Umberta Ortelli 
 
" AGONIA DI UN'AQUILA"
 
Si sveglia l'aurora.
 
 Timidi raggi di sole
stentano a filtrare
la cupa atmosfera
densa di umano dolore.
 
Tolgono, al buio della notte,
l'apparire di un'Aquila
dalle grandi ali spezzate.
Giace agonizzante,
con flebili palpiti di vita,
distesa
su scene di rovine,lutti,
angoscia,paura.
Si aprono voragini,
 cupe bocche spalancate.
Hanno inghottito avide
piccoli uomini inermi,
frantumato vestigia
 sottratte 
al logorio dei secoli. 
 
Sguardi attoniti
si incrociano
per cercar conforto,
in un'alba
 che par vorrebbe ritrarsi.
 
Il giorno  nasce
su una primavera
senza pił germogli,
 senza un sorriso
di bimbo.
 
La terra ha tradito
il suo popolo.
Si riaprirą
per nascondere,
nelle sue colpevoli,
ingrate viscere ,
 bare in lunghe file
allineate. 
 
L'Aquila chiude gli umidi occhi,
sogna di tornare alta nel cielo
con grandi e sane ali.
 
 Angeli volano silenziosi.
Pietosi guidan per mano
anime confuse che vagano
 in uno spazio
dove tempo
non consuma
 tempo.
 
Umberta Ortelli