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Reno Bromuro |
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| Amico, perché vieni nel sonno? | |
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Amico, perché vieni nel sonno e mi guardi in silenzio con espressione neutra?
Non capisco cosa mi voglia dire ma lo intuisco per il tuo pensiero: devo portare a termine il lavoro?
Ma c’è l’amore che come pasta lievitata trabocca e corre veloce verso l’Uomo perché anch’egli lo rafforzi; c’è la persona ch’è sola e piange, sulle proprie sventure, senza freno; c’è il bambino che vorrebbe il padre che una toga nera, uomo vestito a lutto da sempre e senza morte, che gli nega l’infanzia e rafforza, per sua volontà l’arroganza di certe donne che mamma non sono e non saranno mai.
Ho capito, amico mio, il tuo silenzio!
Non parli ma sento il grido spietato contro i grafomani che provincializzano la cultura, questo è il tuo dolore contro il mio silenzio.
Io non taccio, è la sorte che mi chiude la bocca ha bloccato la penna intinta nella verità sentita rivoluzionato la tastiera che non risponde al richiamo della mia volontà; ed io, amico mio, non ho più forze. |
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