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Il tuo nome cantato dai ricordi disperati di un ragazzo diverso,
lontano dal suo tempo, forse, ma non dal nostro,
disperati studi, e noi lottare contro la nuova ignoranza, dal suo
futuro perso,
abbandonato a riflettere il Vero in questo destino maestro,
di ogni ipocrita menzione al merito, del nulla ambito riscontro.
Errante per la mia notturna Asia ricerco lune a cui rivolger parola,
luci notturne dal buio, scordate ombre mettere in posa,
ad ogni colore rubato al nulla, una voce nuova si alza maestosa,
una lirica senza tempo da quei giorni ritorna e diventa aureola,
su questi nostri moderni discorsi, liberandoli da questo mio buio
antro.
Recesso dove ragione però non fugge,
e trova nel tuo nome energia per scorrere ancora,
accarezzare i tuoi versi, le tue emozioni, sovvertire dei canoni la
legge,
per cantare dell'azzurro tuo cielo l'immota aurora,
senza avere degli uomini la malvagità contro.
Piangeva dotto il cuore di Giacomo rimembrando il suo sogno,
e senza pudore non ne celava la distanza,
per quei tempi che in lui nutrivano sofferenza,
ma da te solo gioia, e anche nel pianto c'è sostegno,
per chi cerca e poi grida e canta, e di ragione il sogno è centro,
per noi, lontani universi da quei discorsi con la luna,
per noi pastori ancora solitari,
erranti sognanti ad indagar anche il semplice bisbigliar di comari,
e riconoscere con occhi di bimbo, la semplice serenità senza macchia
alcuna,
per te, Silvia, nuovo raggio di luna.
Maurizio Clicech
Per Silvia Denti. |
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Non ho parole per ringraziarti Maurizio, non ho parole per dirti
quanta emozione ha suscitato in me questo tuo dono. Allora....allora
non dico nulla, che ridere, proprio io che non trovo le
parole....Lascio qui, a tutti coloro che appenderanno anche per un
solo attimo il loro cappello, la possibilità di leggere questo
scorcio di poesia prosastica geniale.
Un abbraccio, Silvia |