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Rossella Gallucci |
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Sono il ninnolo di cartapesta che sorride, la ballerina mentre gira stanca sul carillon sono la chitarra scordata e poi dimenticata sono il fiume senza piena, il fuco senza Regina la pianta senza foglia il pianto della follia
Vago - forse sono - eterea luce afona che s’inchina al volere della notte
Sono - ma non mi arrendo - una meretrice in cerca di ristoro come se di colpo avessi ritrovato l’uomo (il mio uomo).
Sono - forse vago - nel nulla come chimera
Vago è il pensiero che cammina strisciando insinua la luce - forse -
- Sono - dunque penso |
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