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Rita Minniti |
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Non più saprà di freddo il tempo |
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(Sulle note di Secret Garden – Adagio) |
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Si spegne l’ultimo lampione nel parco. Nessuna ombra si scorge al limitare del giorno e quanto buio come sale brucia in ore lente a trascorrere.
Il viso, sfiorato dalla brina profumata di cielo e i miei occhi, muoiono nel niente, ma neppure una lacrima sa dipingerlo.
Ed è in questo disordine che mi sembra di sentire un respiro, mentre a rincorrersi, è soltanto l’eco di voci, che tardano nella notte.
Così mi fermo ad ascoltare il silenzio che si perde agli angoli di sordi domani e cieca è la strada.
Ma non quando sui tetti è la pioggia a scemare la sua corsa.
Saprò fermarlo il rumore, quando assordante picchierà come grandine sui vetri e sarà allora, che riaccenderò la luce.
E non più saprà di freddo il tempo o di gelo avrà il sapore l’inverno, perché ci saranno occhi d’arcobaleni a restituirmi i colori, e voci di rondini a leggermi le pagine d’un quaderno, ancora tutte da riscrivere. |
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(Riflessioni) |
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