" AGONIA
DI UN'AQUILA"
Si
sveglia
l'aurora.
Timidi
raggi di sole
stentano
a filtrare
la cupa
atmosfera
densa di
umano dolore.
Tolgono,
al buio della
notte,
l'apparire
di un'Aquila
dalle grandi
ali
spezzate.
Giace
agonizzante,
con
flebili
palpiti di
vita,
distesa
su scene
di rovine,lutti,
angoscia,paura.
Si aprono
voragini,
cupe bocche
spalancate.
Hanno
inghottito
avide
piccoli
uomini
inermi,
frantumato
vestigia
sottratte
al logorio
dei secoli.
Sguardi
attoniti
si
incrociano
per
cercar conforto,
in
un'alba
che par
vorrebbe
ritrarsi.
Il
giorno nasce
su
una primavera
senza
pił germogli,
senza
un sorriso
di
bimbo.
La terra
ha tradito
il suo
popolo.
Si
riaprirą
per
nascondere,
nelle
sue colpevoli,
ingrate
viscere ,
bare in
lunghe file
allineate.
L'Aquila
chiude gli umidi
occhi,
sogna di
tornare alta nel
cielo
con
grandi e sane
ali.
Angeli
volano
silenziosi.
Pietosi
guidan per
mano
anime confuse
che vagano
in
uno spazio
dove
tempo
non
consuma
tempo.
Umberta
Ortelli