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Luciano Somma scrive per Reno Bromuro |
| I TRE MOSCHETTIERI… |
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Nell’ormai lontano inizio degli anni 70 il Giovedì a Napoli, alle spalle di Piazza Cavour, si svolgevano incontri letterari nel CENACOLO SPADARO di Nicola Gaetano Spadaro. Naturalmente oltre ai poeti convenivano anche appassionati di poesia e letteratura in generale. Si trascorreva qualche ora all’insegna dell’Arte e della cultura. Tra i frequentatori firme che poi sono diventate storicizzate come quelle di SALVATORE CERINO, del quale oggi in Piazza del Leone a Mergellina vi è una targa marmorea che lo ricorda, che fece da prefatore al mio libro di poesie napoletane DIMANE nel 1977, GIUSEPPE CANGIANO curatore dell’Antologia POETICA NAPOLETANA DEL NOVECENTO (dalla quale sono tratte alcune poesie e poeti nella rubrica ALL’OMBRA DEL VESUVIO) il Prof. TOBIA D’ONOFRIO, e poi pittori, giornalisti, scrittori. Fu in uno di quegli incontri che conobbi RENO BROMURO che da Roma aveva fatto una “capatina per declamare alcune sue poesie e fu in quella occasione che si cementò un’amicizia per nulla corrosa dal tempo se ancor oggi, a distanza di tantissimi anni, siamo ancora in corrispondenza e tramite internet ci scambiamo le nostre novità. In quel periodo frequentava il cenacolo anche Tommaso Cirillo (spero di ricordare bene il cognome) uno studente in teologia, che scriveva bei versi, il quale entrò nelle nostre simpatie e coniammo quello che doveva essere un sodalizio dal titolo I TRE MOSCHETTIERI (Bromuro - Cirillo - Somma) Poi la distanza di Reno, che risiedeva a Roma, che incontrai successivamente solo in qualche occasione, l’allontanamento di Tommaso (che sembra poi diventò prete) la chiusura del Cenacolo alcuni anni dopo per la morte di Spadaro interruppero quella intenzione di voler difendere a spada tratta i nostri versi. Comunque non ci perdemmo di vista scambiandoci reciprocamente alcune nostre pubblicazioni fino però a seguire per un certo periodo il silenzio. Passò intanto molto tempo, ma alcuni anni fa mi capitò di leggere, navigando su internet, il nome di RENO BROMURO in un elenco poetico, dove figuravo anch’io, con la sua e-mail. Naturalmente gli scrissi immediatamente e riprendemmo quei rapporti epistolari interrotti, ed ancora oggi ci teniamo in contatto militando entrambi negli stessi siti di letteratura di grande spessore. Ricordo che lui mi ha inserito in una sua commedia nella quale uno dei protagonisti fa il mio nome e cognome. La poetica di Reno Bromuro è una delle più pregnanti e significative degli anni che vanno dalla metà del novecento ad oggi, come del resto la sua opera omnia e la sua fervida attività letteraria e teatrale sono ormai universalmente riconosciute ed apprezzate. Mi è sembrato doveroso ricordare in questo breve articolo la nostra amicizia e la nostra reciproca stima. Luciano Somma |
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