| Nunzio Buono |
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Nunzio Buono Nasce a Milano, il 24 giugno del 1960 secondo di sette figli, all’età di sei anni rimane orfano di madre, questo segna il percorso della sua vita, entra in orfanotrofio a Milano "Le Stelline" in corso Magenta dopo due anni viene trasferito in un altro orfanotrofio "I Martinitt" sempre a Milano zona Lambrate. Timido introverso ama la pittura, la musica e la poesia, ma la sua formazione professionale è tutt’altro che umanistica, si occupa di sistemi informativi c/o la Provincia di Milano. Le sue poesie sono edite in più di 50 antologie di autori vari quali "Il foulard sull’abatjour" e "l'inchiostro degli Angeli" Vitali Edizioni, "Ti regalo una poesia" Edizioni LuLu. acquistabile al link http://www.lulu.com/content/1049884 e tante altre con varie case editrici, spesso utilizzate per campagne umanitarie. Ha pubblicato nel 2006 il suo primo libro a solo, dal titolo "Sentieri dentro" una raccolta di poesie. Edito da Vitali edizioni. Nel 2008 la seconda raccolta dal titolo “Dreams” pittore di profumi con la casa editrice LuLu. Nel settembre del 2009 la sua terza raccolta dal titolo “ Di quel che sapeva l’autunno” http://www.narrativaepoesia.com/di_quel_che_sapeva_lautunno.html, edito da Narrativa e Poesia, con la stessa casa editrice, e in collaborazione con altri 3 autori: Maria Grazia Vai, Tiziana Mignosa e Rita Minniti, nasce una raccolta di 130 poesie dal titolo “Piume d’Anima” http://www.narrativaepoesia.com/piume_danima.html, ispirate da alcuni brani musicali. Il suo blog è pittorediprofumi@splinder.com E sul sito scrivere http://nunziobuono.scrivere.info/ dove vanta più di 1000 poesie pubblicate. Il suo nome compare su poetilandia fra le vetrine di autori noti, come autore del mese di Aprile 2007. Ha partecipato e vinto diversi premi, nei concorsi indetti da vari salotti di letteratura, sia in Italia che all’estero. PREFAZIONE del libro "Sentieri Dentro" a cura di SILVIA DENTI NUNZIO BUONO, IL POETA DELL’INTELLETTO E DEL BUON SENSO E’ per me motivo di grande soddisfazione presentare questo Autore che all’impatto evoca un pochino il Nostro Montale degli anni struggenti. Nunzio Buono: poeta e uomo illuminato da un grande senso dell’onestà e del messaggio esistenziale non inteso come cardine universale, ma come punto di riferimento significativo e importantissimo. Nell’attenta osservazione della realtà vissuta, sofferta, percepita, resta quel desiderio di sottrarsi all’inettitudine, alla grettezza , gettando sull’anima acqua cristallina e fonti nuove a cui dissetarsi. Tale è l’impressione che la poesia di Nunzio dona nell’immediatezza. E’ una personalità che risente del tormento delle generazioni che lasciano un’eredità di ansie, che si aggiungono a quelle attuali, ma nonostante ciò , il Nostro, richiama costantemente all’idea della purezza di quel pensiero poetico che disperde il dolore e trasforma il tutto nell’essenza. Dalla " sua finestra sul cielo" egli sa "osservare la neve che cade" , la vede davvero, la vive, la fa sua. Anche se a volte il suo " pianoforte è muto", c’è una ragione : è tutto proteso in una sorta di meditazione semantica, l’uso della parola, infatti, ruota in modo magistrale dentro a un ritmo costante tra la semplicità ordinaria della quotidianità e la rarefatta dimensione delle rapide impressioni del vissuto consentendo così di giungere ad una poetica piena, ricchissima e ben incastonata nella realtà. Nunzio Buono si cala tra i suoi meravigliosi sogni , prende per mano se stesso e si ritrova. La solitudine umana sta proprio nel perdersi e nel terrore di non capirsi più. In questa penna non succede, si assiste ad uno spaziare calmo, pacato e sereno, ancorato a salde radici , a un’essenza davvero pura e forte, unica. " Riverberi del destino...azzurri fatti di mancanze e di presenze tenerissime..." Anche quando capita alla lirica di Buono il groviglio della disperazione umana, non si avverte alcuna caduta di tono, mai. Credo sia una delle caratteristiche più salienti di questo modo di fare poesia. Come dire...un fuoco che non divampa ferocemente, ma scalda sempre...in un fermento di morte e di rinascita immediata, pronta, sempre diversa. Ed è stupendo questo muovere l’inchiostro in una costante voglia di futuro, di musiche assordanti o addirittura zitte, ma vive, presenti. Un Autore attento, che porta la sua vena verso un mordente culturale acceso e denota la voglia e la curiosità, la fame di conoscenza del vero tra le righe di un destino di cui non ha timore. Direi che è una responsabilità quasi innata, spontanea, difficile da scovare nel panorama letterario contemporaneo. La poesia di questo uomo è intelligente e sensata, ma ha un ingrediente che spesso non si riesce a leggere in molti altri autori votati al filone del concetto: la capacità di trasfigurare qualunque tematica in un soave assolo musicale, rielaborato da una coscienza molto bella, molto sentita. Ci sono stati autori nella storia che hanno portato ideali di gioia descrivendo , per contro, la filosofia della morte più dura e tetra che mai, pensiamo ai cosiddetti " maledetti", ai ribelli e agli innovatori . Nella raccolta di Nunzio Buono sono contenuti i più profondi temi esistenziali, però mai dissacranti, anzi, rigo dopo rigo ancor più travolgenti, capaci di dare ulteriori sferzate alle riflessioni. Il canto del cuore vibra , sgorga fiero e fa fremere i tasti del pianoforte che sono poi le pieghe di un animo che ne esce, dalla prima all’ultima lirica del libro, assoluto vincitore. SILVIA DENTI Giornalista, scrittrice. Collabora a varie riviste culturali. pubblicazioni letterarie. Ha curato molte maratone poetiche e spesso fa parte delle commissioni nei concorsi letterari. Queste alcun delle sue ultime poesie Perché è difficile capire Ho l'inizio scritto e una pagina vuota senza nome se mi guardo e non vedo che un richiamo di parole se penso a te e al fascino di bimba che di me non sa di come un giorno sciolsi gli aquiloni per tornargli il vento. Poi non diedi più la mano alla mia mano che per quel vento dato smise di volare. Nunzio Buono Silenzi di cera Si lasciano disfare come cera gli appuntamenti ormai dimenticati, eppure in quella fiamma si è consumato il cuore. C'è un suono di ritorno nella stanza è l'ultimo discorso, o forse un bacio che non sapeva d'essere partito prima che il silenzio si vestisse di silenzi e mi guardasse con l'iride di te. Resta quell'attimo d'incrocio, di un parlato d'occhi letto a memoria che alla soglia del confine lascia luce. Poi la schiena della sera.
Nunzio Buono |
| Nunzio Buono a Torvaianica per la presentazione di: " Piume d'anima" |
| Con Tiziana Mignosa, Rita minniti e Maria Grazia Vai |
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| Nunzio Buono e Maria Grazia Vai |
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