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Alex Dracht
visto da Silvia Denti
Silvia Denti
 

PREFAZIONE: ALEX DRACHT , LA COSTRUZIONE DELL’AMORE

  

Ecco, nei miei QUADERNI DIVINI, un Autore, che concentra la propria attenzione su ogni dettaglio della sfera naturale e su varie sfumature  ad essa pertinenti.

Alex Dracht, personaggio sensibilissimo e ricco di vitalità emozionale, grande scrutatore delle storture sociali in cui oggi purtroppo si vive.

Alex esprime grandi valori, grida a gran voce il suo canto fatto di “dolci veleni” sicuro che i” suoi baci nel vento giungano a segno” e per portare a realizzazione i suoi sogni egli diviene “crepuscolo nel seno delle attese”.

Mi occupo di poesia da molto tempo, io stessa ho iniziato prestissimo ad appassionarmi alla scrittura e poi alla critica, alla ricerca. Posso affermare che difficilmente ho trovato un’intensità così prorompente negli scritti, così persuasiva, forte e delicata nel contempo.

Pur soffrendo di molti mali sociali perché profonda, la poesia di Alex Dracht, non vive mai in un cielo senza sole, ma trasfigura isole, luci mai viste, assimila  e si veste di costruzioni uniche, a volte dolenti, ma lucide e acute, piene di figure innervate di metafore e sacrosante verità.

L’Autore, in questa sua prima raccolta, spazia dalla vita alla morte intese entrambe come libertà estreme, come viaggi in cui gli occhi vedono davvero, le labbra baciano davvero, le mani toccano, il cuore percepisce, batte davvero. Si legga “Vivo, finalmente” in cui è basilare il tema amoroso che dona forma a quegli abbracci in cui il cielo non basta più… Una lirica questa che lascia la pelle piena di brividi, di domande e anche di risposte.

E’ possibile amare a tal modo, così pienamente, totalmente, sanguignamente…? Sì, per Alex sì. “Amare più di un po’…” grida il poeta e si abbandona alla magia della “sua mezzanotte” laddove le ombre sono più nitide, “più chiare della luce”…Visione stupenda e  quasi mistica, d’una fede tutta forgiata in convinzioni anche tantriche che vengono spesso citate e spazzano via ombre inutili.

Bellissima la capacità di Dracht  di mediare l’identità assoluta  con quella concettuale, con uno sguardo un poco simile all’estro ungarettiano che ricercava le essenze di luce. Quelle che regalavano il vero, l’infinito e il finito. E dunque le labbra del Nostro “sanno di blu, le braccia divengono oro ogni volta che quegli occhi si posano oltre le lacrime”, le sue, purificatrici, divine, immediate.

Sgorgano in questa maniera quieta le liriche di Alex, fuoriescono nella immediatezza che ha il sapore della frutta estiva, succosa.... laddove esiste veramente la costruzione di un amore tanto atteso, temuto anche un poco, difeso, coccolato, protetto da migliaia di dubbi e di stupende spiegazioni, proprio quelle che ognuno di noi, quando ama, vorrebbe darsi e dare all’oggetto adorato.

L’Autore  ha voluto un titolo importante per questa sua prima raccolta poetica: “La costruzione dell’amore”. Verso la soglia dei quarant’ anni,  l’uomo ha compreso che c’è una sola cosa al mondo in grado di salvarci: l’amore, la chiave di tutto e la sua costruzione vera, sudata, sentita, piena di sforzi e di impegno, ma forte e salda come roccia. Ecco cosa può condurre al sereno assaporare dell’esistenza, quel senso sottile  che ci rende consapevoli d’esser troppo umani per restare integri, le debolezze ci uccidono lentamente come parassiti che si attaccano alla carne, dunque sta a noi proiettarci verso il profondo, quell’ angolo di cuore ancora  incontaminato  che ci lascia la via d’uscita dalle prigionie del mondo iniquo, la strada giusta per vivere appieno la libertà di esistere.

E solo essendo veramente liberi dentro ci è possibile amare. Amare veramente in quella totalità costruita mattone dopo mattone, carezza dopo carezza,  come una casa calda ed accogliente….”poiché l’amore altro non è che del divino

l’intuizione….”.

 

 

 

Basse frequenze

 

Calmo perviene

il tuo respiro

al mio plesso solare

su strofe d'onde

e variazioni di schema

per una musica

a me solo ormai nota

ecco infine

qui mi rifrango

in percorsi senza ritmi

se non la tua voce

 

 
 

Mutazioni

 

Le mie labbra

per te sapranno

d'indaco e blu

 

Le mie braccia

oro diverranno

 

I miei capelli

bianchi per te

ancora si faranno

 

ogni volta

che sarà

il tuo sguardo posato

oltre la pioggia

dei miei occhi

 

 
 

Eventi minimi

 

 

 

Non nacqui da poesia

così forte la chiamai

che infine in me germogliò

 

le feci porre le scempie radici

nel mio cranio

che a nuovo sgorgò d'aromi

e linfe assurdi

tutto lavò con aspra disciplina

in labirinti di silenzio

 

non m'accorsi che d'amore m'accese

per sé e chi ne porta

su labbra d'onice i sigilli

 

Alex Dracht