Partecipiamo.it

 
 

Reno Bromuro

 
 
 
Amico, perché vieni nel sonno?
 
 
 

Amico, perché vieni nel sonno e

mi guardi in silenzio con espressione neutra?

 

Non capisco cosa mi voglia dire

ma lo intuisco per il tuo pensiero:

devo portare a termine il lavoro?

 

Ma c’è l’amore che come pasta lievitata

trabocca e corre veloce verso

l’Uomo perché anch’egli lo rafforzi;

c’è la persona ch’è sola e piange,

sulle proprie sventure, senza freno;

c’è il bambino che vorrebbe il padre

che una toga nera, uomo vestito a lutto

da sempre e senza morte, che gli nega

l’infanzia e rafforza, per sua volontà

l’arroganza di certe donne che

mamma non sono e non saranno mai.

 

Ho capito, amico mio, il tuo silenzio!

 

Non parli ma sento il grido spietato contro

i grafomani che provincializzano la cultura,

questo è il tuo dolore contro il mio silenzio.

 

Io non taccio, è la sorte che mi chiude la bocca

ha bloccato la penna intinta nella verità sentita

rivoluzionato la tastiera che non risponde al richiamo

della mia volontà; ed io, amico mio, non ho più forze.