Partecipiamo.it

 
 

Reno Bromuro

 
Daniela Costantini
 
 
 
 
 

disegni metrici – ritmo musicale

e valore della famiglia

Daniela Costantini, vive a Roma, dove è nata. Divide il suo tempo, tra ufficio, casa, famiglia, le sue passioni: il nipotino Nicola, il lavoro a maglia, all'uncinetto, preparare dolci, la pittura il disegno, la lettura, l'informatica, la musica, specialmente quella del fantastico australiano Tony O'Connor.

Regina assoluta della sua vita è la poesia. Trascorre molte ore a leggere Prévèrt, Neruda, Gibran, De Mello e altri, compreso qualche contemporaneo che ha inserito, affettuosamente, perché le piacciono le poesie nel suo sito <http://www.nostalgiaetenerezza.it/>

Ha iniziato a scrivere poesie per dare un'espressione all’anima, per imprimere i sentimenti che le vivono dentro e che hanno urgenza di arieggiare sulla carta perché il lettore vi possa trovare uno spiraglio di nostalgia, tanta tenerezza e ritrovare il valore della famiglia.

Daniela Costantini, nel suo mondo poetico raggruppa poesie che, in apparenza, sono «Intimiste», perché analizza i significativi mutamenti della testimonianza della vita affettiva, considerati nel passaggio dal mondo antico, attraverso le teorie del diritto dell’amore universale e naturale, degli affetti tra uomo e uomo, tra uomo e famiglia, ormai sorpassati. Ella con sentimento mette a fuoco le differenze, attribuite all'atto del «provare un fatto» dinanzi a questa società che oggi popola il mondo, connesse alla frattura introdotta dalla Rivelazione poetica. Le violenze inquisitorie, che solo oggi possono apparire tali, sono legate ad una visione della natura umana fondata sul postulato personalistico dell'immortalità dell’anima, come afferma Santo Agostino, oppure sul dualismo delle sostanze, anima e corpo, come sottolinea Cartesio. Parafrasando l'adagio delle «Meditazioni della natura offesa» s’indirizza alla comprensione del senso attuale di quegli eventi, coglibili, in prospettiva, dallo sguardo critico sia dello storico, sia dall’intuizione del Poeta dell'età moderna.

GUARDIANI D’AMORE

«In una interminabile notte densa di dolore

varcai la soglia del sogno

e ti vidi camminare lentamente

tra due uomini vestiti di bianco.

Tutto era immerso

in un grande candore di luce abbagliante

ed il tuo sguardo assorto

mi rendeva spettatrice confusa e attenta,

sospesa ai confini di una visione.

Non ti chiamai…

Non avresti potuto rispondermi

dalla soglia dell’ignoto

dove sogni e realtà si fondono.

Il tuo cammino nella luce

conquistava il mio essere

e mi invitava al silenzio

dove la visione della tua speranza

arrivò dritto al mio cuore

donandomi un lieve sorriso.

Due Guardiani d’Amore…

due Angeli accanto a te:

Le tue sentinelle vestite di bianco

ti accompagnavano

lungo una via di salvezza.

Un brivido forte e sentii

la mia anima abbracciata alla tua.

Al risveglio sulle mie labbra

aleggiava un sorriso

e provai una nuova dolcezza.

Nei tuoi occhi la vastità del mare,

la lunga distesa

della sua placida armonia

sospesa tra due mondi azzurri

che si sfiorano …

Una linea sottile dove il sole

si tuffa nell’acqua

spandendo iridescenti colori…»

Il marito è morto da poco, il Poeta sente che la vita dedicatagli interamente porta alla memoria l’intuizione e una delle funzioni meno riconosciute e meno apprezzate, perciò poco sviluppata, oppure repressa, con un meccanismo simile a quello degli impulsi nell'inconscio.

«Due Guardiani d’Amore…

due Angeli accanto a te:

Le tue sentinelle vestite di bianco

ti accompagnavano

lungo una via di salvezza.

Un brivido forte e sentii

la mia anima abbracciata alla tua».

Bella l’immagine dei due Guardiani d’amore che s’impossessano dell’inconscio, convinto della salvezza finale; perciò avverte un lungo brivido forte che avvolge le due anime, come ieri la realtà avvinghiava i due corpi.

Daniela Costantini non pensa di reprimere l'intuizione perché essa è produzione del mancato riconoscimento, dell’uomo contemporaneo, della svalutazione, della ignoranza e della mancanza del suo rapporto con le altre funzioni psicologiche.

Parlando di questo Poeta donna in altra sede ebbi a ricordare che le sue sensazioni ed emozioni, si verificano sia come stimoli, sia come calmanti, armonizzandoli. La vita psicologica ha i suoi ritmi complessi d'euforia e di depressione, di dolore e di gioia, di fervore e di stanchezza, di forza e di debolezza, ecc…

Queste condizioni sono molto sensibili all'influsso dei ritmi musicali; proprio come certe attività dei ritmi del corpo, che sono le sue emozioni e la musica che si fondono. Questo avviene nella vera Poesia, che può essere musica vivente espressa con l'intero essere del poeta. Ad esempio, più rapido è il ritmo, maggiore è la tensione che produce. Un’interessante analisi degli effetti psicologici prodotti dai vari disegni metrici può essere trovata nel capitolo di Howard Hanson su Emozionai Expression.

ASCOLTAMI…

«Ti piango con tenerezza,

sei in me con tutti i nostri ricordi,

ti mando un sorriso

quando ripenso al tuo.

Volo da te come piuma

colorata d’arcobaleno

e tu accogli il mio amore,

mi asciughi le lacrime,

ascolti i miei sussurri.

Uno scambio d’amore

oltre la vita

protetto dall’amore di Dio,

dagli Angeli che sorridono

alle nostre anime innamorate.

Il nostro indissolubile amore

cinge profondamente il cuore».

Ogni verso, mentre produce tipicamente una specifica frequenza vibratoria, a sua volta produce anche determinati effetti fisici e psicologici. Come è noto la musicalità di un verso ha un grande potere sia sullo spirito sia sul comportamento tra il Poeta e il lettore; per mezzo del ritmo si possono immaginare sinfonie la cui armonia dona allo spirito la pace desiderata, la calma auspicata e la forza di rilassarsi dopo lo «svuotamento» dell’anima ansiosa di donare, come una clessidra la cui sabbia sembra formare figure geometriche. Il Poeta sa che le figure sono frutto della sua immaginazione eppure le vede le fa sue si compenetra in esse per trascrivere sulla pagina le proprie sensazioni in modo che il lettore ne rimanga incantato.

Quanto più potente è l'emozione provata, tanto più sensibile e vibrante è la sostanza viva dei versi sul nostro corpo. Ogni verso ha una sua particolare musicalità, che non può essere espressa con le parole; perché le parole produrrebbero singolari effetti psicologici, cui non sarà possibile attribuire una specifica qualità emotiva a ciascun verso.

SOTTO L’ARCOBALENO

«E’ un mattino dipinto d’arcobaleno

mille emozioni m’increspano l’anima.

Le strade ancora bagnate di pioggia

riflettono le mille sfumature del cielo;

mille colori,

mille pensieri,

mille emozioni fatte di te.

Mille baci poserò sulle tue labbra

tra poco…

quando ti incontrerò…»

La combinazione più importante è un’attività mentale regolata, che fa di tale connubio, spesso tempestoso, calma di un totale abbandono spirituale perché,

finalmente può annullarsi in quell’amore che le da vita e speranza, ansia e tremore ma anche gioia infinita. Queste funzioni costituiscono una preziosa e necessaria attività dell'intelletto senza che esso tenti di svolgerne altre che esulano dalla sua competenza. C’è tra le due componenti uno scambio non soltanto di emozioni ma anche di sensazioni, immagini e impulsi, che influiscono fortemente sulla costruzione musicale di una lirica; per cui mentre il ritmo metrico è prodotto da una successione di suoni, l'armonia è prodotta dalla sovrapposizione di vari versi che fondono contenuto e forma,per avere,attraverso le assonanze,gli accordi desiderati.

Attraverso la musicalità delle assonanze fuoriesce prepotente l’amore per la famiglia, l’unità tanto rimpianta e l’unità auspicata, perché nella famiglia Ella vede e sente il punto focale, o il fulcro se preferite, della pace e della serenità. Quella Pace e serenità che auspica a:

LA MADRE DEL SOLDATO

«Nei suoi occhi culle di lacrime

Nel cuore uno scrigno di ricordi

Nell’anima brandelli di tenerezza

Nei passi lo sforzo per segnare il passo

ed onorare il figlio adorato

Nelle mani stringe il domani sognato...

quello che non le apparterrà più...

La madre ha perso

la continuazione di sé»

La continuazione di sé, una parte della vita sognata e l’aumentare del numero dei componenti la famiglia. La diversità di natura e di struttura dei vari versi e ritmi musicali, incluse le parole che danno significato umano alla composizione e il ritmo con una particolare qualità,che difficilmente può essere definita,ma che è facilmente riconoscibile, proprio perché suscita specifiche reazioni emotive.

«Lasciatemi urlare il mio dolore qui,

adesso, ora…

in questo istante lungo il tempo di un respiro.

I miei desideri… ormai sogni irraggiungibili

come rami d’albero protesi verso il cielo…

Ho trovato la forza di urlare questi versi

che non sanno di poesia…

e l’ho fatto qui, adesso, ora…

per donargli la libertà…

per la mia non ascoltata preghiera

perché ti guardo ricordando com’eri…»

Ma proprio in questo momento in Italia sono tre le correnti di critica letteraria in auge; ed è significativo che se ne siano occupati in un paio di memorie occasionali, brevi e senza pretese, ma penetranti. Un fatto isolato che riguarda la famiglia nella letteratura ma solo per trovare nella critica letteraria il punto focale del significato di poesia,oppure divulgare tracce,di una poetica indipendente con una introduzione, nelle quali si tenta un'interpretazione storica, perché avvicina l'antico alle teorie moderne. Ho sospetto che ciò pur senza assumere garanzie meriti in ogni modo uno studio profondo.

La Costantini, ora che ha un nipotino di pochi mesi (un gigante), canta con più serenità ed anche il ricordo del marito, pur producendosi sempre più forte facendola sentire sempre più sola, è più dolce, somiglia al nipotino. E come un bambino guarda in giro, ascolta, palpa, si agita, tira verso di sé oggetti o li allontana; poi, finalmente, ride oppure piange. È questa tutta la sua vita. Ella si riduce alla pura sensazione, e due gesti ne scandiscono il ritmo: compenetrarsi nel dolore e ricercare il piacere. Col tempo, si sveglia un barlume di ragione. Dalle sensazioni affiora il pensiero; inizialmente gracile, pallido e fuggevole, a poco a

poco si fa più consistente, riesce a cogliere i rapporti più delicati, a confrontarli gli uni con gli altri, a combinarli per avere l’univocità del canto che diventa contenuto e forma nel ritmo reale delle sue intenzioni. Allora la fantasia annoda i fili, fino al momento in cui s’illumina l’Io creativo e le dà il colore nuovo, che fissa la sua attenzione, grave e riflessiva sullo sfaldamento della famiglia sempre più popolare e plebiscitario. Nell'intimo suo avverte il mormorio dell’anima che sussurra una parola che insiste, e non può non ascoltare: «fai questo, dice la voce misteriosa, scrivi, ed evita quello che non ti è piacevole». È la voce della coscienza.

«Canta per tutti, a tutti sorride

quando s’aprono le finestre al suo passaggio.

La sua voce intona ballate di memorie antiche

e per tutto il giorno s’avvolge nel suo canto.

Al mattino anche la rugiada che sui campi si posa

ricorda quel canto

e l’erba si muove dolcemente al suono della melodia

che non conosce né ricorda il tempo». (Il cantastorie)

Naturalmente, la necessità di un ritorno al classicismo e al rigore di obbedienza al "Pater Familias" acquista nella Costantini un valore per l'opera dello scrittore maturo; anche nell'ambito delle sue scritture giovanili. Sul piano delle emozioni svolge un ruolo importante l'«immani-nazione», che, secondo Robert L. Basmann, «dovrebbe essere libera di costruire ipotesi esplicative in qualsiasi forma, con le sole limitazioni necessarie ad assicurare la verificabilità intersoggettiva e la rilevanza economica. Un corollario più o meno evidente è che la formulazione dell'ipotesi dev'essere libera da quei tabù artificiali che appaiono sotto forma di prescrizioni o leggi metodologiche e impediscono la discussione razionale (non importa se questo è l'effetto voluto o meno). La maggior parte delle prescrizioni metodologiche nelle scienze sociali è destinata a sostituire tentativi di confutare ipotesi mediante verifiche predittive».

Bibliografia «Nostalgia» Kimerik Edizioni

Roma 17 luglio 2006

 
 
 
 
Roma 9 agosto 2006