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Rita Minniti

 

 

MAGIA

 

Siedo e ascolto

il rumore fragile del vento,

quel suo andare,

perdersi tra le cime ansiose,

dove lo sguardo non si posa.

 

E questa eternità,

a fiato spiegato,

s’impregna d’un sentire

oltre il cielo.

 

Là dove si può vedere Dio

in un’altalenante giostra di colori,

allontanando la solitudine,

che stanca,

si piega all’orizzonte.

 

Dove niente si perde

nell’incastonarsi a una realtà

immaginifica.

 

Esistere,

per viverla,

è dono incommensurabile,

dove lacrima,

in questo sottofondo,

l’intensità di momenti indicibili.

 

Come fosse una dimensione

d’altri tempi,

e gioire dell’incandescente bellezza.

 

- Magia -

 

dove l’anima

s’immerge

nella sua illimitatezza.