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Umberta Ortelli
Il nostro giardino incantato
quante volte l’ho sognato.
Rincorrerci noi due
tenendoci per mano,
tu vestito da marinaretto
io azzurro confetto.
Gli allegri giochi,
di fantasie e balocchi,
facevano sorridere
i nostri occhi.
La tua lucida frangetta
ondeggiava nella corsa,
sul mio naso ricadeva
il fiocco rosa.
Dal tuo violino
per me usciva
una dolce melodia.
Seduta dirimpetto
ti osservavo
ripiegato sull’archetto,
senza andar via.
Palpitava
il mio cuoricino,
sommessa sussurravo
arrossendo nel visino,
fra una nota in " fa "
ed un accordo in " là " :
" Come vorrei fossi tu,
un giorno,
il mio caro Papà! "
Se fossimo stati
insieme
nel celeste limbo,
prima di venir quaggiù,
io bimba,
tu bimbo.