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Rita Minniti

 

 

NOTTI IN FUGA

 

Mi sorprende la notte

in un riflesso che m’acceca,

ascoltandomi

al ritmo di spasmi mal celati

nell’udire canzoni stracciate al gelo.

 

Flebile il mormorio insistente

di note sfumate

al rauco respiro del giorno,

quando m’arrendo

allo scompiglio del buio

di questa sera senza luna.

 

E mi chiedo

cos’è quel senso che mi corrode,

che prende la mia mano e mi trascina

in un’altalena d’emozioni,

dove non c’è ritorno

nel lasciarmi andare,

se poi torno sfinita in un cielo nero.

 

S’amalgamano le ore,

confuse e incerte,

salvandosi dal cadere

per volontà d’esistere,

quando s’accendono i sensi

illuminati da notti in fuga dall’oblio,

 

e mi ritrovano addormentata

in una luce

che il brusìo d’intorno spegne.