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Rita Minniti

 

 

 
 

QUANDO NELL’ARIA L’ODORE DI ZAGARA

 

Mentirei al sole,

se nel mio cieco andare

dicessi,

che non lo vedo più

inchinarsi all’alba

e risplendere.

 

Se guardandomi allo specchio,

confondessi agli occhi

il silenzio con l’attesa,

mentirei sapendo

che la primavera è alle porte.

 

M’ingannerei,

se mi lasciassi alle spalle

il volo delle rondini

stanche d’emigrare verso lidi,

dove la solitudine non si vende.

 

Bugiardo è il pensiero

di far sciogliere

le mie ali al tramonto,

quando nell’aria l’odore di zagara

incendia il cielo.

 

E potrei fuggire

o voltarmi indietro

e salire sul primo treno.

Potrei maledire la notte,

inseguendomi tra ombre

senza più un nome

e ritrovarmi,

tra pagine d’inchiostro sbiadito,

ad ascoltare nuove voci.

 

Ma il silenzio mi parla,

m’incatena alla sua voce

sciogliendosi in una dolcezza

che non mi dà pace.

E nel frastuono impossibile

di memorie presenti

agli angoli dei forse,

m’allontana dal pensare,

che il sole muore.