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Reno Bromuro

 
 
 
 
Anche un giorno qualunque
 
 
 
 
 
Rosalba Sgroia
 
 
 

Rosalba Sgroia è nata a Frosinone ma risiede in Roma. Ha conseguito la laurea in Psicologia e insegna nelle scuole elementari. Cinque anni fa ha ricevuto il Premio Speciale dell’Assessorato alla Cultura Città di Eboli.

Ha collaborato ad uno spettacolo teatrale, inserendo due poesie nel testo, presentato a Cassino nell’aprile 2002. La lirica in esame presenta fatti che documentano due tesi fondamentali:

a) «Nessun processo psichico — dal pensiero o dall'intuizione vaga e oscura, alla progettazione e all'esecuzione rigorosamente precisa del lavoro da parte del poeta o dell'inventore, dall'alitare passeggero di un'emozione fino alla passione viva d'una fede o d'un amore, dall'inesplicabile linea continua che da un'angoscia cupa s'estende fino all'azione ponderata e cosciente — si volge senza che il subcosciente collabori dal profondo, vale a dire da quel tesoro ch'è il passato personale».

b) «Nessun fatto di natura psichica ha bisogno d'identificare il subcosciente con la subcoscienza, di stabilire accanto all'io conscio e attivo un subconscio «es», signore e padrone della sfera psichica e di attribuire quindi al subcosciente, un gradino più sotto della coscienza.  un'attività indipendente e separata da questo.

Di questi giorni, tutto l'affanno

nell'andare del traffico

si condensa,

stanco».

Il punto di partenza della nostra riflessione è la certezza, che di qualsiasi influsso del passato per lo più non si apprende nulla se non per via d'induzione: come l’ipnotico pulsare/ d’ogni fine anno//. I fatti dimostreranno ben presto la ragione, o meglio la necessità, della via induttiva, benché questo non muti nulla al fatto che ciò che è inconscio non può essere al tempo stesso conscio, e che un influsso del subcosciente, anche del più significativo, diventa comprensibile soltanto sopra la soglia della coscienza.

È necessario retrocedere induttivamente da ciò che avviene al di sopra della soglia fino all'apporto del profondo, per il fatto che anche i superamenti più innocui, rimangono incomprensibili. Eppure gli uomini di solito avvertono questa partecipazione al presente di ciò ch'è stato, soltanto quando un’Immagine precedente ridiventa viva sotto forma di ricordo, in modo che possono afferrarla e stabilire: ho già vissuto questo la tal volta, nel tal posto, in modo identico o simile. Ma tale ricordo sostiene una parte limitata negli innumerevoli procedimenti vitali di ogni giornata. Sarebbe una faccenda assai complicata se l'uomo volesse o dovesse, prima d'ogni minimo procedimento vitale, richiamare alla memoria tutto ciò che gli serve immediatamente, in quell'attimo, per superarlo.

Il Poeta supera sia l’uno sia l’altro suggerimento dell’ es. perché è un dissacratore, perché precede il passato che il ricordo fa riaffiorare e la creazione di una lirica non è che la conclusione di un lavoro incessante cui la fantasia creativa è ricorsa per attingere al tesoro dell'esperienza ed è l'anticipazione delle possibilità future.

Questa mancanza di considerazione dell'importanza del passato è motivo di collega-re l’auto-osservazione con l'esposizione dell’opera finita per la documentazione. Chi non è pronto a procedere tanto da rimanere alla fine durevolmente in colloquio col proprio Io creativo, tenendolo sotto stretto controllo del Sé razionale, non apprenderà mai il significato del passato in tutta la sua profondità, sia per quanto riguarda i processi vitali, personali che per quelli altrui.

Per quanto gli antagonismi delle varie scuole psicanalitiche siano forti, in tutti regna unanime la richiesta che ciascuno dei loro discepoli debba percorrere un'«analisi di noviziato». A questo proposito Kroh fece il seguente rilievo: «Non basta, che il Poeta abbia la certezza d'aver riconosciuto le cause d’uno sviluppo errato; è ancor più necessario che accetti l'interpretazione del Sé razionale; ma ciò presuppone... una forza interiore non indifferente, altrimenti Alfieri non avrebbe vinto la sua battaglia e non avrebbe mai potuto affermare «Volli, sempre Volli, fortissimamente Volli». Il Poeta deve essere cosciente del valore della sua opera, e lo è soltanto quando ha vinto la sua battaglia contro l’Io e il Sé e tranquillizzato il suo subconscio che l’ambiguità artistica fa l’opera geniale, ma non tradisce l'insorgere dell’estro e seguirne il decorso, già all’apparire dei primi sintomi.

 
Anche un giorno qualunque
 

Di questi giorni, tutto l'affanno

nell'andare del traffico

si condensa,

stanco.

E l'ipnotico pulsare

d'ogni fine anno

i miei pensieri svuota d'entusiasmo.

Magnifiche strenne a brillantini

saltano nelle nostre mani

nel girotondo degli scambi.

a colpi di stretti ed ipocriti sorrisi.

Le feste in casa... il panettone,

i pacchi dono, le risatine di circostanza...

Intanto l'affamato mondo fa la rivoluzione

per un tozzo di pane... senza più decenza.

Si diceva che questo amato mondo

aveva un occhio solo...

Ora, su questo squarciato sfondo,

sembra che anche l'altro abbia preso il volo.

Siamo in pochi ad aver la pancia piena,

potremmo tutti ragionare. Ma nonostante questo

c'è sempre qualcuno che con l'aria serena

ci ammansisce in un modo... disonesto

E si va,

nelle strettoie dei finti complimenti

per sentirsi allineati e fieri.

So di ululare a perdere

e di restare impigliata

tra le maglie dei doveri.

ma in questo guazzabuglio di "presenti"

ci sono anche quelli più sinceri,

quelli che non hanno tempo e circostanza,

quelli che ti sgorgano da dentro.

e non c'è il clima della festa pilotata

che mi trasporta verso un'emozione vera

quella più sentita.

Ogni giorno può essere diverso

se le parole o i gesti sorridono di getto

per un vero amico

o per chi se ne sta solo

privato del calore di un abbraccio.