, potremo dire visto? era un Rom, cacciamo
via i Rom!!! che mondo ingiusto, ma il mondo è frutto delle nostre
aspettative perché chi ci governa fa quello che noi ci aspettiamo,
l'importante è prendere i voti poi cosa importa delle conseguenze.
Dopo di Noi il diluvio!! L'importante è prendere la nostra fetta
di...potere! Se questa è la società meglio vivere nella giungla
almeno lì, sappiamo che dobbiamo fare attenzione agli animali feroci
ma quelli son pivellini rispetto agli uomini.
Santino Gattuso
Cose italiane
Dite la vostra
che io dico la mia.
Al regazzino
che er dito
sia pulito.
Pulito de tutto,
senza fà l'accattone
che je lo fà sporcà
er caro genitore,
l'infila nelle case
per rubà e' cose.
Quello je sporca
anche l'anima,
ch'è peggio.
Noi stemo a guardà
scuotemo er capo.
L'unica impronta
da dà
è na pedata
nel deretano
della madre
sconsiderata.
Per il passato
nun famo confusione,
nun mettemo tutto
nello stesso
calderone.
Più lo rimescoli
e più puzza,
ce n'è per tanti,
nun semo umanità
fatta de santi!
Se vedemo!
Umberta Ortelli
Prima degli altri vennero a prendere gli zingari.
Ed io fui contento perchè rubavano.
Poi vennero a prendere gli
ebrei.
restai in silenzio perchè mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali.
E fui sollevato perchè mi davano fastidio.
Poi vennero a prendere i comunisti.
Ed io non dissi nulla perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me.
E non c'era più nessuno per protestare.
Bertolt Brecht.
Zingheri. Quanno furno deportati
m’arillegrai: so ladri spudorati.
Poi
so venuti a prenne li giudei.
So antipatici e nun so cazzi miei.
De segguito fu er turno de li froci.
Nun li reggo: nun è che me dissoci.
Li communisti, presi puro loro,
ma io nun so mai stato de quer coro.
Pemmè, quanno a la fine me toccò,
nun c’era più nissuno a dì de nò.