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Mi circonda
l’incauto passo
d’un’esistenza lasciata
a sé stessa,
dove l’ombra
ostacola la visibilità
della luce.
E mi ritrovo
con la mente capovolta
verso immagini di niente,
così che l’inutilità
avvertendola sfiorarmi
e arrendersi,
permane nell’indifferenza.
Forse,
dovrei correre ai ripari,
prima che la pioggia bagni
quel che resta d’un grido
fermo in gola,
e si dissolva la tenerezza
d’un sentimento in bilico.
E avrei coraggio
di lottare,
se fosse la soluzione
per dire a un sogno
di non ostacolarmi,
ritornandomi a sorridere
nell’anima,
com’era un tempo.
Ma è il freddo
a ricoprirmi e a irrigidirmi.
E’l’impossibilità
di ricucire le attese,
impigliate
in strappi d’assenze,
a non resistere
al peso di quel domani,
scalfito
dalla lontananza.
***
(Introspezione) |