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Franco Santamaria
 
Piume tra le spine
 

Per tanta parte, altissime,

s’ergono siepi di spine

e, qui prigionieri,

sussulti di piume

sono i voli di allora

tra fiamme di orizzonti

e tra vortici

nati nelle ferite della terra.

 

Il tempo è invecchiato

senza avere un’idea migliore

dei minuti

fruscii che ancora giungono

dal buio delle caverne.

Come radici

represse.

 

Mi chiedo,

quando il vento precipita

masse

sbriciolandole

nei canali,

quando occupa case

che cigolano sui vuoti

spazi,

quando violenta stracci

freddi di fame e di paura,

che fine facciano i petali

e perché rimangano quei

brividi di piume tra le spine.

 

Per antiche tristezze

e immense solitudini

da promesse tradite,

da ponti che spezzano

la via dei fiumi

angeli dalle bianche piume compiono l’ultimo

volo.

 

Non so. Forse

la morte impazzisce

a raccogliere così tanto nelle sue lunghe

notti.

© Franco Santamaria (da “Echi ad incastro”, Joker, Novi Ligure

 
Legame
 

Ho legato il cuore ai tuoi alberi,

così scheletrici,

che invano puntano pungoli di lebbra

da ogni parte,

alle nude

costruzioni delle timpe e dei calanchi

che rifiutano orme umane durante la pioggia,

alla muffa e alle lacrime delle case

che soffocano nel fumo di paglia

senza il soffio degli emigrati

non si sa dove

in nuvole di speranze randagie.

Salgo alla radice di fiumi

che dormono in letti

scavati e pietrosi alle mani

dal colore del giorno freddo, viola.

 

Nella grotta del convento, così in alto,

è prigioniero un piccolo nido d'acqua

che sul marmo abbandona

fasci di croci circolari estinguendosi.

Qui, a piangere si nascondono angeli

ribelli,

stanchi di chiudere in piccole celle di terra

frantumi di anime e bestemmie

nell'attesa lunga

di un nuovo diluvio.

 

Ho lasciato il cuore alle tue forme

così degradate.

 

A me rimane

niente più

che il colore del sangue e il gemito delle ali

spezzate,

l'affanno soffocante della fuga dopo l'esplosione.

© Franco Santamaria (da “Echi ad incastro”, Joker, Novi Ligure)

 
 
 

Franco Santamaria - Biobibliografia


Franco Santamaria, poeta, scrittore e pittore, è nato a Tursi (Matera), risiede a Poviglio (Reggio Emilia), dopo una permanenza di oltre 40 anni a Napoli. Fino al 1997 ha insegnato Letteratura italiana e Storia negli Istituti Superiori di Stato.
A pensionamento avvenuto, ha intensificato l’attività creativa pubblicando, dopo “Primo lievito” (Gastaldi, poesie), le opere: “Storie di echi” (Ferraro, poesie), “Echi ad incastro” (Joker, poesie), “Se la catena non si spezza” (Bastogi, racconti), “Passaggi d’ombra” (El Taller del Poeta, Spagna, racconti), “Radici Perdute” (Kairòs, poesie), in attesa di dare alle stampe “La mia valle non è l'Eden” (poesie), “Parola e Immagine” (poesia e pittura) e “I cavalli di grano” (romanzo).
È presente in riviste e antologie letterarie, in numerosi portali web di letteratura e gallerie d’arte. Pur partecipandovi raramente, ha conseguito 5 primi premi in concorsi letterari o artistici.
Come pittore, ha esposto in Italia e all’estero; ha rappresentato l’Italia alla 4a Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze 2003.
Hanno scritto della sua opera di scrittore e pittore una sessantina di critici.

Suo sito ufficiale è www.modulazioni.it/, nel quale sono pubblicate le sue opere di scrittura e di pittura, ma anche contributi di Pittori, Scrittori e Critici (sezioni: Arte, Critica/Saggistica, Narrativa, Poesia) e, inoltre, segnalazioni di eventi culturali a livello nazionale e concorsi letterari ed artistici.