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Silvia Denti
Roberto Matarazzo: Figuratore
 
 
Assenza necessaria
(clicca sul titolo per ascoltare la poesia)
 
 

 

Ti combatto in crude miserie

 

con il pensiero che frulla antipasti di nacchere

 

sospese  sulla schiena di quel che è stato.

 

Non so quanto tempo è trascorso

 

e non lo voglio sapere

 

ma la finestra contiene a quadro

 

giorni di polpa e tenere condanne

 

nel talamo lungo e infinito

 

che ospitava le nostre mani

 

soltanto là orpelli di certezze

 

sparpagliate tra il cotone lucido

 

dei cuscini graffiati  e sudati di noi.

 

Soltanto là

 

là fuori i tuoi occhi sulla porta

 

e le grida d’orgoglio nell’esser l’uomo

 

più uomo della terra

 

nell’esser tu e nell’essere io…

 

Solo là.

 

Passo alla stessa ora

 

 

 

ogni giorno e tratteggio un punto interrogativo

 

nell’aria puntando il dito sulle persiane chiuse.

 

Come le tue labbra accese e uccise

 

dall’avermi in minuetti disperati,

 

ma veri. Vivi. Nostri.

 

Soltanto là l’essenza penetrava

 

gocciolando sull’iris dei miei capelli

 

fino alla tua barba disordinata

 

ed era dura doversi dire arrivederci.

 

Costellazione estiva

 

afa e diamanti pazzi sulle note amiche.

 

Ancora del tempo, ore, anni.

 

Non so.

 

Ancora  dannazioni.

 

E il tuo corpo nudo si para

 

davanti al tuo silenzio.

 

Il mio corpo di seta

 

ti spacca d’emicranie e minuti vuoti .

 

Rendimeli.

 

Rendimi l’acero da bruciare

 

e il sogno da appendere al chiodo.

Hai preso di me il dopo che temevi.

 

Ho preso di te il sorriso  che non hai mai avuto senza il mio.

 

Vado verso la lacerante asimmetria dei miei giorni.

 

Ho paura degli attimi creativi.

 

Che faranno di me bisogno e desiderio

 

d’esserti necessaria e allora

 

non mi vedrai perché ho paura.

 

Ho paura del tuo sesso striato di miele.

 

Ho paura del tuo amore.

   
   
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sospensione dell’essere