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Reno Bromuro

 
 
LETTERA ALLA DONNA DELL’8 MARZO
 
 
 

Mio caro, caro, e forte amore mio

uno stormo d’uccelli passando

m’ha portato il dirotto tuo pianto                               

 

La gran festa non potrai cantare

ché donne afgane e pakistane                              

muoiono come le ragazze dell’otto

uccise da un uomo di paglia che

non capiva né capì femminile cuore.

 

Il tuo pianto, m’han detto gli uccelli,

è anche per la primavera bruciata

che toglie l’ardore d’amare

che annichilisce ogni spirito

anelante libertà per te, per me.

 

Donna non piangere,

canta il desiderio

               di libertà,

                       d’amore,

                             di fratellanza.

 

Ascolta donna mia:

volgiti verso l’arcobaleno e grida

con tutto il fiato che ti rimane

Pace, per tutti

Pace e amore

per gli uomini di buona volontà

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Reno Bromuro 8 marzo 2009