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DELL’AMORE PURO
 
INTRODUZIONE ALLA LETTURA
 
SILVIA DENTI
 
 

Dire “antologia” è sempre una specie di esperimento, ma si vuole qui, appunto esperimentare una nuova modalità di “fare poesia” attraverso il classico libro (raccolto in ordine alfabetico e per agevolare chiunque abbia modo di soffermarsi e di appuntarsi il pensiero preferito, il concetto più sentito), ma in maniera del tutto differente dal solito. Mi spiego: ho passato un paio di mesi a ricercare delle fonti di lirismo “particolare” navigando sul virtuale e appuntando i miei commenti che spesso mi sono parsi banali, ma come si fa in poco spazio a scavare nell’anima di un foglio bianco senza avere di fronte né l’immagine di colui che ha espresso il verso, né un indizio minimo, come l’età, le esperienze, il vissuto…a volte nemmeno l’appartenenza al sesso? Mi sono ritrovata a fare dei conti bellissimi con la mia passione del commento e ho voluto sondare il terreno come si fa a scuola coi ragazzini. Un tema in classe: l’amore. Il tema non è nuovo, certamente, ma è il più importante, il più cantato, urlato, forse sfruttato, ma quello che tutti sentiamo più profondamente. L’aula  è un mondo di colori al plasma, dipendenti dalla corrente elettrica, dalla connessione, dall’account e dalla linea telefonica. Eh, già. Chi l’avrebbe detto. Così vagando, udite udite, ho raccolto materiale e … (qui lo vorrei gridare) parecchi amici.

Insomma, reduce da svariate antologie che mi avevano vista partecipe, magari anche un po’ fiera d’essere piaciuta oppure no, di essermi distinta oppure no, mi ritrovo nella parte che svolgo di solito col singolo autore, a confrontare me stessa con molti altri animi, i più svariati, i più disparati.

E’ una sensazione bellissima. Gli incontri non sono mai casuali a mio avviso e nemmeno gli interventi, tutto ciò che si interseca tra uno stato d’animo e l’altro. Qui, attenzione, si parla di sentimenti, dell’amor puro, con infinite sfumature. Forse, è vero e mi auguro in futuro di poter conoscere più a fondo ogni singolo poeta di questo percorso, non mi sarà possibile qui darvi modo di seguirmi in un trattato inerente alla sensibilità psicologica della singola penna, ma spero di essere riuscita in un intento nobile: quello di far sentire, percepire a chi legge, che oggi più che mai abbiamo bisogno di amore, anche e soprattutto di parlarne. Tanto, tanto, tanto.

In questa raccolta, dal titolo abbastanza insolito ma sicuramente azzeccato, vi sono un centinaio di autori, tutti presi dalla passione comune dello scrivere  e, in questo caso , a proposito dell’amore.

Il foulard è l’abbraccio che rende tenue la luce, la protezione che si vorrebbe dare a quel sentimento che tanto ci fa sospirare, soffrire, gioire, impazzire, vivere! Chi ama è chioccia, tende a chiudere tra le mani l’oggetto del suo bene, lo stringe, lo tinge di baci, di tenerezza e, certo, anche di odio, di rabbia, dolore….perchè no, ma mai di indifferenza e sterilità.

Detto ciò, tengo a invitare il lettore a soffermarsi sui vari modi espressivi, sulle note singolari di ogni penna, sulle grida che , nel bene o nel male, fuoriescono dall’inchiostro.

Perché qui si parla di amore!

 
 
 
 
 
 
 
 
ADDIO D’AMORE
 
 

Dove finisce il vento cresce

il Sole, e dove più non scorre

l’Acqua, si fa forte e viva

la forza dell’Amore.

 

Non parlerò di rose rosse,

di candidi ricordi di cristallo,

non racconterò la storia

di due ragazzi

innamorati.

Non parlerò del domani,

non parlerò neppure del tramonto.

Ma dove si fa stretto il corso,

e poche stelle in cielo

brillano,

dove non cresce l’erba, dove non volano

rondini, né farfalle;

ti racconterò di un uomo,

triste,

di un poeta un po’ più solo,

che guarda nel suo specchio

e vede solo un uomo.

 

E così, amore, porgo gli occhi

miei. Ai tuoi.

Così parte chi ha sognato il cielo,

chi ha rapito il Sole per donarlo.

Così parte colui che nel suo palmo

tiene

solo un fiore, che nasce

dalle lacrime di Luglio.

Così parto io, non pretendo

il ricordo di un dio, né l’inchino

di una platea di spettatori.

Chiedo di poter amare ancora,

sempre.

E dove porterà il mio treno

lì sorgerà un sole nuovo.

Avrà i capelli bruni, e gli occhi

Tuoi, di terra.

E io guarderò il mio sole da distante

non cercherò il suo bacio, né il suo sguardo.

Io me ne torno amore al mio destino.

Ma finché esisterà la terra,

finché esisterà il respiro,

io cercherò nel vento il tuo profumo,

te, cui io ho donato il cuore,

imploro un ricordo più leggero.

Non come un angelo caduto,

ma come un uomo

vero.

 
MANUEL MENEGHEL  - MEOLO  (VE)
 
 
 
 
 
 
 
 
OCCHI VERSO UNA STELLA DELLA NOTTE
 
 

Le parole mancano, sento il vuoto.

Il mio cuore, il mio sogno d'amore,

ora infranto mi ricorda il sapore

di quel sogno senza luce né moto.

 

Notte stellata tu mi scacci, perchè?

Non sono degno il mio sguardo levare

e di te, stella nel buio, sognare?

Credi forse ch'io viva lungi da te?

 

Ah, se quest'occhi potessi scoprire,

rossi e stanchi da lacrime bagnati,

ti cercano, vorrebbero trovarti.

 

Senza la tua vista vogliono morire,

da te sperano solo d'esser amati,

vivono ancora, per abbracciarti.

 

 

SAVERIO TERRACCIANO  (Lordshadow)
 
 
 
 
 
 
 
 

AMORE DI IERI

 
 

 Non più sorrisi nell’incontro.

Non più stringersi con gli occhi:

vecchie mani indicano stanche vie!

 

Ma lassù,

in qualche punto,

del muto bosco incantato

i nostri giovani corpi

giocano ancora con la vita…

…gridando tutto il loro amore! 

 
 
PICA BRUNO (brupic) - NAPOLI
 
 
 
 
 
 
 
 
RIFLESSIONE, CONFESSIONE, DISPERAZIONE
 
 
PER UN AMORE FORTEMENTE VOLUTO ED  INCREDIBILMENTE PERSO
 
 
 

Lui,

 

E’ L’uomo che amo,

 

Non posso,

 

Non ci riesco

 

Non voglio dimenticarlo.

 

E’ colui con cui ho vissuto assieme

 

Per tanto e tutto questo tempo,

 

E’ la persona che mi ha insegnato

 

Nuove maniere, forme, regole di vita,

 

Nuovi sogni, nuove speranze,

 

Facili ingressi e sicure vie d’uscita

 

Nel meraviglioso giardino dell’amore.

 

Amore e ammirazione,

 

Mi specchio e in lui mi raffiguro

 

Come colei che avrei voluto

 

E vorrei essere.

 

Sono stata la sua ombra

 

Vivevo con lui e per lui

 

E mi perdevo nel suo essere.

 

Era il rifugio del mio corpo,

 

La dimora del mio cuore,

 

Lo scrigno dei miei pensieri.

 

Abbiamo camminato assieme, mano nella mano,

 

Lungo una strada colma di felicità e dolore.

 

Abbiamo vissuto un’alba piena di luce

 

Ed un giorno solare che ha scaldato i nostri corpi.

 

Ora ho davanti un incerto tramonto

 

E non c’è nessuno accanto a me,

 

Non ci sei tu.

 

Mi sento un niente

 

Annullata da te,

 

Uomo che ho amato

 

Uomo che amo.

 

 

 

Un’amica mi ha confidato i suoi pensieri, io glieli ho restituiti in poesia

 
 
 
ALESSANDRO PULETTI (LEAX)
 
 
 
 
 
 
 
 
TREMO
 
 
 

Se tu mi potessi pigliare quando tremo

sentiresti l'eco di vertigini e labirinti segreti.

Sentimi la pelle giovane di latte sotto i tuoi palmi grandi:

quando s'increspa di gelo e paura

prendimi le spalle

e cercami negli occhi sgranati

le risposte ai miei "perchè?"...

 

Io non so che timore

sta tra il passo e

l'accordo del piede sul terreno;

non so che tremore

tra me e

i nodi ch'ho da sciogliere...

 

Ho sangue veloce nelle vene

come a cercarti

e trovarti tra un battito e l'altro d'un cuore affannato.

Tu che stai tra i respiri d'un solfeggio, tu che hai la libertà nel nome hai voluto in me dimora.

 

Pigliami

 

t'appoggerò la testa sul petto e

rimarrò in ascolto,

come a cercare in una conchiglia

il suono di mari lontani,

trattenendo il fiato.

Un brivido mi serpeggerà la schiena,

è il brivido che avverte

"qui non ho più freddo!".

 
 
ALESSANDRA MIGNONE   (ALEBIMBA)
 
 
 
 
 
 
 
 

“ ACQUA “

 
 

 Ti ho vista arrivare dalla stazione con le tue valigie

E mi è venuto istintivo seguirti

Mentre ti seguivo mi sono accorto che respiravi nel insieme dei tuoi gesti

Chiara come l’ acqua la tua ingenua passione

Oh l’acqua, oh l’acqua..

Tuffarsi in un fresco abbraccio..

 

Mentre proseguivo ho notato una farfalla posarsi sulla tua spalla

E vorrei mandarti un messaggio ma non ti sei ancora voltata

Poi ti se seduta su un masso e hai tolto gli stivali dai piedi

Mi sono nascosto dietro un albero e pensato a come fare

Oh l’acqua, oh l’acqua..

Tuffarsi in una tiepida effusione..

 

Alzatati dal masso ti sei voltata per un istante

Ma non ho avuto tempo ne parola per far qualcosa

Poi il cielo di Ottobre ti ha regalato una nuvola

E tu ci sei voluta salire

Oh l’acqua, oh l’acqua..

Tuffarsi in un tiepido abbraccio

 

Preso il sentiero per la collina ti ho persa

Ho girato per gli alberi della boscaglia ma ho perso le tue tracce

Scendendo dal sentiero ti ho messa in uno dei miei sogni

Se ripercorrerò la stessa strada spero di poterla inseguire

Oh l’acqua, oh l’acqua..

Tuffarsi in un caldo desiderio

 
 
CROCE GIOVANNI – BUSSERO (MI)
 
 
 
 
 
 
 
 
ALLA MIA DONNA
 
 

Sei più bella d'un prato fiorito,

mi circondi come l'arcobaleno

appena bagnato d'acqua e di sole.

Sei nuova

come una gioia improvvisa,

dolce come il tiepido vento

di primavera.

Qui, dalla "Badia"

i miei sogni t'invio,

sull'ali del pensiero,

sulle corde d'un violino

che langue di nostalgia...

 
 
Franco Talozzi