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È divergenza il dire
negli equilibri inetti di pagine tornate
bianche
come quelle rose
del bianco tuo giardino
che veste nuda pioggia e spine.
Strade che s'incontrano
nelle tormentate voglie di viaggi in fuga
verso quel silenzio d'occhi oltre il fiato,
dove si respirava aneliti infiniti
fino al vetro del mattino.
La notte
appena sopra il nostro sguardo
è già lontana
e specchia il lago, con la voce del tuo cielo.
Piove nel segreto
e sulle mani di stagioni andate
e i giochi abbandonati lungo i viali
che incrociano i silenzi delle luci
e spengono le giostre.
È primavera
sei lontana e piove
ancora. |