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Reno Bromuro

 
 
Cardinale di Ivrea: AGOSTINO RICHELMY
 
 
 
 

 

Agostino Richelmy è nato a Torino il 29 novembre 1850, morto il 10 agosto 1923, nella stessa città natale; fu nominato Cardinale da Papa Leone XIII. Ha lavorato come professore nelle scuole secondarie. Dopo una lunga esperienza di traduttore, soprattutto di classici, ha esordito come poeta in proprio nel 1965 con la raccolta di poesie “L'arrotino appassionato”. Nel 1986 ha pubblicato “La lettrice di Isasca”. Il suo sguardo di poeta è rivolto piuttosto alla grande poesia del passato che non a quella del presente. Tra i contemporanei è attratto da Saba, ma anche dalla ruvidezza epigrammatica di Rebora. Di conseguenza Richelmy coltiva una lirica dotta, letteratissima, ricca di reminiscenze illustri, aliena da qualsiasi sperimen-talismo o stravaganza.

 
 
 
 
 

Sulle Alpi Graie

 

 

Abissi che fermiamo con i diedri

e l'ascisse del nostro corpo giovane

senza fatica o peso

senza i piaceri logori.

 

A forme solo d'anima o d'idee,

specchio duro alle nuvole volubili,

s'alzò quassù la terra in ghiacci e in pietre

d'orlo voraginoso

sopra l'immerse valli

- fumo di tetti, di coltivi e sterchi -

o all'irrequietezza delle stelle.

 

Certo in altr'agile assunzione, più

che negli affetti d'un uomo soltanto

ai brevi dì, tra molti anni reclini,

ardimentoso tanto

da ruticare in su, prima di scendere

sotto pietra finale.