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Maria Grazia Vai
 
Mi leggo di te
 
 
Come fosse dolore

questo telo di pioggia che filtra dal cuore.
Un guaito
questo fiato di  labbra, malate e randagie
 

Scrive di te, e di antichi lamenti
questo tempo che è già
ombra dei giorni che non fanno ritorno.
 
Bianchi fogli già nudi sul dorso del vento. 

Di chissà quali braccia,
- scriverò -
Quale inverno, e di quale colore
i silenzi negli occhi

Perché scrissi d’amore pensando di  te,
che ti vedo e sei già lontananza
tra le distanze, l’eco e la pioggia. 

Nei bianchi e neri seppiati del cuore,
dove tutto è memoria di te
dove poso la penna - e mi rileggo.