A Mino.

Notti sospese
sul filo
di strani sentimenti
giocavano,
nell'afa della cittā,
tra raggi lunari
e note infinite.
Battiti
correvano irruenti
dentro
al di fuori di noi,
annebbiati
dalle volute di fumo
della tua sigaretta.
Silenzio denso
di sensualitā
permeava
il tuo salotto
senza tempo.
Ci guardavamo
muti,
increduli
per un assurdo amore
mai sbocciato,
cresciuto solo
nelle sue radici.
Io
giovane e libera
tu
troppo vecchio,
impastoiato
nel passato,
nelle delusioni
in amarezze
che volevi
annegare
nella mia irruenza
di sentimenti.
Mi riportano,
a quelle sere,
una penna
un foglio bianco.
Il tuo profilo.
emerge
dalla penombra
e da un tempo
a cui ancora
non appartengo.
Il tuo gioco
si č compiuto.
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