LE SETTE MERAVIGLIE DI TIZIANA MIGNOSA
Leggere delle favole oggi come oggi, quando i figli sono in un’età ormai lontana dalla narrazione fantastica e guardano programmi televisivi a dir poco ributtanti, è come respirare aria pulita, magari in una località montana, vicino a dei ruscelli dove scorre freschissima acqua…. Tale è la sensazione nello sgranare gli occhi sulla prosa di questa Autrice che ha portato nel sito “Partecipiamo” qualcosa di estremamente coinvolgente.
Ho sempre pensato che per restare puri occorrerebbe non staccarsi mai del tutto dal regno infantile, ho sempre sostenuto la famosa poetica del “fanciullino”, ma non sono riuscita , come credo tutti i genitori che hanno figli in età adolescenziale, a trasmettere questa convinzione a mia figlia Irene.
Però se le racconto qualcosa di insolito, la sera, mi ascolta. E stanotte le parlerò della “Storia della bambina che non voleva mai addormentarsi” di Tiziana Mignosa, un racconto di quelli che lascia dentro la scia della meditazione, della tenerezza…quella luce è la ribellione al buio dell’inettitudine umana; la storia di Elisa commuove per la naturalezza di una bimba che segue fortemente il suo istinto e vuole percepire ogni suono, ogni voce dell’esistenza e vive, vive in una maniera e una modalità talmente intense da far deporre le armi alla sua mamma la quale non la forza più al sonno affinché esso giunga da solo… Già…quante volte vorremmo non sentire la sveglia che ci riporta con violenza al di fuori dei nostri sogni! Ognuno di noi vorrebbe vivere un’esistenza senza orari, imposizioni, regole. La natura che prende il giusto sopravvento, l’evoluzione naturale delle nostre giornate, del senso di fame, di stanchezza, di sonno.
Con queste sette fiabe, l’autrice ci offre una lezione di semplicità, però lo fa con una invidiabile forza vitale rimandandoci alla realtà sociale , oggi più che mai ingiusta.
Tiziana Mignosa non si lascia tuttavia avvilire dalla rassegnazione e nemmeno si lascia impaurire dalle minacce del mondo e racconta i suoi bellissimi sogni, le capricciose e dolcissime scaramucce della bambina che è in lei e che traduce il volere di tutti i piccoli della terra.
Leggerla in queste sette meraviglie è grande motivo di coinvolgimento, una storia tira l’altra, un passaggio fa stare come tra nuvole di cotone e lucidi pomeriggi di sole.
Come nei cortili estivi in cui il vociare dei bambini fa da colonna sonora a tutto quanto accade intorno…
Non sono favole complesse queste, hanno un denominatore comune, quello della semplicità e della scorrevolezza. Credo che il messaggio di Tiziana sia comunque nell’unica cosa che può salvare l’uomo: l’amore. Amore e gioia, perdono, comprensione e altruismo.
Le storie sanno di fresco, sono tutte tinteggiate da una volontà grandissima e universale accolta dall’indole umana dell’autrice che scrive con una proprietà di linguaggio sicura e concreta, uno stile personalissimo e notevole.
E’ stato un vero piacere sedermi al centro di un giardino pieno di fiori odorosi, questo, e stare qui è stato come vivere la favola più bella: tornare bambina.
31 maggio 2007
SILVIA DENTI