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Reno Bromuro

 
 
Dove vai, Poesia?
 
 
 
 

Il sottoscritto, non è una novità, è dal 1973 che attraverso le Conferenze «Il Racket dell'Arte e il valore umano della Poesia», e con la pubblicazione della stessa, va cercando artisti giovani o comunque nuovi al grosso pubblico, per valorizzarli nel giusto merito, per combattere: «Il Racket dell’Arte».

C'eravamo riusciti: buttando le fondamenta nel 1976 e consolidandole nel 1986, ma nessun quotidiano s'interessò di quanto avveniva al Centro Letterario del Lazio,in Via Merulana 88 a Roma. In queste due occasioni, specialmente nella seconda, lamentammo anche la mancanza della scuola e l'assenza abituale della stampa ufficiale alle riunioni in cui si parla di cultura, ma se si tratta di conferenze stampa sul calcio le presenze non si contano.

Dicevo: lamentavamo anche l'assenza della scuola, sì, della scuola! Dove i ragazzi di terza media confondono il participio passato di bandire con il sostantivo. Inoltre non conoscono un verso a memoria e se per caso si fa il nome di un poeta rispondono: chi è? E qualche maleducato, più degli altri, risponde col sorriso ebete: E' roba che si mangia?

Che Internet, oggi la faccia da padrone è una verità inconfutabile, però non c'è quella selezione cui la Poesia e la cultura oggi avrebbero bisogno. Il Club degli Autori pur facendo un'opera buona non è per niente selettivo, dovrebbe selezionare meglio gli autori, ancor più di come sta facendo, forse più selettiva è la rivista "Punto di Vista – Literary-" Libreria Padovana Editrice.

L'esaltazione e la compagnia, che esprime uno scambio d’opinioni che rimane, però, sempre personalissima e quindi amicali, scatta attraverso le Mailing-list, dove qualche don Rodrigo della situazione, concede o no il permesso di rimanere nella comunità, che un gentiluomo, tiene in piedi con forti sacrifici, suffragati dall’amore verso l’arte.

C’è un signor X, «malato cronico di protagonismo», che ha l’intelligenza offuscata proprio dal protagonismo ad ogni costo e pretende, quando è messo alle strette e per la sua ignoranza non sa come cavarsela, aiuto da qualcuno e se questi, creduto da lui amico ignorante più di sé, lo minaccia, non civilmente ma da triviale, com’è abituato, scrive:

«essere immondo, pubblica anche questo messaggio privato su… (ometto il nome della Mailing-list per correttezza) e mostra a tutti la tua volontà di sporcare anche… Sei un ipocrita analfabeta, ed ingrato, e la miscela è esplosiva. Dopo quello che ho detto per te su…»

Questa sequela di improperi solo perché, l’Artista in questione, e parlo di vero artista sia della penna sia del pennello, non ha voluto… ve lo dico con parole sue:

«In base alla mentalità del signor X, avrei dovuto odiare te, Y, Z e chissà quante altre persone. Tutto questo perché non l'ho difeso quando a suo tempo avete avuto da discutere riguardo le "tecniche" sulla poesia. Non mi sentivo di intervenire perché non avevo seguito dall’inizio e anche perché vinto dalla mia ignoranza in materia. Le poche cose che scrivo non sono dettate da grande istruzioni. Sono parole semplici, elementari… Stammi bene, un caro saluto, Alfa».

Signora Poesia, ti chiedo perdono anche a nome di coloro che pur amandoti, soccombono la prepotenza don rodrighiana.

Ma perché questo signor X non va a smaltire la sia ipocondriaca gelosia, in un posto dove può vivere a suo agio, senza maltrattare né chi esprime il proprio sentire crocianamente, né chi vuole conversare, perché sente la necessità di parlare. Si va dal confessore per scaricare quanto si ha dentro, in America spendono miliardi da uno psicologo o psichiatra! Si ha la fortuna di avere a disposizione un mailing-list che permette di sfogarsi come meglio si vuole, perché un signor X qualsiasi, si permette di disturbare la serenità di una comunità?

Questo perché il signor X, non ha capito che, come osserva Emanuele Kant: «Il Genio non crea secondo leggi, ma con leggi» perché la poesia nasce da un bisogno interiore, per esprimere un mondo interiore denso di emozioni e che urge verso la sua forma espressiva,

passionale o idillica, drammatica o elegiaca, dionisiaca od apollinea, scaturisce sempre da una spiritualità poetica, intensa ed emotiva; ha origine da un’intima fusione di elementi affettivi, logici e fantastici che divengono anima e forma di quegli elementi empirici di cui l’artista si serve per la sua creazione.

La Poesia comprende il più vasto irraggiamento possibile: il vasto regno dell’ideale e del sogno che si estende oltre il mondo della realtà, oltre la sfera dell’azione; e non può risolversi in puri concetti etici perché non ha bisogno di uscire da se stessa. Non è l’Aurora della conoscenza che precede il meriggio; la conoscenza artistica non consiste nelle percezioni di Leibniz.

"Il Poeta – afferma De Sanctis – deve essere immediato e sintetico come il popolo". L’opera d’arte è una struttura viva, perché vibrante della sensibilità dell’artista. La poesia, non finge le condizioni dell’Assoluto, ma le cerca trasfigurando il sensibile. Il Poeta sente condensarsi nella sua anima la cosmicità per cui il particolare che egli rappresenta ha caratteri universali, pur essendo dettagliatamente definito e precisato. Il Poeta apre gli occhi dentro e fuori di sé; quando il suo sguardo diviene oltremodo visivo, quando il suo udito si fa ultrasensibile tutto si anima intorno a lui.

Il Genio è tale quando precorre i tempi! Ricordiamoci che Gian Battista Vico afferma che, la fantasia parla al Poeta quando l’animo è turbato e commosso e poiché la maggior commozione dell’anima si ha allorché questa è colpita dal dolore, evidentemente è appunto il dolore la più grande sorgente della Poesia.

Se aggiungiamo che c’è il signor X che si ammala di ipocondria per la morbosa gelosia verso chi ha genialità da vendere, e prende il vero artista e l’offende e lo malmena con improperi che non pronuncerebbe nemmeno «pincopallino» l’Artista con la A maiuscola è un uomo sensibilissimo e amabile; lo dimostra il fatto che ha preferito cancellarsi da quel mailin-list pur di non mettersi allo stesso livello del signor X.

A mio avviso dobbiamo fare in modo che la porta della sincerità e dell’educazione si apra se vogliamo il bene dell’arte, in questo modo gli internetiani acquisterebbero la sicurezza di non spendere soldi dal psichiatra.

Difendi la Poesia che tra tutte le arti è la più pura ed essendo tale ne esce sempre con le ossa rotte; ignora i signori X, relegandoli nel proprio angolo a rovinarsi anche il fegato oltre la milza già andata. Il cambiamento non sarà subitaneo, perché, se è vero ciò che afferma Giambattista Vico che «è il dolore la più grande sorgente di poesia», dobbiamo necessariamente supporre che il Vate è l'essere più infelice della terra e non va preso in giro, o ingiuriato, o deriso proprio perché è colui che si fa capro espiatorio di tutti i mali della terra.