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Prefazione:  il senso delle cose in Massimo Elia
 
 
 
 
 
 
 
 

Costituito da liriche immediate, spesso rimate, questo volumetto mi ha regalato delle sensazioni freschissime, lievi nel carezzare i miei occhi nella lettura, ma intense e piene di spunti meditativi.

E’ come avere di fronte dei fotogrammi, quasi come se si sfogliasse un album di famiglia, laddove i ricordi prendono forme piene e vive, nitide. Veloci guizzano a fior di pagina ed è meraviglioso tuffarsi dentro a tanta purezza. Non ci si trova di fronte ad espressioni scontate, mai: ciò che ci si aspetta non è quello che si legge, ma passaggio sorprendente e, proprio per questo,intrigante, piacevole.

 La parola è cadenzata a volte dalla rima, altre dal concetto apparentemente “nonsense”, ma reale e volutamente ricco di oggetti da toccare, da sentire, come le mani,i capelli, i segni e i colori.

Lungi da tonalità crepuscolari, il libro è tutto incentrato sulla scioltezza, calata all’interno di un contesto quasi metafisico, strutturato irregolarmente, direi geniale.

Semplice il linguaggio, si articola in variegate sfumature: a volte in toni più pacati, altre in grida accese, vibranti, con inclinazioni legate e spesso determinanti nel contesto del pensiero che l’Autore vuole trasmettere.

Molto suggestive le liriche in cui Massimo Elia esprime un’ironia sottile che diviene oggetto originalissimo, differente, addirittura disarmante nell’esposizione così nuova, mai incontrata nei poeti contemporanei. Occorre qui però riuscire a tradurre la semantica in un senso più ampio, più pacato fino a renderla più fluida e divagante. Leggere il libro in virtù di tale modalità dona la possibilità di multiple interpretazioni e non è cosa da poco!

 Scopriamo così un Autore che muove i fili del proprio discorso con una capacità innovativa del fare poesia.  Lui non si sottopone ad alcuna trappola linguistica, lui spazia, si spinge verso la chiarezza della sua ricerca personale, l’esistere.

ALTRE POESIE  non è che il proseguo di una maturazione avviata, in fase evolutiva , una raccolta che si dà in pasto a un pubblico che va oltre la banale conoscenza lessicale, che , come nella scomposizione di un puzzle, trova un senso vero ad ogni tassello. E’ come se sezionassimo un corpo… Cosa fare delle braccia se non sono collegate al cervello? In questo caso, invece, le braccia poetiche sono autonome, la mente cammina da sé, le mani creano pur senza un motore che le spinge. Ogni scritto è essenziale all’altro, ma al tempo stesso è indipendente da tutta la silloge.

Pare una mossa studiata a tavolino questa, ma non è così. La verità sta nell’inevitabile ispirazione che coglie l’Autore, all’improvviso, come un temporale; di getto, come uno scroscio d’acqua cristallina.

Un “quaderno divino” che merita di essere chiamato tale.

 

SILVIA DENTI

 
 
Ecco, qui di seguito, alcune liriche che fanno parte del libro di MASSIMO ELIA.
 
 

 “Abisso”

 
 

Birra di vari colori

ricordo i miei ultimi allori

Sprofondo nel fondo

di un cuore rotondo

Tavola bionda

che assorbe la luce del sole

Sulle onde rotonde

di anime immonde:

Son anime pure

che non trovan la strada

per tuffarsi e nuotare

nel dolce colore

dell’infinito mare

 
 
“Torna”
 
 

Ti aspetto sugli angoli vuoti

sui lati di un cerchio affollato

Arrivi nelle mie fantasie

due gocce si bagnano al sole

 

Macchiando le strade di un dolce colore

correndo scalzi dall’odio all’amore

ferite d’amore

 

Carezze rotonde su un mare di onde

toccar le due sponde sussulto risponde

 
 

“Confuso”

 
 

Confuso come un melone

che salta dal rosso all’arancione

schiacciando i punti neri

Melone molto confuso

non sa d’essere un’anguria

finché non glielo dicono

Gli dicono che dovrebbe essere

o bianco o giallo

se lo ripete in testa

come fosse un pappagallo

 
 
“Trasparente”
 
 

Come l’acqua del mare

che mostra i suoi fondali

Quel che sembra sporco

del verde di terra ed alghe,

che sporco non è

ma non è altro

che le sue emozioni

Come gli occhi

di un’anima che vive

limpida di essere

mossa dal vento,

che ridà vita ad ogni suo passare

Soffia via i resti

lasciando luci e luccichii,

memorie d’esperienze,

che si vedono in superficie

e  stanno al contempo

a mezz’acqua e

nel suo fondo

 
 
“Sogni e colori”
 
 

Colori dei sogni colori del mare

colori di giorni che passano andando

al centro di un fulcro che leva e bilancia

equilibri distanti

Colorando i sogni di un sognatore stanco

di colorare i suoi sogni

che si addormenta sognando

Colori sul tuo viso

mi accendono un sorriso

che colora il mondo

di un bagliore più profondo

 
 

“Tempo”

 
 

Casa di un uomo anziano

che ascolta parlando piano

che saggia il tempo

che va da nessuna parte

Si dondola sulle onde di capelli bianchi

che toccano il suolo prendendo acqua

 
 
 
 

CHI FOSSE INTERESSATO ALL’ACQUISTO DEL VOLUME CONTATTI SILVIA DENTI CHE PASSERA’ LA RICHIESTA ALL’AUTORE.