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Rita Minniti

 

 

TU… UOMO DISTRATTO

 

Respira ancora una voce

nell’angolo smunto d’un diario

quando a spiarmi è un nome.

 

La strada è stata lunga,

di un incendio non c’è traccia

sul passo di poveri viandanti

assetati di tempo

scorso alla vista come un fiume.

 

A guardare il passaggio

d’uccelli che migrano si perde lo sguardo,

e gli anni s’accavallano

trascinandosi

come conchiglie allontanate dalle onde.

 

 La stanchezza non aspetta.

 

Ha scucito il battito

affacciato a una finestra

e di vento e brina

ricoperto rughe che avanzano.

 

Il sole è sorto mille volte

e la pioggia ha bevuto le stagioni.

 

Colpa le ore di cemento

poggiate a strati su un’attesa

che ha spezzato

l’equilibrio a metà strada.

 

Tu

uomo distratto,

 

non hai saputo fermare

nelle selvagge

lancette d’un orologio,

 

il tempo.