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Reno Bromuro

 
 
 
 
Anna Salvati
 
Anna Salvati con Augusto Giordano

CANTI D’AMORE

 

Anna Salvati è nata a: Bellegra (Roma) il  1° luglio 1948, cancerina come il sottoscritto, vive e lavora a Roma; è ultra osannata dai critici d’arte, ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale. Con il libro «Canti d’amore» edizione «Bottega d’Arte Penna d’Autore» si cimenta nella poesia; e che Poesia! I versi sono colori in alfabeto, immagini che si susseguono una dopo l’altra facendoci vedere panorami, forse qualche volta sognati; un esempio è la lirica che segue: “Il Gabbiano”. Un Gabbiano che non è quello di Cardarelli, più realistico e fotografico, o il mio, metafisico e simboleggiante.

 

IL GABBIANO

Fuori
ho messo la maschera
             anch'io
come tutti.
Dentro
un attimo d'Amore
palpita
       come
           un
            Gabbiano.

Quando Ti guardo
il mio viso
         s'accende
e
il Gabbiano
      all'improvviso
si tuffa
        nel cuore
per poi spiegare
               le ali
verso
     l' Infinito.

In questo modo Anna Salvati, offre al lettore una poesia che s’intreccia con la metamorfosi, e si estende sulle tele. Per tale motivo la sua voce è spiegata, come i menestrelli del tempo passato:

«abbraccia il cuore

e scalda il corpo

con la Luce

d’infinito»

la cui presenza fra i beni librari e quindi culturali di questa non sviscera lacrime d’alambicco ma sentimenti limpidamente espressi, proprio col trasporto dei menestrelli, senza escludere il grande tra tutti quelli del trecento, Dante Alighieri, che è già presente fra noi con questi canti che non sanno di malinconia, anzi…

 
 

«Sulla pelle

           ho l’ansia di vita»

           (…)

«Carezze mai avute

           da dimenticare»

               Altrove:

«Le tue rose

mi tengono compagnia.

 

Il profumo

Penetra

           in me

come te

           quando mi ami».

 
 

Versi che hanno la facoltà di rafforzare un complesso di legami, che hanno radici lontane,ma profonde; e sottolinea il significato dell’amore che nutre il Poeta insieme alle ore quando fissa l’immagine colorata sulla tela posta sul cavalletto; quando nell’alternarsi dei colori e l’intrecciarsi delle parole, che sono musica inventata dal pensiero, si ripassa mnemonicamente gli studi sui rapporti fra uomo e donna, che il pensiero rivaluta, creando nuove immagini; il sentimento che unisce lei e il suo uomo in abbandoni mirabili, costituendo, altresì, la base di una documentazione specializzata e preziosissima che farà di questo sentimento il perno privilegiato dei suoi giorni.

Ecco perché mi sento favorito nel parlare di versi che solennizzano un canto antico che solo per miracolo d’amore si eleva ai maggiori gradini poetici per i temi cari alla speculazione amorosa della Salvati, che sono ancora una volta, inno universale per tutti gli uomini; sentimento necessario alla società in cui viviamo che sembra aver dimenticato la cosa più bella e sacra dell’esistenza; l’amore, appunto.

Avevo già avuto modo di sottolineare il significato poetico e pittorico della Salvati, in altra sede; quando la sua poesia “graffiante” di denuncia sociale, annunciò all’uomo la spaccatura a cui andava incontro il paese innestato arbitrariamente su un fatto di coscienza; e senza nessuna radicalizzazione ma con la conferma e la valorizzazione della forza poetica che accendeva il suo amore verso l’umanità, senza preamboli intermedi. Un dilemma che avrebbe dovuto dissolversi in una prospettiva di superamento della controversia personale tra amore e società, arte e politica sociale.

I temi che oggi la letteratura discute, senza venirne a capo, e sono quelli centrali, che le varie scuole per scrivere poesia, che spuntano come i funghi specialmente nel web, tentano di creare sprigiona un grosso problema per i giovani che non sono ancora maturi per capire che “Poeta si nasce” e non c’è scuola che possa far diventare quello che non è, creando il caos al punto di non riuscire più a distinguere la poesia dalla non poesia. Anna Salvati riesce a far uscire la luce dal fumo, dalla metafisica trae astrazioni e immagini vive, perché verseggiando ragiona e, ragionando dipinge; mentre i suoi pensieri non passeggiano, ma volano; è qui il suo verseggiare che, spesso, è estro lirico – pittorico ti fa rincorrere le immagini per goderle interamente. Anche se tutte le sue immaginazioni, secondo l'opinione dei contemporanei, in questa raccolta «Canti d’Amore” di bellissime liriche musicali e moderne, si udissero tutte le voci dell'amore: le rapine dei cuori; il fuoco dell'amore segreto; l'amore di fedele amante; l’amore infruttuoso; l’amore mentito; l’amore disperato; le persuasive amorose. Anche le liriche degli innamorati si sciolgono di un amore che diventano inni di liberazione.

Anna Salvati, come abbiamo visto, umilmente, ci ha insegnato che bisogna guardare al di là delle formule e delle leggi per valutare il grado di libertà, di libertà effettiva, di un amore carnale o universale che sia, tanto più utile all’espansione del proselitismo religioso quanto più sottratto ai residui confessionali. Ecco il significato profondo cui ci propone perciò vogliamo sfuggire ad ogni sottinteso strumentale o machiavellico, pro o contro il cosiddetto amore puro e amore profano.

La causa della libertà nell’amore è più importante di tutte le formule che “scrivitori di versi” e “pseudi poeti” ci propongono senza pensare che la loro è solo zavorra che porta a fondo anche la vera poesia, o forse lo sanno perciò agiscono in questo modo?

La Poesia come la pittura è per l'uomo un modo essenziale e spontaneo d'esprimere le sue testimonianze, trasfigurate in Arte, diventano molto più antiche di quelle della scrittura. I primi esempi d’iscrizioni risalgono oltre il quarto millennio avanti Cristo, mentre in molte caverne preistoriche si sono trovati dipinti e graffiti (cioè incisioni nella pietra) databili a decine di secoli prima, come le raffigurazioni di animali delle grotte di Lascaux, nella Francia meridionale, o quelle di Altamira, nella Spagna settentrionale. Un tipo di graffiti, che secondo Schechner, un antropologo tedesco che ci ha spiegato in un suo saggio, ricco di notizie storiche, che gli artisti primitivi tracciavano il disegno con selci appuntite; poi lo coloravano usando succhi di piante, o minerali ridotti in polvere e mescolati con sangue e grasso d'animali facendo nascere la comunicazione tra gli uomini di tribù diverse, attraverso il teatro. Dal Teatro sono nate la Poesia e La pittura per prima, la cui tinta era spalmata direttamente con le dita; poi usarono delle asticelle appiattite all'estremità, le spugne fatte di muschi e infine i primi pennelli fatti a ciuffi di pelo d'animale fissati a bastoncini di legno. Nascevano così immagini di dei guerrieri e sovrani che costituivano non solo testimonianze d'arte, ma documenti di vita vissuta.

I momenti poetici di Anna Salvati sono anche momenti pittorici che preferisce dipingere con le parole.

Leggendo «Canti d’Amore» le opere dipinte sono più difficili da conservare, si ha la sensazione di trovarsi in quegli ambienti di cui sopra, giunti fino a noi, come le tombe degli Egizi o le grotte dei cavernicoli, ostruite per secoli. E’ poesia che ci fa rivivere le medesime sensazioni e condizioni ambientali di certe pitture etrusche.

L'encausto usato dai Greci e dai Romani che si effettuava applicando a caldo i colori, mescolati sul fuoco con cera, resine e talvolta olio; è usato dalla Salvati per dare risalto alle parole che sono colore alfabetico per avvincerci alla lettura di versi sempre più nitidi di un amore cui oggi abbiamo tanto bisogno.

 
 

«Ogni tanto

fermati.

Solleva lo sguardo

Davanti a Te

la Vita

risplende d’ Amore»

 
 

Nell’opera «Canti d’Amore» si rispecchia una forza caratteristica della filologia italiana. Il nostro Poeta crede in quello che fa, anche quando il manoscritto diventando libro sembra ridurre il sentimento che vi ha profuso nel vergare i versi, e non riflette che, ogni qualvolta si scopre un nuovo lettore si rilegge quanto si è scritto e si correggono errori sino allora non sospettati.

Lei preferisce una spiegazione e sorride dei commenti che sono fatti al libro. Chi interpreta tutto, da adito al sospetto di non capire niente, o almeno di non aver senso di lingua e di stile.

 
 

«Oltre la Mente

E il Cuore

c’è

Luce

Amore:

l’Essere»

 
 

Questa stessa attenzione per il testo, che non significa solo affinamento del senso d'arte, anche quando si tenta di coonestare l'enunciazione di verità generali sull'arte, troppo pacifiche perché sia meritorio ripeterle. In questo caso si ha come la sensazione di aver portato come conseguenza la Poesia alla Pittura, andando da un'attività all’altra, concentrate in una sola corrente artistica.

Anna dipingendo si è ripetuta mentalmente l'elegia d'amore di Tibullo, Properzio, Catullo nonostante la finzione letteraria della Poesia.

Donna di vivi sentimenti e di grande sincerità, Anna Salvati ha una larga cerchia di amici e di nemici. Non è facile cantare l’Amore in un periodo come il nostro; ecco perché ha contro tutti coloro che non credono in questo sentimento oppure lo hanno trasformato nel sinonimo “sesso”, eppure Anna è una donna di grande fascino.

 
 
Roma 8 luglio 2006