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Umberta Ortelli |
| " La Mantide " |
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| Mantide-dipinto di Cecilia Arguello Sanson |
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Penombra che ondeggia fra un ambiguo disordine.
Pulviscolo filtrato da un guizzo di luce indiscreto aleggia su un'opulenta alcova.
Braccia distese, mani contratte stringono la violenza dei sensi. Sei tornato ancora, spinto da infedele desiderio, alla tua Mantide per dissetare la tua lussuria al suo avido languore.
La voce č rauca, č delirio senza respiro.
Gioco di specchi, fra bagliori policromi, riflette il chiarore di pelle lucida. Luci e ombre si rincorrono appesantite da fumosa sensualitā. Lo strano odore dell'irrequieta passione impregna la stanza.
Da Mantide ti farā morire. Tu, Araba Fenice, risorgerai per offrirti ancora alle sue labbra ormai distante dalla mesta solitudine della tua donna. |
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