| Nunzio Buono |
| Un muto d’occhi |
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Sono parole che si inseguono negli spazi da riempire, mani sui tasti di una musica
che allieta il tempo, quando il tempo è pagina che volge per un lievitare di seme nuovo
sillaba che al verbo si conviene per maturare al grembo, goccia al vuoto che va a morire negli occhi della polvere, che all’alito nasconde il passo;
scrive il mio pensiero delle sere e nei solai dei giochi s’anima di nervi ai miei silenzi
parole distillate d’eco che al ciclo della neve tornano da un binario senza viaggio
come, il fluttuare di sguardi volti al cielo dietro l’illusione senza ali
e il vento soffia al ramo le stagioni, ancora alla mia mano che ritrova inchiostro,
che allo sfinire del vento lascia voce un muto d’occhi
- assolo - che si leggerà domani.
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