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Come fosse
dolore questo telo di
pioggia che filtra dal cuore.
Un guaito
questo fiato di labbra, malate e randagie
Scrive di te, e di antichi lamenti
questo tempo che è già
ombra dei giorni che non fanno ritorno.
Bianchi fogli già nudi sul dorso del vento.
Di chissà quali braccia,
- scriverò -
Quale inverno, e di quale colore
i silenzi negli occhi
Perché
scrissi d’amore pensando di te,
che ti vedo e sei già lontananza
tra le distanze, l’eco e la pioggia.
Nei bianchi e
neri seppiati del cuore,
dove tutto è memoria di te
dove poso la penna - e mi rileggo. |